Alla “tenuta del buonamico”, della famiglia fontana, a montecarlo di lucca, una coinvolgente e lunga storia non solo di vini


Tenuta del Buonamico, la Cantina Storica - L'Inferno. Foto di Giorgio Dracopulos

Su una panoramica collina, che, con i suoi 162 m. s.l.m., domina il circondario , a cavallo tra la Lucchesia e la Valdinievole in Provincia di Lucca, sorge il Paese di Montecarlo.

Il nucleo abitativo più antico, di cui abbiamo documentazione certa, era il Borgo di Vivinaia che sorgeva alle pendici del colle, un’antica proprietà appartenente al Ducato della Tuscia (Ducato Longobardo dell’Italia Centrale nel VI e VII Secolo).

Nel 1331 il piccolo Borgo fu distrutto dalle milizie Fiorentine e per motivi di migliore difesa i Lucchesi ricostruirono il Paese sulla sommità della collina dove già sorgeva la possente Fortezza di Cerruglio.

Successivamente, l’antico Borgo di Montecarlo, fu specificatamente fondato, nel 1333, da Carlo IV di Lussemburgo (Imperatore del Sacro Romano Impero dal 1355 al 1378) e da ciò ne derivò anche il toponimo.

La Fortezza di Montecarlo ebbe un ruolo strategico fondamentale nelle Guerre del XIV Secolo tra Lucca, Pisa e Firenze.

Il Borgo è ricco di palazzi storici e monumenti come la Fortezza con le mura, la Chiesa di Sant’Andrea, la Pieve di San Piero in Campo, l’Istituto Pellegrini Carmignani (già Monastero delle Suore Clarisse), la Chiesa di Sant’Anna, il Teatro dei Rassicurati, costruito nel 1795, progettato e realizzato dall’Ingegnere fiorentino Antonio Capretti.

Oggi il ricco Territorio di Montecarlo è ben coltivato a ulivi e viti, vi si produce Olio Extra Vergine di Oliva, Vini Bianchi e Rossi D.O.C. di qualità. Queste terre sono attraversate dalla Denominazione “Strada del Vino e dell’Olio di Lucca, Montecarlo e Versilia”.

A Sud Ovest di Montecarlo, in Località Cercatoia, si estendono i terreni (41 ettari di cui 36 vitati) della bella “Tenuta del Buonamico”, proprio lungo la strada provinciale che sale al Borgo antico.

La “Tenuta del Buonamico”, dal Luglio 2008 è proprietà della Famiglia Fontana, Dino Fontana e suo figlio Eugenio, ma ha anche, alle spalle, una lunga e interessante, storia.

Nel 1927 Settimo Vannelli, Lucchese di Altopascio, partì par Torino per rilevare una vecchia fiaschetteria, in Via Santa Croce (in centro, zona Università e Musei, non lontano dal Fiume Po), e trasformarla in una Trattoria Toscana.

Direte voi… cosa c’entra? Abbiate pazienza, c’entra… c’entra… eccome se c’entra.

La Trattoria venne chiamata “Al Gatto Nero” e già prima della Seconda Guerra Mondiale era un locale conosciuto e famoso.

Nel 1953, venuto a mancare Settimo, il figlio maggiore Enzo Vanelli si associò con il cognato Ciro Grassi (avevano sposato due sorelle, Lea e Rina Berti) ed iniziò con lui un’appassionante scalata alla fama che porterà questo Ristorante ad essere uno dei più prestigiosi della storia enogastronomica Italiana. Nel 1958 il Ristorante si trasferisce nelle bella sede che occupa tutt’ora, in Corso Filippo Turati al numero civico 14 (oggi la conduzione e di un altro Vanelli, Andrea).

Ciro dette un grande impeto alla cucina tradizionale Toscana di qualità, soprattutto con l’uso dei migliori prodotti provenienti dalla regione stessa. Pensate che con l’avvento in Italia della “Guida Rossa Michelin”, nel 1959, al Ristorante “Al Gatto Nero” in pochi anni vengono assegnate ben “Due Stelle Michelin” (la prima nel 1961 e la seconda pochi anni dopo): il massimo riconoscimento, non c’era la “Terza Stella”.

Ovviamente tra i prodotti più buoni, da offrire alla clientela, provenienti dalla magnifica Regione denominata Toscana, non poteva mancare il vino.

Su consiglio di Angiolo Salvadori, noto assaggiatore e mediatore della zona di Montecarlo, Enzo e Ciro scelsero, e iniziarono a commercializzare, nel loro Ristorante, un buon vino prodotto dalla Fattoria “La Torre”, che venne infiascato con il marchio “Buonamico” (intendendo, non il quasi omonimo vitigno autoctono “Bonamico” detto anche “Giacomino”, ma il vino come “amico di ciò che veniva servito in tavola”).

