CERCARE LAVORO, CONSIDERAZIONI


È sempre più difficile trovar lavoro, chiediamoci se lo stiamo cercando nella direzione giusta

Premessa

Sappiamo bene quanto possa essere traumatico trovarsi di punto in bianco a cercar lavoro, soprattutto quando quel lavoro è la nostra unica fonte di reddito. Non ci sono trucchi ne formule magiche che garantiscano la sicura riuscita nella ricerca e diffidate di chiunque vi proponga un metodo “garantito”, soprattutto quando in cambio vi chiedono soldi. La ricerca del lavoro segue le regole del mercato: Domanda e Offerta. La ricerca deve mirare a far incontrare la giusta domanda con una giusta offerta, tutto qua.

Prepararsi mentalmente

È la prima e più difficile cosa da fare. Chi è disperato, nell’urgenza, non ha molta scelta, è triste ma dovrà accontentarsi, porsi nello stato d’animo di capire che di necessità si fa virtù, può aiutare a superare il brutto momento. In molti cercheranno di approfittare della vostra situazione, è immorale, ma così va il mondo, ci piaccia o no. Non perdetevi d’animo, un lavoro mal pagato, temporaneo, può comunque permettervi di traghettarvi al sicuro fino alla prossima occasione, quella buona, continuando a dar da mangiare a voi e a chi dipende da voi. Meglio un piccolo reddito che molti debiti.

Per chi invece non ha fretta, è buona cosa fermarsi un attimo a riflettere, farsi un buon esame di coscenza. Capire cosa si vuole fare nella vita, stabilire le priorita’, i soldi o la carriera, la famiglia o l’esplorazione del mondo. In generale, dovremo tutti passare due terzi della nostra vita sul posto di lavoro, è importante passarli bene, facendo ciò che ci piace fare. I soldi sono solo uno dei tanti parametri da valutare, da giovani a inizio carriera e senza una famiglia da mantenere, ci sta bene prendere un lavoro pagato poco, ma dal quale imparare molto, viaggiare e imparare nuove lingue, culture e sapori, sono cose che insieme alla tecnica, vi apriranno le porte di posizioni più elevate, meglio retribuite e più stabili. Se invece avete famiglia, guardate alla stabilità, al tempo libero che vi resta da poter spendere con le persone che amate, troppo spesso lo stress accumulato sul lavoro si riflette sulla famiglia, anche con estreme conseguenze.

Valutate il valore

Fatevi una lista mentale delle spese che non potete assolutamente tagliare, come l’alloggio, le spese mediche, dentistiche, assicurazioni, trasporti eccetera. Se avete intenzione di andare all’estero assicuratevi del costo reale di quelle cose nel paese dove andate. Non date per scontato nulla, in molti paesi, anche in Europa, la sanità non è pubblica ne gratuita. Anche se vi accetteranno al pronto soccorso più o meno in tutto il mondo, ci sono dei paesi dove però, non è assolutamente una buona idea! Chiedete in giro, fate una breve ricerca su internet, chiedete ai vostri colleghi che ci son già stati, se non volete avere una brutta avventura. A questa somma iniziale, aggiungete gli extra, una cena fuori ogni tanto, il cinema, i vostri hobbies eccetera. Se viene un numero troppo alto, tagliate gli extra, non le cose indispensabili!

Tirate le somme e avrete un’idea su qual’è il minimo salario accettabile, ora confrontatelo con la vostra capacità di produrre quelle somme per il vostro datore di lavoro. La ristorazione è un’attività commerciale e quindi deve produrre reddito, per chi ha investito il capitale e per chi ci lavora dentro. È una questione matematica, neppure troppo complicata. Se vi aspettate di prendere più soldi di quanti ne potete produrre, non stupitevi se vi lasciano a piedi. Considerate il vostro livello professionale, un commis incide nella redditività del ristorante, meno di un capo partita e un capo partita meno dello chef, è per questo che a seconda del livello si ha minore o maggiore capacità di contrattare il salario. Per la stessa ragione, uno chef famoso, non necessariamente più bravo di voi, ma capace di attrarre più clienti anche solo col nome, rappresenta comunque un buon investimento per certi ristoratori. Fatevene una ragione, anche se urta i nervi di chi ha dedicato una buona parte della sua vita ad imparare con sacrificio ed umiltà. Nei limiti del possibile, è preferibile andare a lavorare in un posto leggermente più facile delle vostre capacità se cercate la tranquillità ed un buon stipendio, il vostro datore di lavoro apprezzerà l’avere un bravo chef che non gli costa un occhio della testa e se lo terrà caro e a lungo. Se invece volete fare carriera, accettate la sfida, proponetevi per fare qualcosa in più, se non avete chiesto troppo col salario, il vostro datore di lavoro, sarà più propenso a perdonarvi qualche scivolone e vi darà la possibilità di scalare la gerarchia verso l’alto, un passo alla volta, prima dimostrate che siete all’altezza, e poi chiedete i soldi.

Preparate le carte

Non si può giudicare il valore ne la redditività di uno chef dal solo CV, ma sarà proprio il CV a darvi la possibilità di intavolare una trattativa col potenziale datore di lavoro. Preparatelo con impegno, serietà e dedizione. Metteteci dentro quello che conta, le vostre esperienze, abilità e soprattutto la vostra visione del lavoro, con poche parole e scritte bene. Sarà durante l’intervista che potrete scendere nei dettagli, il CV dev’essere breve, una pagina. Pensate a chi ne riceve a dozzine e se li deve leggere tutti! Mettete insieme i vostri diplomi, certificati, referenze, le fotografie dei vostri piatti meglio riusciti, di voi stessi in uniforme (pulita e stirata!), e tenete tutto a portata di mano, prima o poi vi verrà richiesto.

Siamo quindi arrivati al fatidico giorno del Curriculum Vitae, nel prossimo numero condividerò con voi quel che penso e soprattuto quello che ho imparato sul CV, nel frattempo se avete domande o suggerimenti, scrivetemi sul CIM.

Francesco Greco

Francesco Greco

Francesco Greco

Executive Chef presso Cape Sienna Hotel & Villas, Kamala, Kathu, Phuket, Thailand

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Categorie:Manuale di sopravvivenza by Francesco Greco

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