L’ultimo divertente libro dello chef livornese Paolo Ciolli: “Teste e lische caro Napoleone”


Gli Chef Giorgio Dracopulos e Paolo Ciolli

La Corsica è un’isola molto grande del Mar Mediterraneo, la quarta dopo Sicilia, Sardegna e Cipro, è divisa dalla Sardegna da un breve tratto di mare (11 Km. nel punto più stretto) denominato le “Bocche di Bonifacio”.

Da migliaia di anni questa bellissima Isola è stata al centro delle lotte e delle rotte di tutti i popoli che hanno solcato il Mar Mediterraneo.

Gli antichi Greci la chiamavano “KallÍste” (la più bella).

La Corsica attraverso i secoli è passata più volte sotto vari padroni, ma tra il 1284 e il 1768, è stata dominata dalla Repubblica di Genova.

Nel 1768 i Francesi riuscirono a portarla via ai Genovesi che la cedettero in pegno per debiti.

Le truppe di Parigi soffocarono in pochissimo tempo l’autonomia Corsa (1755 – 1769), che i Genovesi non avevano riconosciuto ma che non erano riusciti a debellare, rimanendo così padroni del campo.

 

Il 15 di Agosto del 1769, circa due mesi dopo che i Francesi avevano preso il controllo della Corsica, nasceva da una famiglia della piccola borghesia Còrsa, nella Città portuale di Ajaccio, un ”certo” Napoleone Buonaparte che diventerà invece il fondatore del Primo Impero Francese (Maggio 1804 – Aprile 1814).

Dopo la morte del Padre Napoleone “francesizzò” il cognome in “Bonaparte”.

Napoleone frequentò i primissimi anni scolastici in Corsica, poi in Francia e il 21 Ottobre 1784 entrò alla Regia Scuola Militare di Parigi.

La sua carriera fu a dir poco fulminea.

A 16 anni Secondo Luogotenente di Artiglieria, pochi mesi dopo era già Luogotenente, allo scoppio della Rivoluzione Francese, nel 1789, aveva 20 anni ed era già Ufficiale. Aderendo alla Rivoluzione il suo grado salì a Tenente Colonnello della Guardia Nazionale.

Seguì un periodo in cui venne retrocesso a Capitano, ma le vorticose vicende Rivoluzionarie lo riportarono in breve a salire di grado: Aiutante Generale, Generale di Brigata, Comandante della Piazza di Parigi, Generale di Corpo di Armata.

Vittoriose campagne militari, la prima fu quella in Italia, e il suo innato, straordinario genio militare e politico, lo portarono ad essere nominato Comandante in Capo di tutte le forze armate Francesi.

 

Nel 1799, Napoleone Bonaparte, diventò Console, uno dei tre membri a cui fu affidato tutto il potere in Francia (gli altri erano Pierre-Roger Ducos e Emmanuel Joseph Sieyès); poco dopo, non soddisfatto, si fece nominare Primo Console.

Fu talmente bravo a guidare la Francia, che riuscì a costruire una struttura politico-militare-amministrativa valida, innovativa e fortemente accentratrice definita “perfetta” e che è rimasta praticamente invariata fino ai giorni nostri.

Con il plebiscito del 2 Agosto del 1802 la carica di Primo Console gli fu attribuita “a vita”.

Il passo successivo avvenne il 18 Maggio 1804 quando il Senato lo proclamò Imperatore dei Francesi.

 

Napoleone Bonaparte vinse più battaglie (una sessantina) di Alessandro Magno, Annibale e Giulio Cesare messi insieme, ma ne perse due, le più decisive:

La Battaglia di Lipsia , detta anche delle Nazioni, combattuta, tra il 16 e il 19 Ottobre 1813, contro le armate di Russia, Prussia, Austria e Svezia. Sconfitta che giungeva dopo la già disastrosa ritirata di Russia e che portò Napoleone ad abdicare e al suo esilio all’Isola d’Elba dove sbarcò il 4 Maggio 1814;

La Battaglia di Waterloo, il 18 Giugno 1815, contro le armate Inglese e Prussiana, dopo la fuga dall’Isola d’Elba e il ritorno trionfale in Francia. Disastrosa sconfitta che porterà l’Imperatore al definitivo esilio a Sant’Elena, piccola e sperduta isola in mezzo all’Oceano Atlantico a 1500 Km. dalla Costa Africana.

 

Napoleone Bonaparte morirà proprio a Sant’Elena il 5 Maggio 1821, alle ore 17:49, a soli 52 anni.

Personaggio straordinario Napoleone Bonaparte; un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella storia dell’Umanità.

Eccezionale, ma pur sempre un uomo che, per esempio, dava scarsa importanza all’alimentazione, ritenendola un fastidio necessario: non era certo un buongustaio.

Mangiava molto in fretta e solo due volte al giorno, la mattina verso le 9-9:30 e la sera alle 18:00.

