I benefici delle erbe


I corsi e ricorsi storici alla fine ci riportano sempre alla base di partenza in ogni elemento della nostra quotidianita’ …ed ora piu’ di prima a riscoprire i benefici delle erbe , la ” green life “anche nell’alimentazione .

La cucina si evolve , viene goduta nei periodi di benessere , che portano con se

una tranquillita’ interiore e non la semplice necessita’ di sfamarsi .

 

Ed allora forse merita uno sguardo attento la lunga tradizione delle attivita’ dei monaci , la ricerca continua , il voler utilizzare ogni elemento messoci a disposizione dalla natura .

 

Soffermiamoci sull’aiuto che possiamo ricever dall’uso di erbe per le malattie piu’ diffuse

 


 

Cefalea

Il mal di capo può essere causato da mille disturbi. La cefalea può essere una conseguenza di un affaticamento fisico (I braccianti nel medioevo, dovendo sostenere quotidianamente grosse fatiche, saranno probabilmente stati affetti da questo male), di un lavoro intellettuale intenso ( Gli scribi, gli economisti, i commercianti, i funzionari di stato introdotti nelle monarchie nazionali, praticavano l’ ozium, termine latino che indicava lo studio), di uno stress emotivo, disturbi alla vista, scorretta masticazione e molte altre cause. I rimedi indicati  erano:

Cefalee dovute a problemi nervosi

– Betonica:

Le sue proprietà medicamentose la resero famosa e largamente usata, entrando pure a far parte nel poemetto didascalico Liber de cultura hortorum  di Valafrido Strabone scritto nel IV sec d.C. La Betonica veniva usata per le emicranie e per i catarri bronchiali, problema assai frequente nell’ epoca medievale. Le  modalità d’impiego (posologia): un infuso di 2 grammi di foglie di betonica in 100 ml di acqua.

– Valeriana: Di questa pianta veniva utilizzato il rizoma (Fusto sotterrane che scorre parallelo al terreno) con ottime proprietà sedative, riconcilianti, nevralgiche. Molto usata in erboristeria, questa pianta si coltivava di  frequente nelle zone umide, accanto ai boschi, nella zona montuosa e nella regione costiera.

Modalità d’ impiego:  Versare una tazza d’ acqua fredda sopra due cucchiaini di rizoma tritato. Lasciare a contatto l’ acqua per otto ore e bere la pozione alla sera, quando sarà necessario.

-Melissa: Pianta ricca di sostanze benefiche, ma da usare con prudenza. Veniva fatto  un infuso con 0,5 grammi (Più o meno due cucchiaini) in 100ml di acqua (Una tazzina da the). Gli effetti erano talmente veloci ed efficaci, che il rimedio veniva usato contro l’ epilessia.

Cefalea dovuta ad affaticamento da studio (monaci amanuensi)

Menta piperita: efficace contro le emicranie dovute ad affaticamento. Un infuso di 1-2 g di sommità fiorite in 100 ml di acqua. Una tazza dopo i pasti.

Elicriso:  pianta italiana della tipica macchia mediterranea considerata un antinevralgico, tossifugo e per l’eliminazione del catarro bronchiale che, oltre ad agire in caso di artriti e reumatismi, era ritenuto ottimo in caso di emicrania.  Il procedimento consisteva nella somministrazione di un decotto di 2 gr. d sommità fiorite in 100 ml di acqua. Dovevano essere consumate due o tre tazzine al giorno.

Altre piante indicate per curare la cefalea:

Lavanda, Sambuco, Girasole, Maggiorana, Elitoprio

Contusioni

Nel medioevo non si distinguevano le contusioni  ad esempio da emorragie interne. Le lesioni dei tessuti dovuti a traumi violenti per cui la zona contusa   è soggetta a lievi arrossamenti e leggeri gonfiori, venivano trattate con:

Arnica: una pianta ben nota in erboristeria per le sue eccellenti proprietà. Nel medioevo con quest’erba si confezionavano preparazioni per uso interno (oggi sappiamo che l’ingestione di decotti o infusi è altamente tossica). Veniva in ogni caso anche usata esternamente per ridurre le ecchimosi ed edemi provocati da forti contusioni e distorsioni. Modalità di preparazione: le foglie venivano messe a macerare per circa una settimana nell’alcool e poi diluita per 5 volte in acqua. Tale preparazione veniva posta sulla parte contusa o slogata con un impacco.

Alloro: pianta nota oggi soprattutto per le sue proprietà aromatiche in cucina, in passato era utilizzata anche per le sue proprietà medicamentose. Oltre ad essere un buon digestivo ed espettorante, era un ottimo rimedio per i reumatismi e contusioni.  Dalle sue bacche nere che crescono verso il periodo di Ottobre-Novembre, si ricavava una tintura oleosa (ponendo le bacche a macerare in olio ) da frizionare sulle parti dolenti.

Cren: Il Cren era  ottimo per reumatismi, sciatiche e contusioni.

Espettoranti della tosse

Come emolliente ed espettorante venivano utilizzate l’ Altea: Pianta da sempre impiegata nell’ arte medicamentosa. Le proprietà dell’ infuso delle radici di  Altea (in alternativa era  possibile usare le foglie e le sommità fiorite) erano, oltre a quello di placare la tosse,  di alleviare le infiammazioni dell’ intestino, della gola e della bocca in generale. Il Mugo: molto conosciuto per le sue eccellenti proprietà erboristiche, balsamiche, espettoranti, antinfiammatorie che si estendevano anche all’ apparato escretore urinario. Il Timo: Molto usato nell’ impiego culinario come pianta aromatica,  in infuso era  molto indicato per le persone affette da tosse. Il  Mirto: Molto conosciute le sue proprietà salutari

Altre piante sono:

Viola mammola, Pino, Larice, Serpillo, Mirto, ecc…

Febbre

La febbre veniva trattata con le foglie e la radice dell’Agrifoglio che hanno proprietà febbrifughe e antiremutiche, con il Faggio, albero alto a volte fino a 30 metri  le cui  foglie in decotto la combattono efficacemente il Salice, il Frassino.

Altre piante:

Cardo mariano, Olmaria, Genziana, Marrubio ecc…

Insonnia

Melissa: ottimo sedativo, nonché digestivo. Il  Luppolo, il Tiglio, calmante anche per la tosse, l’Arancio dolce e amaro il cui infuso fatto con i favorisce il sonno e allieva l’ eccitazione nervosa.

Mal di denti

Essendo molto rari i medici in circolazione patologie come il mal di denti venivano curate con estrazioni e, occasionalmente con un sciacqui con  decotto di  Chiodi di Garofano per alleviare il dolore della carie dentaria o schiacciando sul dente affetto un chiodo di garofano. Allo scopo di prevenire il dolore dentale veniva masticata una foglia di  Salvia , che puliva la bocca e, oltre tutto, profumava  l’alito.

Raffreddore:

il raffreddore si curava con  il Sambuco (Sambucus), derivato dalla lingua greca come “strumento a corde”. Ancora oggi zufoli e pipe vengono prodotte col legno di sambuco. Usato nel settore della liquoreria, il sambuco ha pure ottime proprietà medicinali, che variano dalle antinevralgiche alle emollienti e balsamiche.  L’infuso era efficace come diuretico, sudorifero, e antireumatico.

Il Pino con le sue ottime proprietà espettoranti e balsamiche, veniva usato in infuso di gemme come la  Malva in infuso di fiori ottimo per  le costipazioni. L’Eucalipto veniva usato come disinfettante della  vescica e dell’ intestino, e il Mugo i cui rami venivano utilizzati come rimedio balsamico e come rimedio “liquoristico”.

Ustioni( di primo grado)


Erano frequenti in epoca medievale e si usava fare frequenti impacchi sulla parte dolente con un liquido ricavato  da contatto con le foglie e radice di Altea,  o di Cotogno. L’Iperico  veniva usato per piaghe, ferite e scottature. Le foglie venivano lasciate macerare nell’olio  per settimane  dando origine ad un unguento medicamentoso.


Non a caso anche di recente sono sempre piu’ le possibilita’ che abbiamo di poter reperire queste erbe , di inserirle nei nostri menu’contribuendo a fare in modo che possano essere

di aiuto ai nostri ospiti .

 

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Categorie:"Viaggio tra i sapori della Toscana" By Giorgio Trovato

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