Turismo Slow: Montagnana


Montagnana

Come abbiamo detto (cfr. “Soave, un turismo con l’anima”) ”esiste un turismo diverso da quello di massa, alla ricerca compulsiva di quello-che-non-si può-non-vedere, un turismo che una meritoria Associazione”( http://www.slowtourism-italia.org/) ha definito “Slov Tourism.

Ebbene seguendo questa filosofia siamo andati a Montagnana, nel basso Padovano.

La città deve la sua fama internazionale alla celebre cinta muraria, edificata tra XIII e XIV secolo, quando i Carraresi, signori di Padova, vollero ampliare e rafforzare la frontiera dello stato padovano contro la Verona degli Scaligeri.

L’accesso alla città era controllato dalle porte fortificate del castello di San Zeno (ad est, verso Padova) e della Rocca degli Alberi (ad ovest, verso il veronese).

Non a caso alla città di Montagnana è stata conferita la Bandiera arancione per le sue bellezze storiche e per la valorizzazione dei prodotti tipici, inoltre essa fa parte dell’associazione “I borghi più belli d’Italia”.

Dunque, dopo aver effettuato una doverosa visita alle mura merlate e ai Castelli (uno dei quali quello di San Zeno accoglie un interessante Museo), ho capito che era l’ora di ristorare le membra… ed anche lo stomaco.

Gli ottimi ristoranti non mancano; personalmente ho scelto l’HostariaZanarotti, di Arturo Zanarotti, che da oltre dieci anni propone i sapori della tradizione.

Notevoli gli Gnocchi alla Montagnanese, ma la portata che mi ha più colpito è stato lo “Schisoto”, cioè il pane “schiacciato”, che poteva cuocersi meglio e stare sotto il “testo”. Gli ingredienti sono: la farina, lo strutto il sale, il lievito madre. Naturalmente l’ho degustato con il prosciutto crudo dolce di Montagnana ed è stato un trionfo.

Inutile dire che il tutto è stato annaffiato dai meravigliosi vini veneti, tra i quali ho fatto una entusiasmante scoperta: il “Sata” realizzato da uve garganega (bianco) o da uve Merlot e Cabernet (rosso).

Dulcis in fundo la Fugassa, tipico dolce del montagnanese fatta di polenta mele e uvetta.
E, per non farmi mancare nulla, per digerire sono andato ad ammirare la cinquecentesca Villa Pisani, attribuita a Palladio, appena fuori dalla cerchia muraria, uscendo da Castel San Zeno.

Un’architettura di classico equilibrio, ideale per rasserenare l’animo… e per favorire la digestione.

Villa Pisani - Montagnana

Villa Pisani – Montagnana

Gianluigi Pagano



Categorie:By Gianluigi Pagano

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