Il Timballo di Maccheroni con Cheddar Cheese e’ italiano?


Il Timballo di Maccheroni con Cheddar Cheese e’ italiano?

Timballo

La pasta c’e’, la tecnica pure, non manca il formaggio ma e’ inglese, e allora? Che si fa? La si classifica italica o esterofila? C’e’ chi si scalda e non ci sta, la ricetta italiana va rispettata ed eseguita secondo i canoni, io per non sbagliarmi la chiamo Mc & Cheese, i bambini ne vanno matti e in un certo senso ho la coscienza a posto. Il nocciolo della questione pero’ nasce dal dibattito che si e’ evoluto ultimamente sul Forum tra puristi e innovatori. Se lo stile di cottura e’ italiano ma alcuni ingredienti no, la ricetta potra’ essere annoverata fra le nostre o richiedera’ una categoria a parte? La globalizzazione tocca tutti i settori, anche il nostro. Grandi Chef viaggiano e aprono nuovi ristoranti in tutto il mondo, italiani si ma spesso inclini ad assecondare i gusti locali, troppo spesso, alcuni si differenziano ed invece di esoticizzare la ricetta italiana, ne creano di nuove dove l’esotica e’, di  fatto, la ricetta di base, cioe’ quella di retaggio italiano.

Ricordo sempre con un certo divertimento, il Tira Mao Su, una ricetta simile al nostro Tiramisu come costruzione e presentazione, ma fatta con te’ verde e grappa di rose al posto di caffe’ e qualsivoglia liquore italiano, ho visto metterci di tutto, dal brandy al caffe’ Borghetti fino al marsala…oppure potrei citare i fasti del Ristorante Buko Nero di Singapore, vincitore di diversi premi, dove uno chef italiano ha creato una cucina ‘fusion’ influenzato dai sapori asiatici, successo di pubblico e di critica, complimenti a Chef Oscar Pasinato. Viaggiare vuol dire assimilare, adattare e accettare anche la cultura altrui, a volte, far di necessita’ virtu’. A Bali per esempio si trova il Celedri che e’ una via di mezzo fra il prezzemolo e il sedano, cioe’ a vedersi ricorda il primo ma il profumo e’ molto simile al secondo. Lo uso molto spesso con eccellenti risultati, perche no? Allo Shangri-La di Singapore, aprirono anni fa, il Tanti Baci, Executive chef John Coletta, ex Caesar Palace, e due baldi giovanotti italiani, Massimo e Donato. La filosofia di John era quella di ordinare tutto dall’Italia, o quasi, e di utilizzare solo prodotti freschissimi, encomiabile, ma ha chiuso nel giro di un anno. Costi alle stelle e scelte non proprio recepite dagli avventori locali, i quali, non avezzi a distinguere le nostre gemme da altri prodotti usualmente propinati a minor costo altrove, non si adeguarono a pagare il giusto prezzo della qualita’. Certo, inquanto italiani e ambasciatori della nostra cucina nel mondo, dovremmo sempre prediligere i nostri prodotti e sono daccordo, ma solo quando gli altri prodotti sono copie smaccate dei nostri, vedi pasta e parmigiano australiani o americani, pelati e olio turchi o spagnoli o prosciutti crudi provenienti dall’est europa. Ma se si usano genuinamente prodotti facilmente reperibili sul mercato locale, non credo si commetta un gran reato. Flessibilita’ e un pizzico di buon senso non guastano, l’importante, a mio modesto modo di vedere, e’ che quando si propongono ricette classiche, si rispettino i canoni, poi per le creazioni personali, evviva la fantasia e benvenuta l’adattabilita’, in fondo non sono anche questi ingredienti tipici di noi italiani?

 

Abbrazz

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Categorie:By Ezio Barbero

1 reply

  1. Sante e sagge e professionali parole.
    La cucina italiana all’estero non sara’ mai apprezzata come in Italia. E’ uno stato di natura. Va modificata per il palato locale o estero…. anche se ci son in giro sempre brutte bestie con troppi soldi…. bacon per carbonara in alcuni Marriott americani altrimenti succedono kasini… purea di finocchio nella pasta al sugo….un tocco di panna altrimenti qualcuno davvero si suicida..dessert troppo zuccherini per i bambini o comprati per non pagare le ore al pasticcere altrimenti il FBmanager piange…che ci vuoi fa’…diamo il meglio di noi stessi ed in fin dei conti..evviva il genio italiano!
    Evviva la fantasia italiana che nel 2013 magari puo’ far qualche salto in avanti..almeno in cucina visto i tempi che corrono!
    Buon lavoro.

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