Questo metodo frettoloso, non certo ideale, gli procurò una forte gastrite cronica che con il passare degli anni degenerò portandolo alla morte.

Non erano molte le cose che gradiva, tra queste il pollo e il montone. Prendeva anche, cosa per lui non salutare, due tazze di caffè al giorno.

Anche per il Vino Napoleone non aveva una particolare passione, beveva poco e lo annacquava.

L’unico Vino che apprezzava e che, ovviamente, non mancava mai sulla sua tavola, arrivava dalla regione della Borgogna, ed era lo Chambertin, un Vino Rosso (Gevrey-Chambertin A.O.C., un Pinot Nero, proveniente dall’omonimo piccolo Comune). “Chambertin” anche oggi una delle denominazioni più conosciute e di successo della Borgogna.

 

Quest’anno, 2014, ricorre il “bicentenario” dell’arrivo di Napoleone all’Isola d’Elba e per festeggiare tale evento sono state intraprese molte attività e pubblicati diversi libri.

Un Libro, in particolare, che ho letto volentieri, è stato scritto dal mio caro amico, l’appassionato ed esperto Chef Paolo Ciolli, s’intitola: “Teste e lische caro Napoleone…”.

Paolo Ciolli, Livornesissimo, è nato al numero civico 161, “al primo piano”, di Borgo San Jacopo, una delle strade più tipiche della bella Città di mare Toscana, in una fredda giornata di Febbraio che portava la data del 14, nell’anno 1949.

E’ importante sottolineare “al primo piano”, perché sotto casa c’era la “Pasticceria Gnesi”, aperta da un solo anno, il 29 Febbraio 1948, da Renzo Gnesi, e quegli straordinari aromi, che si propagavano nell’aria, sono subito penetrati, lasciando il segno, nel respiro dell’appena nato Paolo.

Fin da piccolo si è subito appassionato alla cucina seguendo le preparazioni della sua mamma Anna Maria.

A 20 anni, molto giovane, ha iniziato ad insegnare educazione fisica alle superiori, l’ha fatto per 30 anni in varie scuole, e da 12 anni insegna alla super prestigiosa “Accademia Navale di Livorno”; ha fatto anche l’attore recitando in un film, “Habemus Papam” di Nanni Moretti, nei panni di un cardinale.

La passione per la Cucina è aumentata col passare degli anni fino a portarlo a diventare un vero e proprio “chef” con la partecipazione anche a diversi concorsi gastronomici come il programma televisivo di Rai 1, “La Prova del Cuoco”, condotto da Antonella Clerici, dove ha vinto con i suoi “Tortelloni al tramonto con zabaione al Parmigiano”.

Sempre grazie alla sua grande passione culinaria è diventato anche scrittore pubblicando, dal 2006, libri come “Habemus Pappam” (parafrasando il titolo del film di Moretti), “Il Miracolo della Farina di Ceci – Storie, Luoghi, Personaggi”, “I Pesci della Terrazza”, “La Cicciaccia”, “La Pasticceria a Livorno”, “Il Cacciucco”.

Paolo ha anche, dall’Ottobre 2010, il suo Blog gastronomico Paolo Ciolli Chef.

Attualmente Ciolli conduce una simpatica e istruttiva trasmissione di Cucina su Granducato TV che si chiama “Tutti Chef” a cui, alcune volte, ho partecipato anch’io.

 

 

Ma torniamo al Libro “Teste e lische caro Napoleone…”, 128 pagine in formato cm 21×15, edito, per la Collana le “Vie del Gusto, da “Vittoria Iguazu Editora”. La Copertina e dell’artista Fabio Leonardi.

Un coinvolgente Romanzo Storico/Culinario in cui Paolo Ciolli immagina di essere un critico consigliere, anche politico, ma soprattutto gastronomico di Napoleone, seguendolo, passo passo, e dandogli confidenzialmente e irriverentemente del ”tu”.

Le prime 37 pagine, ”l’Epilogo”, trattano il periodo che intercorre dall’arrivo all’Isola d’Elba alla sconfitta di Waterloo. Il resto del libro segue in dettaglio la vita di Napoleone dai primi successi, ai trionfi, fino all’inizio del declino. In fondo al Libro troviamo “Le Ricette: un pranzo elbano”, 16 gustose e appetitose preparazioni, frutto della vasta cultura gastronomica Livornese di Ciolli, con i rispettivi abbinamenti con i Vini.

Una lettura piacevole e divertente, dove viene dipinto un quadro estremamente umano, dell’Imperatore con il suo carattere ambizioso, passionale ed egocentrico.

Nel Libro troviamo anche accurate e dettagliate descrizioni di personaggi, di luoghi, di momenti e di preparazioni della cucina ottocentesca Elbana e Francese.

Che altro dire sul Libro “Teste e lische caro Napoleone…” se non un sincero bravo a Paolo Ciolli.

 

Giorgio Dracopulos

 

http://paolociollichef.blogspot.it/



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