Dieta Mediterranea, Patrimonio immateriale culturale dell’umanità


mappa del CilentoL’UNESCO dopo un lungo iter durato circa quattro anni riconosce nel 2010  la Dieta Mediterranea quale patrimonio immateriale dell’umanità,questo riconoscimento immateriale va ad aggiungersi  all’Opera dei Pupi Siciliani ed al canto Tenore Sardo,quindi ad oggi in Italia abbiamo tre patrimoni immaterili dell’Umanità. Rientrano nel paniere delle zone intitolate con quest’alta onorificenza il Cilento Italia, la Soria in Spagna, Koroni in Grecia, chefchaouen Marocco. In ambito medico, lo scienziato Ancel Keys è vissuto a Pollica dal 1904 al 2004,ai tempi si rese conto che in qusta zona geografica vi fosse un sostenuto consumo di olio di oliva rispetto a altre popolazioni,allo stesso tempo il tasso di malattie cardiovascolari era molto ridotto,altro fattore che lo lasciava pensare era la percentuale di ultra centenari che vivevano in zona ( confermo che ad oggi la percentuale é ancora alta,spesso apprendo da amici o parenti di qualche anziano che compie il secolo ). Fu il primo ad attribuire queste condizioni al modello o stile di vita del posto.Ne derivó uno studio il “Seven Counties study”. MELANZANE GRATINATE..Oggi si attribuiscono grandi virtù al regime alimentare mediterraneo, il quale in pratica predilige un maggior consumo di legumi, cereali, ortaggi, frutta, verdura, vino (1 bicchiere a pasto) ed olio di oliva consumato crudo (si è sempre detto che i legumi ed in particolare i fagioli erano la carne dei poveri). La carne e il pesce sono consumati in maniera inferiore. Gli stessi scienziati che hanno portato avanti gli studi di Keys (circa 200 guidati dal Prof. Jeremiah Stamler ) costatato che nel Cilento vi è una longevità molto più accentuata rispetto ad altre parti del paese. Si dice e si pensa che un elisir di lunga vita possa essere il regime alimentare della dieta Mediterranea. Io sono un cittadino Cilentano, quindi conosco molto  bene la realtà descritta da questi scienziati, confermo che la dieta Mediterranea è uno stile di vita oltre che un regime alimentare,per noi metterci a tavola non é solo riempire lo stomaco ma momento di aggregazione,discutere anche dei problemi piú svariati con un pezzo di Pane casereccio e due Alicette sotto sale accompagnate con un buon bicchiere di vino  ti fanno vedere le cose con piú tranquillità. RISO E FAGIOLI NERI...Personalmente io mangio la carne in media ogni 15 girni o piú,e facendo il cuoco o chef come dir si voglia in cucina ho l’imbarazzo della scelta,beh’ sapete in inverno tantissimi legumi e verdure di ogni genere,nei periodi piú caldi frutta,insalate ed ortaggi a piú  non posso,ho avuto collaboratori molto piú grandi di me che ad ora del pasto del personale vedendomi mangiare mi hanno dato del “Paesanotto”,punti di vista,certo che avere un colesterolo pefetto con il lavoro che facciamo non é male. Professionalmente aggiungo che negli ultimi anni la clientela è sempre più attenta ed informata sui prodotti alimentari, oggi è diventata per molti una tendenza  cercare il locale che ancora propone piatti tipici della tradizione, altri invece lo fanno in modo consapevole perché coscienti dei benefici che potrebbe dare questa alimentazione ( chiaramente non con una singola uscita al ristorante ).

Gerardo Del Duca



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