La cucina italiana che conosco fin da bambino


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nel Nostro Forum il nostro caro Serafino ha inviato un messaggio che senza dubbio merita di essere postato sul nostro Blog per i contenuti intensi

Buona lettura

La cucina italiana che conosco fin da bambino
E’ fatta di azioni, di linguaggio Della casa, con I
Profumi che riescono a creare l’atmosfera.
Profumi che vanno dal rancido delle muffe dei formaggi
Di pecorino a pasta dura ( una volta raschiati……..)
Al profumo Della stufa a legna, al profumo dei mobili
Di legno vecchissimi, sull’orlo dell’antichita’, tarmati.
Da piccolo la cucina era quella di Mia Nonna,
Io arrivavo sempre affamato alla tavola, che contribuivo
Ad apparecchiare autisticamente.

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Le ultime cose che andavano sulla tavola
Erano, la bottiglia del Vino ( quasi sempre chiaretto o rosato : negli abbruzzi ne vanno matto )
La bottiglia di acqua delle fontane ( quella volta innumerevoli in tutte le straduzze ),
Acqua di sorgente, sempre fresca mai fredda, e il tegamino con il bicchiere metallico
Pieno di olio di extravergine d’oliva ( purtroppo fritto…..ma non molto) e peperoncini
A pezzi fritti, croccanti da sbriciolare sulla pasta e l’intingolo di olio piccante.

Una volta tutti a tavola si passava al taglio del pane, con il Classico
Coltello serramanico dei vecchi di quel periodo, per poter tagliere il pane
Normalmente raffermo, si appoggiava la pagnotta al petto e si tagliava
Come se si stesse suonando il Violino,  qualcuno piu’ attempato sa di cosa sto
Parlando.
Segno Della Croce e Nonna sporzionava, la porzione piu’ piccola al piu’ grande,
La piu’ grande al piu’ piccolo, come un invito a crescere,
Il cibo variava spesso ma si ripeteva settimanalmente con cadenze quasi
Regolari ed al limite dello stereotipo che si conosce, Pesce il Venerdi’,
Pollo la Domenica , Polpette il Giovedi’, fettina di carne il Martedi’
Mentre spesso il Lunedi’ ed il Mercoledi erano giorni dedicati o ai legumi
O alle verdure cotte. A tavola nei giorni delle verdure c’era sempre il Capocollo,
O il prosciutto ( tagliato erto, anche esso quasi come il pane, solo che somiglia
Di piu’ ad un violino)
Lupini, Fave, Olive..a Secondo del perido, non mancavano. Ed I cibi speciali
Per I vecchietti di casa , zucche stufate e stracotte con un pochino di pomodoro,
Per aiutare gli intestini ed I denti ancora in lotta.

A volte d’ inverno si catturavano passeri sulla terrazza ,

La sera …..avanzi, piu’ pastina in brodo ed insalata immancabilmente.
Naturalmente come in tutte le case contadine c’era variazione, e specialmente Durante ogni
Tipo di ricorrenza un pranzo speciale, la ricorrenza religiosa aveva le sue regole,
E la festa in famiglia pure, per esempio quando qualcuno tornava dopo una assenza ( militare,
Studio,collegio,lavoro,matrimonio etc..etc.., la Nonna cercava sempre di cucinare
Il cibo preferito del prodigo.

Il Cibo e’ poi cambiato con la crescita, si imparano molte cose strada facendo
E si apprezzano cose impensabili da Ragazzo , come il baccala’ o altre cose alle quali
Si storcevano le viscere.
Si imparano ad apprezzare I movimenti che ci portano dietro nel tempo,
Quando il cibo si consumava con fiducia cieca. Ho voluto imparare a tagliare
Il prosciutto con l’apposito coltello …..mi piace sentire il profumo che si scatena
Quando si taglia……..eppure quando qualcuno viene a casa mia, lo taglio ancora
Erto e con un serramanico……..blah blah chissenefrega e’ casa Mia.

Non voglio andare nelle prime passeggiate nel bosco, dei cinghiali, delle fragoline
Piccole come perle e dal sapore indescrivibile, le lepri, gli asparagi selvaggi ed il
Profumo del primo Tartufo, da erezione.

A sei anni mio Nonno mi versa un pochino bicchiere di vino Rosato ed il resto con l’acqua,
La quantita’ del vino e’ aumentata con il passare degli anni con saggezza, senza isteria,
Il mio vino non ha piu’ visto l’ acqua una volta raggiunta l’eta’ di quattordici anni.
L’ eccezione era il Vin Cotto a Natale e Pasqua, in quel caso l’elisir era “assoluto”.

Il passaggio dalla Collina al Mare ha aggiunto nuovi panorami al mio modo
Di vedere il cibo, anche se mio Padre si e’ sempre rifornito di olio e vino
Dalla stessa campagna di mio Nonno, sono cambiate le amicizie, mio
Padre frequenta ora pescatori e cacciatori ed ha anche un Pagotto,
Il Primo pranzo su un pescareggio e’ stato fatale per le mie scelte future,
Profumo di mare, profumo di pesce vivo, profumo di pescatori, profumo
Del Pescareggio, profumo di pesce cotto e profumo di vita .

Quando ho deciso di intraprendere il lavoro da cuoco per me era importantissimo
Cercare di ricreare le stesse gioie ed ho osservato negli anni che siamo in molti
Con lo stesso piglio.

Ecco, per me non e’ facile la Mia cucina Italiana, il mio lavoro che ho vissuto
Dalla nascita. Credo sarebbe difficile anche per Adrian.
Rispetto, la cucina Italiana vuole rispetto.

Serafino Di Giampaolo

Serafino Di Giampaolo



Categorie:By Chef Italiani nel mondo, By Serafino Di Giampaolo

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2 replies

  1. Mi unisco a Roberto. Uao.Il taglio del pane stringendolo al petto… con queste tue parole mi sento meno solo. Grazie e continua a scrivere anche se mi fa male..

  2. Onestamente…. ho i lucciconi. Grazie Serafino, mi permetto di darti del tu, perché` leggere le tue parole mi hanno fatto tornare indietro nel tempo…

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