Andante ma non troppo blog by ezio barbero


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Violino - Vino

Qualche giorno fa, ‘zappando’ qua e la con il telecomando, son capitato su un emittente televisiva coreana, una grande orchestra faceva da supporto a un tenore ed un soprano, tutti rigorosamente coreani. Le arie erano un medley, da Verdi a Puccini e altri compositori. Stavo ascoltando, distrattamente direi, quando ad un aria de La Carmen, il bravo tenore asiatico pronuncio’ ‘cerbello’ e allora notai che tutte le opere venivano cantate in italiano, ovviamente direte voi, ovviamente, rispondo io. Il fatto e’ talmente usuale che si tende a darlo per scontato e non ci si fa piu’ caso. Mi fermai a pensare e realizzai che, non solo tutte le arie, in tutto il mondo, vengono cantate in italiano, sia che gli interpreti siano, coreani, americani o israeliani, ma su tutti gli spartiti, la lingua italiana comanda. Termini come ‘adagio’, ‘allegro’ oppure ‘forte’ regolano ancora le spartiture ovunque. E la cucina? Perche’ la cucina no? Lasciamo perdere la terminologia professionale che da sempre e’ ad appannaggio dei francesi, Chef, gueridon, mise en place e chi piu’ ne ha piu’ ne metta, mi riferisco ai nostri prodotti, le ricette tradizionali. Se un coreano manda a memoria un intera opera in italiano, anche se non puo geneticamente pronunciare la ‘V’ e gli esce ‘cerbello’, perche’, noi, che dovremmo essere gli ambasciatori del buon gusto e delle grandi tradizioni culinarie italiane, ci adattiamo a mettere la panna nella carbonara o fare gli spaghetti alla bolognese? Perche’ non abbiamo il coraggio di tracciare una linea, netta, che faccia capire agli avventori che se non trovano la panna nella carbonara e’ solo perche’, essendo lo chef italiano, lui la carbonara la fa come da tradizione. Chissa’ magari, dopo un po’ di tempo, i clienti cominceranno a capire, non dico ad apprezzare, perche’ i gusti son difficili da modificare, ma perlomeno a distinguere l’originale dalla copia, poi decideranno loro a chi rivolgersi. Adattando le nostre ricette ai gusti altrui abbiamo negli anni perso credibilita’, immagine e posti di lavoro perche’, semplificando le ricette, abbiamo dato accesso a cuochi improvvisati ad un interpretazione della nostra cucina , banale e facile da farsi. Le ricette ci sono, i bravi cuochi che le fanno bene, anche. Certo, prima dobbiamo metterci d’accordo fra di noi, avete presente le folli diatribe sul Forum a proposito di come si fa un tiramisu? E ovviamente la carbonara, oltre a ricette semi sconosciute, cipolla si, cipolla no, mamma mia! Un po’ di disciplina non guasterebbe, un vademecum diciamo, approvato, da almeno l’ottanta per cento di coloro che gesticono ristoranti famosi, una mini bibbia del mangiare nostrum, al CIM Team ci si era pensato, lungi dal realizzarla comunque. Non per sfizio, ma per necessita’, il mondo di oppurtunita’ si sta restringendo, giorno dopo giorno, i salari calano e le condizioni lavorative peggiorano, il prodotto finale peggiora. Gia ci dobbiamo difendere da altre cucine che tradizionalmente attirano milioni di clienti, cinese, tailandese, ma questo e’ accettabile e normale, ora ci troviamo di fronte a successi macroscopici di catene asiatiche, o americane, che scimmiottano le nostre ricette, dietro fantasiosi nomi pseudo italiani e ci buttano fuori dai mercati. Succede anche con i nostri prodotti che il nostro amatissimo governo, uno qualunque nei passati 67 anni di Repubblica, non ha mai pensato di proteggere. Lo so, abbiamo gia affrontato questo argomento un sacco di volte, e mai e poi mai, si e’ tratto un ragno dal buco. Nonostante cio voglio provarci ancora una volta, non si sa mai, chissa’ che qualche anima buona decida di venirmi in aiuto e non si dia inzio ad un movimento ‘I puristi’ , gli ‘Scassa zebedei’ della cucina italiana, chiamateci come vi pare ma facciamo qualcosa, prima che i nostri figli, tornado a casa una sera a cena, ci lascino la pasta nel piatto perche’ quella del messicanino all’angolo, e’ meglio della nostra. Abbrazz

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Categorie:By Ezio Barbero

1 reply

  1. Caro Ezio,

    Sempre un piacere leggerti!

    vorrei dire 2 cose:

    1) esistono vari “cucchiaio d’argento” e molti altri che secondo me regolano bene la disciplina di certune ricette must, dalle quali regole di preparazione
    2) la carbonara non l’avevo in carta ma a richiesta ovviamente la eseguivo e con il maiale, benché fossi in un paese islamico. Poi ho smesso quando il manager del ristorante (romano) per assecondare il GM chiese con insistenza di farla scrumble!!!!
    E non voglio parlare del disastro uscito quando mi rifiutai di inondare di panna delle linguine cav. Cocco ai frutti di mare con la panna!!!
    Risultato… Me ne sono andato!!!!

    Ma io sono un po’ pazzo, in sostanza mi sono assunto il rischio di restare senza lavoro x ambasciare, direi, dei piatti fatti a regola andando contro un libanese ex chef (cucina araba quindi), che perché GM ed appassionato di spaghetti pomodoro mandolino mamma pummarola etc (questa la sua conoscenza di italiano), pretendeva di dettare le regole!!!

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