Terra Mia


Terra Mia.

cuore-terra

La terra non invecchia mai, e dobbiamo fare tutti uno sforzo per contribuire alla crescita e al sostegno  a queste aziende, l’Italia può ripartire e deve ripartire dalla terra.

Aziende reinventate e aperte alle esportazioni con strategie di marketing, “fattorie didattiche”, confetture biologiche… I giovani incrociano vecchio e nuovo nell’agricoltura, filone in ascesa nelle aziende capitanate dagli imprenditori di ultima generazione. Nell’exploit delle quasi 11.500 start up di settore registrate l’anno scorso, i titolari con meno di 30 anni di età sono più del 17% . E se l’università sconta una brusca discesa nelle immatricolazioni, tutto quello che plasma professionalità nel lavoro di campi, allevamento e natura non fa altro che crescere: iscrizioni su del 18,6% a scienze agrarie e forestali, di quasi il 23% a scienze alimentari, di oltre il 43% nei corsi di laurea accreditati in zootecnia e scienze della produzione animale. D’altronde non sta cambiando “solo” il modello di impresa, rigenerato nell’incontro tra vecchie aree di coltivazione e competenze aggiornate a un mercato che accelera su e-commerce, social network e nuovi mercati. «Si sta rinnovando proprio la figura dell’imprenditore, tante e tali sono le specializzazioni che si possono acquisire» spiega a Nòva Maria Pirrone, presidente di Agia (costola giovanile della Confederazione Italiana agricoltori).

C’è il fattore anagrafico, in primis, con l’asticella dell’età media che si sbilancia sotto ai 30 o addirittura i 25 anni. E c’è un tasso di scolarità più selettivo di un tempo, con un grado di istruzione che include formazione superiore e universitaria. Se quasi la metà degli imprenditori agricoli over 50 si fermava alla licenza elementare, chi sogna una start up nel 2014 ha quasi sempre intascato diploma, laurea e – magari – una specializzazione in più: «Ci sono ingegneri, psicologi che animano le “fattorie didattiche” per giornate educative nel verde, sociologi… – spiega Pirrone – Io stessa, ad esempio, sono laureata in Scienze Agrarie ma ho l’abilitazione per l’insegnamento. Ognuno sviluppa la sua attitudine a seconda della sua storia e della sua formazione». Fin qui le startup. Ma se l’azienda esiste già? Il ricambio paga, in tutti i sensi: secondo stime Cia la collaborazione interna tra profili junior e senior frutta un rialzo fino 40% nei ricavi. L’imprenditore fresco di formazione rinnova l’impianto con elasticità e apertura internazionali, il dirigente di esperienza “traghetta” l’evoluzione interna con le competenze ancorate ai modelli di produzione: «Si coniuga l’esperienza dell’anziano e la freschezza di un giovane che arriva in azienda con una laurea e una preparazione specifica – sottolinea Pirrone -. È questo che dà il successo maggiore, il valore aggiunto».

I rami più coperti non si discostano troppo dai settori di produzione storici come cereali, legumi e ortaggi. La marcia in più sta nella creatività di chi si avvicina a un business di vecchissima data con tecniche al passo dell’era digitale e della concorrenza spietata dei grossi gruppi: «Non tutte le aziende emergono su grosse fette di mercato ma devono emergere in contesti più di nicchia. E lì che gioca molto la fantasia» sottolinea Pirrone. Giovani e sostenibilità si combinano con una certa frequenza, stando alle case history di aziende eco-compatibili guidate da professionisti freschi di laurea o comunque familiari a tutto quello che fermenta tra chi deve ancora superare i 30. Non poteva che essere così nel business agricolo, dove freno agli sprechi e riconversione sono le garanzie in più su credibilità e fatturati delle imprese. Il valore aggiunto, per ora, si rintraccia tra una “forte aderenza al territorio” e il bollino del bio sui prodotti ricavati dalla terra : «Va per la maggiore quello che riguarda il recupero: riutilizzo dei prodotti, produzioni locali e tipiche, prodotti fatti in pieno regime biologico» evidenzia Pirrone. Nell’evoluzione delle “agro startup”, proprio il biologico mantiene un passo più rapido della media sia nelle vendite che nell’aggiornamento digital: quasi un’azienda su cinque ha un fatturato superiore ai 100mila euro, almeno una su 10 presidia il web con un sito autonomo. Merito di un marchio che conquista popolarità, dai negozi specializzati ai discount: «Il grosso delle aziende bio un fatturato superiore alla media perché riesce a contraddistinguere il suo prodotto: un’azienda piccola è anche più credible. Immaginiamo di promuoversi come “azienda biologica” con 100 ettari a disposizione: non è facile. Se la superficie è ridotta, viceversa, risulti più credibile». Qualche esempio? La stessa azienda di Pirrone, Agriturismo Raganello si dedica “in forma sperimentale” a piccole coltivazioni di more.

la-mia-terra

Dopo tentativi su tentativi per la salvaguardia del prodotto fuori stagione, il colpo di intuito che si trasforma in un articolo di vendita vero e proprio: “Peramore”, confettura alle rimanenze di pere e more a rischio spreco. Certo, minore estensione significa infrastrutture meno capillari e meno efficienti di quello che sarebbe richiesto da un potenziale in sviluppo. Le start up agricole si affacciano sul futuro, ma i deficit nell’abc tecnologico italiano sono il primo ostacolo sulla via di un mercato che deve ancora attecchire come potrebbe fuori dai confini. Soprattutto se si investe sul commercio elettronico, con una platea di clienti dagli Stati Uniti all’Australia: «Che cosa accomuna due imprenditori di zone diverse? Ad esempio l’e-commerce, un sistema basato per sua natura sulla banda larga. Ma se la banda larga non c’è? – si chiede Pirrone -. È un settore che va potenziato. Perché, insieme ad altri limiti come burocrazia e contraffazione del Made in Italy, ostacola le imprese del settore e chi le fa».



Emanuele Esposito




Categorie:By Emanuele Esposito

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: