E la nave va…


image 01Le generazioni successive accusano sempre le generazioni precedenti, in tutti I settori in molti casi anche all’interno delle famiglie stesse.

Molte volte il conflitto è solo generazionale e le accuse non sono sempre fondate, anzi.

Pensate alla Luna, le generazioni successive devono ancora tornarci…eh eh… per esempio, certo hanno fatto passi da gigante in altri campi , Ma andare avanti è dovuto,

E’ inarrestabile, non è sorprendente.

Il nostro settore non è immune da questo consueto conflitto, e sono molte le volte che si sente dire o si legge che la generazione precedente ha in pratica “rovinato” la cucina italiana all’estero distribuendo false informazioni e storpiando le ricette più classiche, e di avere avuto atteggiamenti poco professionali.

Vero o falso?

Tutti noi che giriamo il Mondo, vediamo lo scempio Della cucina Italiana in mano a scaltri e improvvisati imprenditori… ( ieri, oggi e domani ) e, per capire questo bisogna fare un salto indietro, al periodo delle massive migrazioni verso sogni possibili.

Le nuove vite

Mamma mia dammi cento lire che in America voglio andar

Cento lire te le do, ma l’America no no no…

Si cantava nei primi anni del vecchio millennio. L’America era l’America, era il nuovo mondo, era il simbolo della libertà. L’America non offriva soltanto lavoro, dava a tutti l’opportunità di diventare ricchi e famosi.

Tra la fine dell’ 800′ e i primi decenni del 900′, ci fu un vero e proprio esodo verso le Americhe , dopo la prima guerra e negli anni prima della seconda guerra le Americhe erano ancora la meta per sognare.

Dopo la seconda guerra, la ricostruzione del Nord – Europa assorbì moltissimi degli italiani all’estero, più il nuovo sogno: l’Australia, che chiamò gli Europei ( principalmente dal Sud-Europa, molti gli Italiani e moltissimi e i Greci che scappavano dalla dittatura dei Colonnelli ) piu’ che altro per poter costruire o ricostruire le reti elettriche e telefoniche del nuovo continente.

Ethnic Business

Ecco, in tutti questi posti dove sia arrivato, l’Italiano ha dato vita ad un vero e proprio “ethnic business”, facendo quadrato, e creando dei veri e propri ghetti, in New York il Bronx era italianissima a quei tempi ( le scene iniziali del cult movie THE GOODFATHER erano nel Bronx, così come “Do the right things” di Spike Lee in Harlem ( che consiglio di vedere).

In tutti I settori gli Italiani si sono adoperati per ricreare le stesse condizioni della  bella penisola , riproducendone anche I prodotti.

image 02C’è una little Italy in ogni città.

I primi ristoranti che gli Italiani aprirono fecero scalpore, I managment erano assolutamente familiari e nella maggior parte dei casi erano le Donne, mogli e mamme a cucinare.

Non avevano una grande conoscenza Della cucina in generale, e quella poca era legata alla terra di provenienza, non si può nemmeno parlare di regionale in questi casi, ma funzionò.

Il crescente numero di clienti sembrava apprezzasse la novità, non possiamo non pensare alle difficoltà razziali incontrate, bisogna ricordare che fino a qualche anno prima si era nemici ancora per molti in quanto alleati dei Nazisti.

In Australia ci fu una e Vera e propria campagna contro gli immigrati Italiani, che venivano dispregiativamente chiamati “Wog”.

L’ostacolo della lingua non impensierì il nostro volgo all’estero, che si ingegnò anche per Farsi capire. WATER GO SPAGHETTI STOP fu emblematico, era l’espressione per definire un colander o scolapasta.

I primi problemi nacquero da quel successo,

I ristoranti italiani prolificarono, si Moltiplicarono, la pizza e la pasta facevano fare soldi, cosa che attrasse l’attenzione di TUTTI.

Basterebbe questo “tutti” per spiegare molte delle “contrarietà” che la cucina italiana presenta un po’ in tutto il Mondo. Da considerare altresì che la figura professionale del cuoco era cosa rara in Italia, direi ricercata e non erano moltissimi in giro per il Mondo. Se ci aggiungiamo le difficoltà non solo linguistiche con il paese ospitante ma anche tra le forti personalità e dialetti italiani, possiamo ben capire come alcune informazioni siano state completamente percepite in maniera erronea.

Quindi quando molti chef professionali che hanno approcciato l’estero nel recente passato , hanno di fatto trovato una cucina Italiana in mano alla seconda generazione di emigrati, cioè: Locali o indigeni, nato sul posto con una educazione con criteri locali, e con una conoscenza Della lingua sempre più labile, alla terza generazione saranno molti coloro a non conoscere completamente la lingua Italiana.

Non è stato facile per nessuno di noi chef all’estero da lungo tempo, “spiegare” a chi …Dal Carro con i buoi era passato alla Macchina “grossa” che stava sbagliando tutto, ah ah ah era la reazione più comune.

Molti i conflitti tra gli eclettici nuovi chef arrivati (fenomeno che si ripete un po’ in tutti i paesi di immigrazione degli Italiani) ed I vecchi gestori di business, inutile citarli.

Errori grossolani nei menù, introduzione di piatti inventati come Spaghetti Baggio, o Tortellini alla Pavarotti, La panna… consumo al primo posto (è stato per un periodo trendy anche in Italia alla fine degli anni 70′), chicken Parmigiane e spaghetti al Pesto e panna erano tra le cose più vendute, sia in Europa che in America, che in Australia.

Si può dire che la cucina Italiana all’estero avesse trovato una dimensione commerciale simile in tutti I paesi.

Consistente?

Questo abbiamo trovato, ed abbiamo lottato, un sistema di fatto ramificato , da qui anche un po’ l’aurea di comportamenti eccessivi e frustranti.

Oggi, grazie alla precedente generazione possiamo andare in ogni parte del globo e cominciare un’attività o lavorare senza il problema di non essere capiti .

Abbiamo fatto moltissimo per introdurre concetti più sani della cucina italiana, ma molto ancora è sotto sopra.

Dire che la vecchia generazione di cuochi non sapeva cucinare perché’ non conoscevano le tecniche moderne, è come dire che I soldati Romani non sapevano combattere perché’ non avevano le mitragliatrici.

Tartufo Rosso



Categorie:By Serafino Di Giampaolo

Tag:, , , , , , , , , , , ,

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: