UN RICORDO D’INFERNO


UN RICORDO D’INFERNO

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Eravamo sdraiati sull’erba, e dicevi di amarmi. Eravamo sdraiati sull’erba, le labbra viola d’Inferno. Dicevi che c’eravamo solo io e te. Il cielo sopra di noi, abbagli di luce sciolti nelle nubi ed il suono del torrente che ci faceva vibrare. Il muschio, l’erba, i monti intorno a noi ed i vapori delle acque termali che nascondevano il buio. I nostri sguardi attraverso il cristallo bagnato di vino, il profumo dei Pizzoccheri che riporta alla mente

ricordi d’infanzia: il colore del grano saraceno, la croccantezza delle coste intrise nel burro,  le patate fondenti e il Bitto fuso….il pranzo della domenica.

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Pizzoccheri Valtellinesi

Impastate 400g di farina di grano saraceno e 100g di farina bianca con acqua pura, fino alla giusta consistenza di una pasta fresca. Fate riposare, stendete a 2  mm di spessore e tagliate tanti rettangoli di 7×0,5 cm. Avete fatto i Pizzoccheri, specialità di Teglio, in Valtellina. Tagliate 200g di coste (o verze) e 250g di patate e fate bollire in acqua salata insieme ai pizzoccheri, rispettando i tempi di cottura. Mettete il tutto in una pirofila con 250 g di Valtellina Casera Dop (o Bitto) e 150 di Grana Padano grattato.

L’alchimia si completa versando 200g di burro cotto a color nocciola in cui uno spicchio d’aglio schiacciato sia diventato bello dorato.

Vedo una bottiglia di Inferno e gli occhi di una Stella che mi sorride. Il Maitre Emilio riempie i calici mentre dalla cucina escono i protagonisti: sciatt, taroz, pizzoccheri, violino di capra, bresaola, umido di cervo, polenta cunscia, formaggi stagionati, miele di castagno e tutti i profumi di una valle. Le nostre labbra ora si colorano, le uve dolci cresciute sui pendii han dato vita ad un vino robusto, deciso che si unisce alla perfezione ai saporiti piatti della tradizione. Ci innalziamo ad un livello superiore anche noi, tutto ora diventa più slow, il ritmo è lento…amore che vieni, amore che vai. Ora mi guardi e siamo parte della natura; la passione brucia nei tuoi occhi e siamo come in un vortice. Aria, acqua, terra intorno a noi ed il fuoco dentro di noi. Non potrò mai scordarti per quello che hai lasciato dentro di me. Porterò il tuo ricordo con me ed ogni volta che incontrerò quel sapore o quel profumo tu ci sarai.

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Valtellina Superiore INFERNO docg

Il nome fa riferimento a piccoli terrazzamenti vitati, situati in anfratti rocciosi e non facili da raggiungere, della zona di Sondrio, porzioni di versante dove in estate le temperature si fanno piuttosto elevate. Le uve Nebbiolo (qui chiamate chiavennasca) della zona dell’Inferno sono vendemmiate ben mature verso la fine di ottobre e danno un vino di carattere, adatto al lungo invecchiamento, sempre di color rosso rubino tendente al granata. Profumo vinoso intenso con sentore di lampone e di viola, persistente, lascia la bocca calda…

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Mi portasti fin lassù per scappare da quello che ci opprimeva. Eri ossessionata, volevi mangiare i pizzoccheri. Girammo tutti i ristoranti e nient’altro esisteva se non loro. Diventò una psicosi, non c’era più niente se non loro. foreste di coste, campi di grano saraceno, pioggia di burro fuso. Vagavi in quel mondo in preda a visioni dorata come uno spicchio d’aglio. Solo il dolce suono del violino di capra poteva distrarti. La tua musica guida che ora ti trasportava in antiche botteghe dove su tavole di legno stagionavano formaggi, i muri di pietra celavano l’umidità e le muffe proliferavano nel latte cagliato. Ti sei risvegliata ed era stato tutto solamente un sogno. Un sogno lungo, durato forse qualche anno. Ora ti accorgi che non esistono solo i pizzoccheri. Esiste un mondo, diversità, universi paralleli. Ma quel gusto unico che ti fa stare bene ti manca, ti manca Il burro che lega gli ingredienti, scioglie i formaggi e unge le labbra..

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Violino di Capra

E’ un particolare salume prodotto con la coscia e la spalla della capra, ricorda un violino sia per la forma che per il modo in cui si affetta, infatti si appoggia alla spalla e si usa il coltello come fosse un’archetto. È un prodotto tipico di tutta la Valchiavenna, in cui la tradizione della lavorazione e della salagione delle carni hanno origini antiche. Viene stagionato nei crotti, strutture tipiche ricavate nella roccia, utilizzate non solo per affinare salumi e formaggi ma anche come locali dove incontrarsi con gli amici e cenare.

 

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In bocca un gusto amaro, ma piacevole. Amaro di infusione di erbe alpine, erbe amare.

 

Amare te.

 Ora e Sempre. Sento quel profumo.

Sento il tuo profumo.

Entra dentro di me.

Vedo ancora i tuoi occhi dentro ai miei.

E le nostre anime che si fondono e le tue labbra unte di burro che mi vogliono

Dedicato a te

Alan Foglieni

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