FOTOGRAFARE IN CUCINA – TERZA PARTE


Non per diventare fotografi ma per produrre delle foto migliori

Preparazione

Una volta scelto il luogo per la vostra sessione fotografica, disponete tutti gli attrezzi che vi servono, pronti all’uso. Le lampane sui loro supporti, il cavalletto e tutto il resto, solo dopo che sarà tutto pronto in “studio”, andate a cucinare. Dal momento in cui il piatto è pronto al momento in cui avrete finito di fotografare, ci saranno passati parecchi minuti, talvolta anche più di mezz’ora. Durante questo tempo, sapete benissimo che il vostro piatto cambierà faccia, e difficilmente in meglio! Preparate tutto con cura in modo da aver più tempo per trovare lo scatto giusto. Preparate l’attrezzatura, ma anche la scena, con tutti i particolari e dettagli a portata di mano. Scattate delle foto alla scena vuota, in modo da poter già preparare le luci e regolare la fotocamera, anzi, fatevi già un’idea di come comporre la scena, immaginando il piatto nel suo giusto contesto. Quando la pietanza sarà pronta, dovrete solo fare gli ultimi aggiustamenti e correzioni.

Scatto

Per scattare una fotografia basta premere il pulsante di scatto, per scattare una bella fotografia ci vuole un pochino d’impegno in più. Cominciate con l’osservare la scena attraverso la vostra fotocamera, componete la scena, muovetevi intorno per collocare tutti gli elementi necessari nell’inquadratura, ciascuno nel posto che desiderate. Esiste una regola generale che vuole l’inquadratura divisa da una griglia di nove caselle (tre linee verticali e tre orizzontali). Pare che per qualche ragione, il nostro cervello si concentri più facilmente sugli oggetti posti nelle quattro intersezioni centrali e non nel quadrato centrale. È una regola molto generale che in realtà ben pochi rispettano, a cominciare dai fotografi professionisti, ma all’inizio vi permetterà di stabilire certe priorità in fase di composizione. Col tempo imparerete ad ignorare questa regola, proprio per rendere le vostre foto più interessanti. Cercate di non mettere troppa ciccia sul fuoco, se il vostro scopo è quello di valorizzare un piatto, cercate di mettere il meno possibile altre distrazioni. Se al contrario, volete “contestualizzare” il piatto, aggiungere informazioni supplementari come una storia o una tradizione, mettete sullo sfondo degli altri elementi utili a ricostruire questa storia. Non serve metterne tanti e potete persino lasciarli volutamente sfocati, in modo che siano li a raccontar la storia ma senza distrarre troppo dal centro dell’attenzione. Il bello della fotografia digitale, rispetto alla vecchia pellicola, è che potete fare moltissime prove, errori e tentativi, senza buttar via costosa pellicola e vedendo il risultato subito sul display della fotocamera, approfittatene, il percorso di apprendimento deve per forza passare da una moltitudine di errori e tentativi. Non cancellate le immagini che credete sbagliate, riguardatevele poi con calma, talvolta tra tanti errori si trovano delle perle, degli scatti che ad un secondo sguardo, magari, sono più belli o originali.

Trovata la composizione, dedicatevi alla luce. Provate diverse impostazioni, cambiate la posizione delle lampade o la vostra. Controllate bene tutti i dettagli della foto sul vostro display, esaminate le ombre, i riflessi, i giochi di luce e le aree di esposizione. Quando tutto sembra perfetto, scattate ancora qualche foto, da angolazioni, messe a fuoco e distanze diverse. Uno scatto non è mai uno scatto ma la scelta ponderata tra diverse interpretazioni della stessa immagine. Col tempo farete meno tentativi, perché sarete in grado di limitare o evitare gli errori più grossolani ma farete pur sempre diversi scatti per sperimentare sensazioni diverse.