Il Vino “Buonamico” di Vanelli e Grassi dal 1954 (con la vendemmia 1953) fino al 1962, veniva infiascato a Montecarlo nel mese della ferie del Ristorante, in Agosto, con una grande festa a cui partecipavano parenti e amici. Il trasporto stesso a Torino avveniva in maniera suggestiva con un grosso camion scoperto dove i fiaschi erano pazientemente incastrati a piramide.

Il grande successo del Vino di Montecarlo a Torino, portò Enzo e Ciro a voler mettere su una produzione vitivinicola loro e, a partire dal 1960, iniziarono ad acquistare un primo appezzamento e successivamente negli anni altri poderi confinanti. Nel 1962 incominciarono i lavori della nuova Cantina, terminata nella primavera del 1965: per Montecarlo un avvenimento. Una costruzione modernissima che culminava in un esagono con, intorno e a copertura, grandi terrazze panoramiche per circa 600 mq., al piano alto l’appartamento del Fattore (il bravo e conosciuto Ermanno Franceschini con la moglie e le tre figlie), sotto una sala di ricevimento e gli uffici, oltre alla tinaia, poi, interrata, la zona con le botti e il magazzino. In tutto una superficie coperta di circa 800 mq. a cui si arrivava dalla strada sterrata. La Fattoria era conosciuta da tutti come la “Fattoria del Gatto Nero”.

Con la vendemmia 1963 arrivò la prima piccola produzione di Vino, ma quella vera e propria avvenne con l’annata 1964, nella nuova cantina appena inaugurata il vino venne imbottigliato in “borgognotte” e non più nei fiaschi. La nuova etichetta con al centro il “Gatto Nero” stilizzato su oro a caldo fu disegnata da Armando Testa allora famoso per i suoi spot a “Carosello” (Carmensita, Lavazza, Peroni, L’omino con i baffi, ecc.).

Tra il 1966 e il 1967 venne acquisita un’altra azienda confinante, che apparteneva all’Ingegnere Raffaello Passaglia, e con essa furono raggiunti i 18 ettari.

Il 16 Giugno del 1968, purtroppo, un male incurabile strappò alla famiglia, a soli 39 anni, Ciro Grassi. A seguito di questo luttuoso evento, Enzo Vanelli, anche per tutelare i tre figli, ancora minori, di suo cognato Ciro, costituì una nuova società per la gestione della Fattoria che prese il nome di “Fattoria del Buonamico s.r.l.”, la guida venne affidata a Rina Berti vedova Grassi. In questo periodo arrivò a collaborare alla fattoria anche il bravo e volenteroso Vasco Grassi.

Nel 1969 arriva la D.O.C. per il Vino Bianco, per questo e altri motivi vennero adottate le nuove etichette, sempre dello studio Armando Testa, che utilizzavano il fregio del famoso Pittore aretino Giorgio Vasari (1511 – 1574) l’affresco che ritrae Montecarlo e che si trova in Palazzo Vecchio a Firenze nella sala di Cosimo I.

Negli anni 70 la produzione di Vino della Fattoria del “Buonamico” è tale che non può più essere assorbita solo dal Ristorante “Al Gatto Nero” di Torino e allora se ne iniziò la commercializzazione. Andato in pensione il Fattore Franceschini al suo posto subentrò a tempo pieno Vasco Grassi che si occupava di vendite e conduzione aziendale. A metà degli anni settanta la produzione raggiunse le 90.000 bottiglie e alla fine di quel decennio i Vini dell’Azienda erano distribuiti in tutta Italia nelle migliori enoteche e nei ristoranti più conosciuti, oltre ad essere esportati in Svizzera, Germania e Stati Uniti d’America.

Nel 1981 la Fattoria rimase esclusiva proprietà della Famiglia Grassi, sempre con la conduzione di Rina Berti vedova Grassi, e alla Famiglia Vanelli rimase il Ristorante di Torino.

Mentre la Fattoria continuava a migliorare la sua produzione, la distribuzione e l’esportazione, nel 1985 Franco Grassi, il figlio più grande di Rina, venne ad abitare in Azienda e assunse il compito di occuparsi dell’amministrazione.

Il 18 Settembre 1992 Rina Berti cedette la Fattoria a una Società che faceva capo ad Aldo Grassi e Egiziano Maestrelli noti imprenditori nel campo dei supermercati (avevano appena venduto la “Superal” al gruppo Tedesco “Tengelmann”) e nel settore alberghiero.

Vasco Grassi rimase alla direzione tecnico/commerciale e l’importante consulenza enologica e agronomica venne affidata a professionisti del livello del Dott. Vittorio Fiore e al Dott. Stefano Chioccioli. Anche in questi anni la produzione e l’esportazione fu ulteriormente consolidata grazie a una maggiore presenza sul mercato Italiano e a distributori di livello come “Segnitz” in Germania, “Winebau” negli Stati Uniti d’America e “Seiwa” in Giappone.

Il 15 Luglio 2008 l’Azienda, passata ancora di mano, è diventata la “Società Tenuta del Buonamico s.r.l.” di Dino Fontana e suo figlio Eugenio.

Dino Fontana, imprenditore da una vita, fin da giovanissimo ha lavorato nell’Azienda Olearia di Famiglia “Sagra” (da tre generazioni dei Fontana, fin dal 1919), dove è riuscito con impegno, sacrificio e tantissima passione a portarla alla super meritata fama mondiale, raggiungendo straordinari traguardi commerciali.

Eugenio Fontana, ha iniziato a lavorare nell’Azienda Olearia di Famiglia ma la sua grande passione per l’Enologia lo ha portato ad occuparsi a tempo pieno della Tenuta. Laureato in Economia e Commercio all’Università di Pisa si è poi specializzato conseguendo un prestigioso Master in Francia.

La Famiglia Fontana, nella gestione della “Tenuta del Buonamico” è supportata anche da alcuni validissimi ed esperti tecnici come Paolo Lapini, il Perito Agrario, che è responsabile del ciclo produttivo, Alberto Antonini e Valentino Ciarla gli Enologi, Stefano Dini l’Agronomo.

Da quando i Fontana hanno rilevato la Tenuta hanno messo subito in campo importanti investimenti per migliorare l’Azienda e i Vini.

Dal 2009 ad oggi sono stati impiantati nuovi vigneti, tra questi uno in particolare con 1000 viti delle rare varietà “Canaiolo Rosa” e “Bonamico” che servono per produrre il Vino rosato vinificato in bianco da uve rosse.

La Cantina è stata dotata delle migliori e più moderne attrezzature sia per la vinificazione che per l’imbottigliamento. Con la vendemmia 2011 è stata anche ampliata con la nuova zona di spumantizzazione, con il nuovo, tecnologico e grande magazzino di stoccaggio e con la nuova linea d’imbottigliamento. Nuova, panoramica e molto ampia anche la zona degustazione, un’attività che alla “Tenuta del Buonamico” è molto praticata e curata nel minimo dettaglio (vengono ben accolti gruppi da 2 a 80 persone anche nell’accogliente zona Vendita/Degustazioni all’ingresso).

Anche molti altri importanti lavori sono stati eseguiti in Cantina, per esempio il nuovo impianto di climatizzazione per il controllo della temperatura e dell’umidità, l’acquisto di 30 nuove vasche in acciaio per la vinificazione e lo stoccaggio del vino e poi si è curato con particolare attenzione la “barricaia”.

Una nota particolare va riservata alla caratteristica sistemazione della Cantina Storica “L’Inferno” dove è presente la memoria storica “fisica” della Tenuta con bottiglie prodotte dal 1964 in poi.

La nuova immagine della Tenuta è stata curato dall’Architetto Paolo Riani, ma i lavori sono in costante progresso e presto verrà realizzato anche un super accogliente “Resort” sul terreno della proprietà. Grandi sono stati anche i festeggiamenti per i 50 anni dell’Azienda.

L’obbiettivo di cotanti investimenti della Famiglia Fontana è quello di produrre Vini pregiati e di qualità che rispettino il territorio e che siano una delle migliori espressioni enologiche di Montecarlo.

Oggi la produzione della “Tenuta del Buonamico” è ampia e si aggira intorno alle 180.000 bottiglie.

I prodotti dell’Azienda sono: i Vini Rossi “Cercatoja”, “Il Fortino”, “Etichetta Blu”, “Montecarlo”, i Vini Bianchi “Viognier”, “Vasario”, “Vermentino”, “Montecarlo”, il Vino Rosé “Rosato”, le Bollicine “Spumante Particolare Inedito Première Cuvée”, “Spumante Particolare Brut Rosé”, “Spumante Particolare Brut”, gli Spirits “Vin Santo” e “Cercatoja Grappa”, infine c’è l’Olio Extra Vergine di Oliva “Oro di Re” e “Olio D.O.P. Lucca”.

Una grande e bella Azienda la “Tenuta del Buonamico” di Dino e Eugenio Fontana che da lustro internazionale, con i suoi ottimi prodotti, non solo alla zona vitivinicola di Montecarlo e alla Lucchesia ma anche alla Toscana e all’Italia tutta.

Giorgio Dracopulos

www.buonamico.it



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