Anche i ricchi piangono


massimo Martina
Anche i ricchi piangono.
Questa frase evoca un film che raccontava che le cose brutte accadono a tutti, le sciagure, inesorabilmente colpiscono tutte le famiglie del mondo: un incidente o la morte di una persona cara entrano a far parte delle storie di vita di ognuno di noi.
Pensando alle persone che frequentano i ristoranti mi viene da pensare a quei benestanti che hanno una grande capacità di spesa ma nonostante ciò spendono poco e diminuiscono le uscite, piangendo anche loro miseria. Ma la miseria non sono loro a viverla davvero
Cosa risulta da questo modus vivendi consolidato in Europa in genere ed in Italia, in particolare, negli ultimi 4/5 anni? Sostanzialmente non consente alle imprese turistiche di rinnovarsi, non consente di avere liquidità da reinvestire frenando la crescita di un settore che ha da sempre rappresentato una forza trainante dell’economia.
Ma se i poveri sono poveri e i ricchi piangono miseria qual é il futuro della ristorazione? Quale sarà il futuro delle locande e delle trattorie?
Questo genere di strutture sono sempre esistite e non si può, nonostante la crisi pensare di poter viver a  prescindere dal servizio offerto dai luoghi di ristoro e dall’ospitalità.   I ruoli delle imprese in questo ambito verranno ridisegnati, le caratteristiche ed i servizi di ogni singola struttura saranno implementati a nuove peculiarità e questa rivoluzione del settore sarà garanzia di sviluppo occupazione e rilancio di un settore che esiste da sempre (spero)
oppure ci educherà ad accontentarsi.
La nuova parola d’ordine é ACCONTENTARSI: vivere cioè contenti di quello che si ha senza dover spasmodicamente cercare un “di più” di cui non abbiamo realmente bisogno. Se per un momento ci fermassimo a fare una profonda riflessione su quello che ci serve per vivere, comprenderemmo che non c’è bisogno di lavorare ai ritmi così elevati di questa frenetica società fondata sull’economia dell’avere per essere; non c’è alcuna traccia di felicità in questo.
Questo sistema fondato sulla crescita dei desideri, genera sempre un desiderio più irraggiungibile di quello appena conquistato, svuotando le tasche della gente fino a ridurre la gente stessa alla pura infelicità.
Accontentiamoci e saremo tutti più felici!
By Chef Massimo Martina
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1 reply

  1. Condivido perfettamente quanto scrivi e se posso aggiungerei che i veri poveri secondo me sono i ricchi perché non riescono davvero a godere del vero senso della vita,al contrario un povero ha una ricchezza interiore che nessun ricco potrà mai comperare.
    Questo chiaramente è solo un mio personale pensiero che certamente avrà delle eccezioni.

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