L’INTERVISTA


Qualche consiglio pratico

Se tutto il processo di presentazione del CV è andato bene, arriverà allora il momento dell’intervista. È una fase molto delicata ed importante che richiede la massima attenzione sia da parte dell’intervistatore che da parte dell’intervistato. In questa fase cadono giù le maschere, non ci si può più nascondere dietro la comodità di una tastiera per computer a mille chilometri di distanza.

Prima di tutto ci si deve tassativamente presentare puntuali, senza scuse o eccezioni, meglio in anticipo (dieci minuti bastano, troppo in anticipo può infastidire). Se non si è certi di arrivare in orario, è indispensabile fare un colpo di telefono e chiedere gentilmente se si può posporre l’appuntamento o se magari è il caso di rimandarlo ad altra data, ma sempre con una motivazione plausibile: “non ha suonato la sveglia” vi farà fare una figuraccia, “il treno è in ritardo” vi esime da ogni responsabilità.

Puliti, ordinati, ben vestiti (non serve lo smoking, ma almeno una camicia stirata, pantaloni puliti e scarpe chiuse sono il minimo), i maschietti ben sbarbati, capelli in ordine per tutti sono delle regole non scritte che aiutano sempre. Anche se può apparire discriminante e liberticida, per esperienza posso assicurare che tatuaggi sgargianti e piercing in mostra vi possono escludere da una buona posizione, giusto o ingiusto che sia, così va il mondo.

Portatevi dietro una copia cartacea dei documenti che già avete spedito, bene in ordine in una cartelletta o attaché,  incluse anche penna e matita (funzionante la prima e ben affilata e corredata di gomma la seconda) per eesere in grado di prendere appunti e/o compilare il modulo di applicazione, quest’ultimo spesso viene presentato dall’addetto alle risorse umane prima dell’intervista e va compilato con attenzione e diligenza.

Di fronte al vostro intervistatore, che potrà essere il direttore, l’executive chef o un altro manager, prima di tutto ci si presenta, porgendo la mano e ricordando che si é venuti per l’intervista, dopodiché si comincia.

Vi verranno poste domande, anche apparentemente estranee, come informazioni sulla vostra famiglia o i vostri hobby, non prendetele come una intrusione nella vostra privacy, al contrario, un buon intervistatore usa queste domande, un pò per sciogliere l’inevitabile tensione, ma anche e soprattutto per farsi un quadro più completo della personalità del candidato.

Fino ad adesso ho volutamente evitato di parlar di soldi, non che sia un tabù, ci mancherebbe altro, si lavora tutti quanti per guadagnarci da vivere, piuttosto perché molti processi di assunzione vengono interrotti proprio dal parlare di soldi al momento sbagliato.

Innanzitutto bisogna farsi un bel esamino di coscienza e valutare quanto sia il minimo salario accettabile e far quadrare questa somma con la capacità del posto di lavoro di produrre quella cifra e con la vostra capacità di produrre quella cifra nel posto di lavoro. Inutile pretendere una paga milionaria in un posticino semplice con pochi coperti, semplicemente il posto di lavoro deve essere abbastanza redditizio da pagare tutte le spese e voi dovete essere in grado di incidere in maniera significativa in questa redditività.

L’intervista é un’ottima occasione anche per valutare di persona, quanto quel posto di lavoro vi stia bene sia sul profilo salariale, sia su quello lavorativo. Fate domande, chiedete quanti coperti, il prezzo medio di un pasto, il food cost medio degli ultimi mesi (un ottimo indice di qualità), il fatturato approssimativo e tutti quegli elementi che concorrono a farvi un’idea di dove state andando a lavorare. Chiedete anche quali prospettive di crescita avete all’interno dell’azienda, come la possibilità di partecipare a dei corsi interni, la possibilità di essere promossi in futuro e tutti quei fattori che anche se son difficili da monetizzare, costituiscono comunque dei benefit da valutare molto seriamente.

Ovviamente l’intervistatore sarà il primo a fare domande, ascoltate attentamente e se non siete sicuri d’aver capito fatevi ripetere cortesemente la domanda, rispondete con sincerità, senza girare intorno alle cose. Se non sapete rispondere ad una domanda, ditelo chiaramente, é comunque meglio di sparare una castroneria nella speranza di azzeccare a casaccio. Prima di parlar di soldi, cercate di capire se siete la persona giusta per quel posto e se ne siete convinti, cercate di farlo capire al vostro reclutatore. Se questi si sarà convinto che siete la persona giusta, sarà anche più disponibile a concedervi un salario inziale più alto del previsto, ma attenti a non strafare, dovrete poi dimostrare di meritarvelo.

Se non siete in una situazione contingente, un buon approccio é quello di rifiutarvi di parlar di soldi, rinviando la trattativa alla fine del periodo di prova usando un’espressione di questo tipo:

“Al momento preferirei rimandare la trattativa economica, magari se ne discuterà dopo un breve periodo di prova, una settimana o due, così da capire se il mio modo di lavorare s’inserisce bene nel vostro locale”

Certo che c’é poi il rischio che finito il periodo di prova ci si trovi a litigare per quella settimana o due di retribuzione, ma di solito funziona (sempre che si sia all’altezza del posto di lavoro).

Cercate di concludere l’intervista senza metter giù una cifra, meglio mandare una mail il giorno dopo, ringraziando per l’opportunità e facendo delle considerazioni più ampie. Un messaggio d’esempio può essere:

“Gentile Sig. Tal Dei Tali

La ringrazio per l’interessamento alla mia candidatura per la posizione di Chef nel vostro ottimo ristorante. Ho valutato attentamente le sfide che questa posizione rappresenta e penso che un salario di circa X euro sia una giusta retribuzione. Naturalmente resto a sua disposizione per discutere e valutare una vostra offerta, anche con benefici integrativi diversi dalla retribuzione.”

L’ultima frase ha il preciso scopo di lasciare una porta aperta ad altre forme di retribuzione, come incentivi basati sulla produttività, l’alloggio spesato, l’automobile e tutte quelle cose, che non sono denaro, ma che comunque rappresentano dei costi per voi. Tenete conto che sul reddito si pagano delle tasse, sulle spese, le tasse si detraggono, a tutto vantaggio vostro e del vostro datore di lavoro.

La prossima puntata la dedicheremo alla prova di cucina

Buon lavoro

Francesco Greco

Executive Chef presso Cape Sienna Hotel & Villas, Kamala, Kathu, Phuket, Thailand



Categorie:Manuale di sopravvivenza by Francesco Greco

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