Soave: un turismo con l’anima


Soave: un turismo con l'anima

Esiste un turismo diverso da quello di massa alla ricerca compulsiva di quello-che-non-si può-non-vedere, un turismo diverso, di esplorazione tranquilla del territorio, attratti dalla scoperta di una delizia gastronomica, di un meraviglioso panorama o di un monumento dalla bellezza entusiasmante.

Ho sperimentato questa forma di esplorazione del territorio nella zona di Soave.

Premessa: la scelta della location “Soave” è spesso banale, dovuta alla posizione baricentrica fra Venezia, Verona, il Lago di Garda, oppure per suggestione del nome del vino famoso (ma non quanto meriterebbe). Confesso che queste sono state anche le mie motivazioni, ma arrivato ho scoperto un modo più tranquillo ed appagante di fare turismo. In ciò si è favoriti anche dall’organizzazione ”Soave Incoming”, che mette a disposizione vetturette elettriche ( le Renault Twizy) o bici palla pedalata servoassistita, che permettono questa entusiasmante scoperta del territorio.

Ovviamente essa non potrà che iniziare dal vino, che caratterizza il territorio con le rigogliose vigne e le tavole con le bottiglie simbolo di gioia. La mia esplorazione è iniziata dal Soave, avendo un cicerone eccezionale: il Presidente di “In Soave”, Roberto Ferroli con la sua travolgente simpatia.

L’offerta delle numerose enoteche facilita la conoscenza dei vini, ma per quanto mi riguarda ho preferito vistare la Cantina Monte Tondo. Qui, nella sala degustazioni, è possibile fare conoscenza con tutta la produzione enoica della zona: dal Soave DOC a quello Classico e Superiore DOCG, ad una versione Brut. Non si può non essere d’accordo con Dante Alighieri che, ospite di Cangrande, Signore locale, secondo la leggenda, volle chiamare Soave questo delizioso nettare ed il paese stesso.

Ma il paesaggio con i suoi meravigliosi castelli medievali mi ha presto invitato a differenti scoperte. L’ esplorazione è iniziata dal Castello di Soave, che domina la città, a cui è collegato da una possente mura difensiva. La sua bellezza severa è un’attrazione di per sé, ma la meraviglia è ancora più grande visitando l’interno, accompagnati dalla gentile custode, che descrive la storia dei questo maniero, le cui origini risalgono all’epoca di Federico Barbarossa. All’interno infatti si scoprono dei mobili medievali perfettamente conservati, che ci parlano della vita dei castellani, i cui ritratti adornano le pareti.

Se si viene contagiati dal fascino dei castelli, si può decidere di visitare anche il Castello di Illasi , risalente all’anno mille, visibile solo dall’esterno, ma la gentilezza del proprietario, Conte Lapo Sagramoso, consente su richiesta di aggirarsi fra questi ruderi dal fascino romantico, come pure di visitare la villa Perez Pompei ad Illasi, dai magnifici affreschi, assieme al meraviglioso parco ed al giardino all’italiana.

A Illasi un’altra sosta enoica è d’obbligo per assaggiare il nettare della Cantina Trabucchi, ricavata da uno scavo nella roccia di 20 metri di profondità: un Amarone difficilmente dimenticabile, assieme ad un Recioto sublime. Ovviamente non si può esagerare col vino (anche se la velocità della Twizy non è eccessiva) pertanto ho deciso di intervallare le mie esplorazioni enoiche con una gustosa merenda a base dei deliziosi formaggi locali che mi hanno presentato in degustazione al Caseificio La Casara di Brenton. E’ stata una entusiasmante esplorazione, dal classico Monte Veronese Dop,al Formaggio Ubriaco (ottenuto lasciando le forme a fermentare nella vinaccia per circa 30 giorni) o quelli speziati. Qui ho potuto assaggiare anche il “Risotto di Soave”, che diventerà il piatto simbolo della gastronomia soavese, nascendo dai prodotti tipici del territorio: riso Vialone Nano, Vino Soave e Olio Extravergine Veneto.

In questo mio turismo errante ho anche conosciuto lo splendido olio d’oliva extravergine, I frantoi nella zona sono numerosi e tutti offrono dei prodotti eccezionali, ma in particolare sono rimasto colpito dalla ricerca qualitativa e di innovazioni tecniche del Frantoio Bonamini. Qui stanno sperimentando una raccolta delle olive delle olive meccanizzata ma ”dolce”, così da consentire una frangitura immediate delle olive senza ammaccarle: i risultati si sentono in un perfetto extravergine.

Vi risparmio la descrizione di altre delizie locali come il Bacalà (con una c sola!) alla Vicentina o la Pizza con gli ingredienti del territorio, per lasciare a Voi l’emozione della scoperta.

Gianluigi Pagano



Categorie:By Gianluigi Pagano

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