FS Express 1927 Milano – Palermo


strettospadaLa libertà è quella di poter cambiare, poter andarsene via, ho uno spirito vagabondo. Ogni anno, fino alla maggior età, d’estate prendevo quel treno, il Milano-Palermo, è stato come un viaggio spirituale, si partiva il pomeriggio alle quattro per arrivare la mattina alle undici. Ho sempre adorato quel viaggio, mi piaceva guardare scorrere davanti ai miei occhi e forse è stato ciò ad aprirmi la testa, non esiste solo il tuo paese o la tua città, c’è un mondo intero da visitare. Ricordo ancora le fermate, visualizzo le stazioni, la grande volta di Milano Centrale scorreva sopra di me e poi via, verso il sud; la prima fermata era Bologna poi Firenze, quando si arrivava a Roma era già notte, le luci arancioni della stazione, alzavo la tenda mentre ero steso nel mio comodo letto, non so perchè ma nella mia mente è rimasto impresso il nome Roma Tiburtina; il treno riparte, mi rimetto a dormire, raramente ho visto la stazione di Napoli, il sonno aveva la meglio fino a Villa San Giovanni. messinalospadaIl popolo viaggiante si risvegliava, uscivo nel corridoio per vedere il sole nascente illuminare il mare; il Nord era andato a dormire, perso nella notte, il risveglio portava ad un cambiamento, eccoci al Sud. Il treno veniva smontato, avanti e indietro, dentro e fuori, tante volte finchè sarebbe stato all’interno della nave. Il cambiamento ancora non si faceva vedere, il Nord era ancora intorno a me, nella testa, ma stava svanendo piano piano, quel vagone che andava avanti e indietro era come una gomma che cancellava una realtà. Poi finalmente tutti dentro, i muri della stiva ricoperti di scritte, le porte che si aprono e la gente che sale sulla nave. Salgo sul ponte e respiro l’aria iodata, mi affaccio e finalmente lo vedo, eccolo lo stretto ed ecco la in fondo un lembo di terra: la Sicilia.

zuninoIl traghetto è un ricordo odoroso: il gasolio nella stiva e sulle scale, il caffè del bancone del bar, gli arancini, i cornetti e il pesce spada arrostito a seconda dell’ora d’imbarco, il salmastro sul ponte della nave. Tempo di fare un giro e siamo già in mezzo allo stretto, la terra si avvicina, tutti salgono sui vagoni, la nave attracca, il treno si ricompone ed ora è tutta un’altra cosa, eccoci a Messina. Ricordo kilometri e kilometri di vagoni carichi di automobili Fiat prodotte a Termini Imerese, la nostra fermata.

Il resto del viaggio è un ridimensionamento ad una parte di me messa in stand-by. Il mare, gli alberi di arance e limoni, la vegetazione, le case costruite per metà; guardo il blu oltre l’orizzonte, nel riflesso del finestrino vedo gli occhi di un bambino la cui mente va veloce, ma inconscio a ciò che accade, passivo vede la realtà che si trasforma e prende vita una volta sceso dal treno. Il caldo diverso si respira, i profumi sono amplificati, la lingua è diversa, il cibo è diverso, la gente è diversa.

Andavo con mio nonno in campagna e ciò mi provocava una gioia immensa; correre per la vigna, bere l’acqua del pozzo, raccogliere i pomodori erano per me, cresciuto alla vista del cemento e sguazzante nei supermercati, delle cose anomale ma portatrici di vibrazioni positive allo stato puro.

PESCE SPADA GRIGLIATO AL FUMO DI PIGNA E SALMORIGLIO

Andate a Messina e fatevi dare 4 belle fette di pesce spada locale pescato da ‘zu Nino. Fatevele tagliare un po’ alte in modo da averle belle rosate dopo la cottura.

Sulla strada per la campagna fermatevi a prendere qualche bottiglia di quel Regaleali Bianco dove i vitigni Grecanico, Cataratto, Inzolia e Chardonnay fondono i loro frutti per inebriarci con i profumi di questa terra.

Ora che avete messo il vino in ghiacciaia accende il fuoco per la brace.

Scaldate leggermente 1 bicchiere d’olio in cui avrete messo 2 spicchio d’aglio pestato nel mortaio ed iniziate ad emulsionarlo con mezzo bicchiere d’acqua ed il succo di 3 limoni verdello di siracusa; ora profumate con quell’origano di cui senti il profumo a 4 metri di distanza. In 5 minuti avete creato il salmoriglio!!!

Ora la brace è pronta e la griglia è calda.Ungete leggermente le fette di pesce spada di ‘zu Nino e buttate sulla brace le pigne secche che i vostri amici hanno raccolto.

Appena iniziano a fare fumo cuocete il pesce 2  minuti per lato. Ora sale, pepe, bagnate con il salmoriglio e fate riposare altri 5 minuti a bassa temperatura. Servite il pesce cosparso di salsa ed una grattata di scorza di verdello.

Prima di grigliare il pesce assicuratevi che gli amici vi portino un calice fresco di vino.

Il resto…è la vostra storia!!

Alan Foglieni



Categorie:By Alan Foglieni

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