La Truffa Nel Piatto


 

Formaggi Falsi

Formaggi Falsi

Mentre mi accingo a collaborare con il vostro Blog, cari amici del Cim-Chef italiani nel Mondo, permettetemi una breve premessa.

Innanzitutto voglio dare atto a  Marco Medaglia di aver contribuito a “costruire” insieme a tutti voi, un “luogo” di ricerca, di discussione e di confronto libero, aperto e senza particolari interessi personali.

Ciò fa onore non solo a lui ma anche a  tutti voi che siete riusciti in pochi anni non solo a fare del CIM, il gruppo più numeroso di chef italiani che lavorano all’estero, ma anche quello più autorevole e più seguito. Tutto questo  con uno straordinario spirito di servizio e atto d’amore verso la vostra professione di cuochi.

 

Il filo rosso che legherà i miei scritti sarà il tema di Cibo e Salute. 

Comincio con la truffa nel piatto

Nel “mare magnum” delle contraffazioni alimentari hanno indagato due giornalisti, Mara Monti e Luca Ponzi,  il primo lavora al  Sole 24 Ore, il secondo alla Rai dell’Emilia Romagna. Hanno scritto un informatissimo libro, edito da Newton Compton, il cui titolo è: “Cibo criminale: il nuovo business della mafia italiana”. Prosciutto, mozzarella, olio, formaggio. Ne mangiamo, eccome, ma spesso non sappiamo, non ce lo dicono, non ce ne rendiamo conto, o facciamo finta di non saperlo, che quei prodotti sono dei “tarocchi”.  A livello mondiale, ci dice il libro,  il giro d’affari dell’Italian sounding supera i 60 miliardi di euro (164 milioni al giorno), cifra 2,6 volte superiore al valore delle esportazioni agroalimentari. Ciò significa che per ogni scatola di pelati veramente italiani ce ne sono tre la cui materia prima, pur avendo nomi come Vesuvio o Dolce Vita, proviene dall’estero. Cibi falsi e di dubbia provenienza e per questo il libro è da leggere

Ma ci sono anche i cibi al veleno, dannosi per la nostra salute.

I dati dell’ultimo Rapporto sulla Sicurezza dei Cibi, parlano chiaro: le Truffe a tavola sono in aumento e riguardano spesso i prodotti piu costosi, vino, Mozzarella di bufala, olio Extravergine.

Alimenti scaduti addirittura nel 2008 e messi comunque in vendita nel 2013 con etichette contraffatte. Durante l’estate sono state effettuate 3.400 ispezioni e nel 30 per cento dei casi sono state riscontrate irregolarità. Sono ben 540 le tonnellate di alimenti sequestrate per un valore pari a 1 milione e 300mila euro.

Questa estate  sono state denunciate 1.100 persone, chiusi 27 ristoranti, 5 bar e 7 panetterie.

Ad Alessandria sono state trovate 3,5 tonnellate di gelati con termine minimo di conservazione superato anche da due anni e decine di panettoni confezionati per il Natale 2008. A Milano un’industria dolciaria commercializzava prodotti all’ingrosso e al dettaglio scaduti nel 2011. A Catania sono state distrutte 68 tonnellate di miele pieno di muffe. In uno stabilimento di imbottigliamento di acqua minerale di Livorno sono stati trovati ragni e altri animali e sono stati bloccati 26.250 litri di acqua. In un allevamento di molluschi di Taranto sono state trovate 10 tonnellate di cozze con i bolli sanitari falsificati.

Accade anche che piccoli e grandi produttori di alimenti a marchio Made in Italy acquistino le materie prime dall’estero, spesso in paesi in cui la qualità e le garanzie a tutela della salute dei consumatori sono decisamente inferiori da quelle stabilite in Italia.

La casistica è la più varia: si va dalla passata di pomodori importata dalla Cina, ai prosciutti danesi, all’olio spagnolo di pessima qualità e venduto come extra vergine toscano, alle mozzarelle taroccate e così via.

Donato Troiano



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