Nelle Langhe, Patrimonio Unesco, il vitigno bianco di Canelli


Nelle Langhe, Patrimonio Unesco, il vitigno bianco di Canelli

Il comune di Castiglione Tinella è adagiato sul fianco di una collina nel cuore delle Langhe completamente accerchiato dai filari di Moscato. Perché qui è terra di Moscato.

Le Langhe, grazie alla bellezza del suo paesaggio, alla dolcezza delle sue colline con vigneti che ne disegnano amabilmente i suoi contorni sono diventati patrimonio dell’UNESCO. In questi luoghi, incastonata come una perla, si trova l’Azienda Agricola Saracco.

A dirigerla Paolo Saracco alla quarta generazione di produttori di Moscato bianco di Canelli che mentre spiega la sua azienda ama sottolineare: faccio quello che è meglio produrre in questo territorio, produco Moscato d’Asti.

Il vitigno bianco di Canelli, portato dai crociati circa dieci secoli fa di ritorno dalla Terra Santa, si è particolarmente adattato in queste zone, complice un terroir unico per questo vigneto. Il terreno che lo ha accolto si è formato dal ritiro del Mare Padano (16 milioni di anni fa) un suolo compatto e solido che ha avuto origine nel Miocene (15 milioni di anni fa) e si compone in parti uguali di sabbia e limo, ricchissimo di sedimenti calcarei.

Il microclima, un altitudine di 400 m s.l.m, un esposizione solare che varia da nord a sud, da est a ovest, concorrono a conferire al Moscato prodotto da questa azienda un equilibrio tra acidità e zuccheri unico. Sistema di allevamento contro spalliera con potatura a Guyot, densità d’impianto 6000 ceppi per Ha.

Per conferire questa qualità si vendemmia nella prima decade di settembre, le uve raccolte in giornata mediante pressatura soffice per estrarre soltanto gli aromi, il mosto ottenuto viene subito immesso in tini d’acciaio termoregolati e fatto decantare alla temperatura di 7 gradi per fermare la fermentazione.

Alla fine della vendemmia, vengono inoculati lieviti selezionati neutri, per fare proseguire la fermentazione per circa 4 – 7 giorni alla temperatura di 20°C , per poi eseguire la stabilizzazione tartarica, dopo la filtrazione sterile il vino viene messo in bottiglia dove si affina per circa 30gg.

Alla vista è giallo paglierino, al naso i profumi sono intensi, fiori di pesco, bergamotto e frutta esotica, in bocca si prevale la pera, la mela, importante spalla acida che lo rende fresco e piacevolissimo, finale di note balsamiche di anice stellato, mai stucchevole e invita a berne un altro sorso. Abbinamento ideale: dolci da forno con burro, dolci a pasta secca di mandorle e pasticceria di tutta la tradizione nazionale.

Azienda Ag. Saracco

Via Circonvallazione 6,

12053 Castiglione Tinella (Cn), Italia

www.paolosaracco.it

info@paolosaracco.it



Categorie:Raffaele D'Angelo

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