Giacomo Bologna


Giacomo Bologna nasce a Rocchetta Tanaro nel 1938,la sua è un’infanzia breve perché’ il padre muore cadendo da un calesse mentre trasportava una partita di vino a Milano, Giacomo a 15 anni si trova a dover abbandonare la scuola ed aiutare la mamma a gestire il bar di famiglia, finché qualche anno dopo trasformano il bar in trattoria Giacomo incomincia ad avere una grande passione per il vino ,e ha la fortuna di conoscere il Marchese Incisa della Rocchetta (colui che nel 68 inventò il mitico Sassicaia a Bolgheri) l’amicizia col marchese permetterà a Giacomo di poter assaggiare grandi vini Francesi direttamente dalle sue cantine, nel 1961 (grandissima annata) Produce una barbera leggermente frizzante che chiamerà la monella. Decide di imbottigliarla è chiamarla “Cru” Monella aumentando il prezzo da 80 a 150 lire a bottiglia… quasi tutto il vino rimase invenduto… lo venderà alla sua trattoria che nel frattempo è meta di molti personaggi famosi dello spettacolo nel frattempo si sposa con Anna Martinengo e alla fine degli anni 60 nascono Raffaella. E Beppe, lo stesso anno partecipa e vince il primo premio al famoso concorso di vini la DOUJA D’OR, conosce alla sua trattoria un giovane giornalista enogastronomico (parola ancora sconosciuta a quei tempi) Luigi Veronelli col quale stringerà una grandissima amicizia, incomincerà delle collaborazioni con un programma culinario su Rai uno, gli anni settanta passano velocemente e Giacomo dopo un’esperienza in Borgogna diventa sempre più irrequieto prova I grandi vini Francesi e si sente come frustrato, chiude l’osteria di famiglia e si dedica sempre di più al vino nel 1982 altra grande annata esce con una barbera che chiamerà Bricco dell’Uccellone per via di una vecchia che abitava in una cascina con un nasone a uncino e sempre vestita di nero… il vino riscontra un successo planetario, addirittura viene presentato al salone dei vini di Parigi del 1984 con il Barbaresco di Angelo Gaja, nel frattempo stringe una grandissima amicizia con Maurizio Zanella di Ca’ del Bosco, col quale gireranno le zone viticole più famose del mondo, nel frattempo per via del nome “Bricco dell’Uccellone” scoppia uno scandalo nel paese con il prete infuriato per via’ del nome poco consono fu così che Giacomo per placare gli animi da un’altra collinetta (bricco) produce un nuovo vino che chiamerà “Bricco della Bigotta”, verso il 1988 Giacomo si reca in Georgia la patria della vite, ritorna senza molte convinzioni dirà che sono vini annacquati… ma da lì trova l’ispirazione per quello che sarà il suo ultimo progetto una super barbera con vendemmia tardiva 15 di ottobre… farà giusto in tempo ad assaggiarlo e  commosso per il  risultato escama AI SUMA che in dialetto vuol dire ci siamo e quello sarà il nome del nuovo e ultimo vino scopre dopo una visita in ospedale di avere il  cancro alle ossa morirà il giorno di natale circondato dall’affetto dei famigliari… l’azienda rimane saldamente nelle mani della moglie e dei figli e l’anno successivo riapriranno un ristorante chiamato I Bologna.

Andrea Bozzolo.



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