Editing

Una volta che avete gli scatti che volete, passateli al computer e con la comodità di uno schermo più grande, rivedeteli uno per uno. Trovatevi un software adatto, senza spendere una fortuna. Cercate qualcosa di semplice, non partite subito con Photoshop, è molto potente ma è anche molto complesso e difficile da capire, provate qualche demo gratuita e quando avete trovato il software che fa per voi, lo acquistate. Ci sono anche dei software open source, come Gimp e simili. Io personalmente uso Aperture, ma gira solo su Mac. Simile ad Aperture, almeno nelle funzioni, c’è Adobe Lighroom. Questi programmi non servono a fare fotomontaggi (per quello Photoshop è semplicemente imbattibile) ma a catalogare le immagini ed aggiustarle senza stravolgerle. Potrete regolare la gamma dei colori (ci sono anche ottime funzioni automatiche per incominciare a capirci qualcosa), l’esposizione, alte luci e ombre. Eliminare i granelli di polvere dalle lenti (ci dimentichiamo tutti di pulire le lenti, ogni tanto…) o altri piccoli difetti che sul piccolo display della fotocamera ci erano sfuggiti.

Pe lavorare bene con questi strumenti, partite sempre dalla foto. Impostate la fotocamera per salvare gli scatti in formato raw. Le foto saranno abbastanza pesanti ma le potrete pasticciare quanto volete con Lightroom senza mai danneggiare il file originale, in pratica qualsiasi stravolgimento facciate, potete sempre tornare indietro, cambiare idea. Se avete scattato in bianco e nero, potete persino rimettere la foto a colori, perché il file originale, quello che contiene i dati tali e quali come vengono dal sensore, non viene mai modificato o eliminato. Una volta che avrete fatto tutte le modifiche potrete finalmente esportare il risultato delle vostre fatiche.

Distribuire

Troppo spesso riceviamo delle immagini che semplicemente non si possono usare, ogni tanto perché sono enormi e la casella email si rifiuta di processarle, ogni tanto perché sono troppo piccole o a bassa risoluzione e non si capisce niente, insomma per ogni utilizzo bisogna scegliere il formato adatto. Nella raccolta o archivio di Aperture o Lightroom, vanno bene così come sono, in formato raw. Il problema è che se le spedite cosi come sono, può succedere che chi le riceve non sia in grado di aprirle, o peggio ancora le apre senza i ritocchi che avrete fatto (ricordate? Il formato raw non cambia l’originale…). Il formato universale che tutti possono aprire e utilizzare si chiama jpg. Quando dovete spedire la foto a qualcuno, impostate l’esportazione per produrre la qualità necessaria. Una foto scattata con una reflex da 10 megapixel, pesa circa 12 megabytes e se ne dovete spedire più di una , superate facilmente la capacita della casella di posta elettronica. Alla massima qualità, ma in jpg, la stessa foto andrà a pesare meno di un quarto, circa 3,6 megabytes, conterrà tutto il dettaglio e i ritocchi che avrete operato e si potrà stampare anche in dimensioni ragguardevoli, oltre il formato A4. Ma se chi riceve le foto, le deve solo visualizzare sul monitor, tutta quella risoluzione non serve, anche riducendo il file al 60% della qualità, comunque eccederà la risoluzione del monitor, avere pixel in più che tanto il monitor non può visualizzare non serve a nulla, in compenso potrete spedire in un’unica email molte più immagini, perché peseranno meno di un megabyte. Se poi la destinazione delle foto è un sito web, vi basterà una risoluzione ancora più bassa, anzi sarà meglio perché altrimenti, con foto enormi, chi vuole veder la pagina deve aspettare mezz’ora per scaricarla! Usate la risoluzione che serve, niente di più e niente di meno, i vari software hanno già le impostazioni preparate per i vari utilizzi, è davvero facile.

Se invece dovete fornire un file ad alta risoluzione per stampe di qualità, fatevi dire con precisione quello che serve. Per la stampa professionale ci sono dei formati specifici che cambiano da operatore a operatore e se i file sono troppo grossi per mandarli via email, usate un servizio cloud, anche gratuito come Dropbox, GoogleDrive o Box. Anche con gli account gratis, lo spazio di un paio di gigabytes è più che sufficiente per mandare un centinaio di foto…

Spero di aver dato qualche informazione utile. Certo che imparare a fotografare è un’impresa ben più complessa, io ho voluto solo darvi qualche spunto, un piccolo avvio. Se anche voi, come me, siete appassionati, non fermatevi qui, la rete è zeppa di approfondimenti, trucchi e segreti, ma soprattutto prendete la fotocamera e usatela, è il miglior modo per imparare.

Francesco Greco

Executive Chef presso Cape Sienna Hotel & Villas, Kamala, Kathu, Phuket, Thailand



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