La forma di allevamento


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La forma di allevamento

Dopo aver parlato delle varie tecniche di potatura è opportuno fare un “passo indietro” e descrivere le diverse forme di allevamento presenti nel nostro paese.

La forma di allevamento è il primo processo di intervento sulla vite durante la fase di crescita in modo da indirizzarla per ottenere  i risultati prefissati per la successiva produzione del vino. Il viticoltore decide quale forma impartire al suo vigneto tramite potature di diversa natura che si adattano non solo alla produzione ma anche alle diverse varietà di uva; questa è una delle decisioni più importanti in quanto si tratta di dare alla pianta un indirizzo praticamente immodificabile e che caratterizzerà l’impianto per tutta la sua durata.

Queste scelte vengono decise dopo aver valutato attentamente quale varietà di vite impiantare, la pendenza del terreno, il prodotto che vuole ottenere (produzioni elevate o limitate ma di qualità eccellente) e la possibilità o meno di meccanizzare le operazioni colturali. Su queste forme di allevamento si applicano diversi metodi di potatura di produzione (annuale): corta, lunga, mista. La potatura di produzione ha il compito fondamentale di lasciare sul ceppo una determinata carica di gemme; più gemme significa più grappoli ma la quantità è inversamente proporzionale al numero di grappoli, o meglio al peso di uva per ceppo.

Le più comuni forme di allevamento possono essere:

meccanizzabili (Guyot, cordone speronato, Casarsa);

non meccanizzabili (tendone, alberello);

a potatura corta (alberello, cordone speronato);

a potatura mista (Guyot, Casarsa);

a potatura lunga (Sylvoz, G.D.C., pergola, tendone).

In Italia convivono circa quaranta forme di allevamento, alcune molto simili tra loro e altre che rappresentano solo una variante regionale e la loro diffusione sull’intero territorio può essere così riassunta: alberello 35%, spalliera (Guyot, etc.) 45%, tendone 12%, pergola 3%, altre 5%.

Caratteristiche delle principali forme di allevamento

Alberello – forma di allevamento più diffusa nell’Italia meridionale e nelle zone calde europee; non prevede sostegni alla pianta e l’impalcatura dell’alberello consiste in tre o quattro branche ognuna provvista di uno sperone normalmente potato a due gemme. Questa forma di allevamento non è molto utilizzata nei nuovi impianti in quanto è difficilmente meccanizzabile anche se consente di ottenere uva di buona qualità; la densità di impianto può variare da 10000 a 20000 ceppi per ettaro.

Archetto – forma di allevamento simile al Guyot da cui si differenzia per i tralci curvati ad arco; è molto diffuso in Valtellina ma si trova anche in Toscana ed Emilia-Romagna, dove viene chiamato capovolto.

Bellussi o Raggi – forma di allevamento diffusa in veneto (Padova e Treviso) e in Emilia-Romagna (Modena e Reggio Emilia) ideata alla fine dell‘800 dai fratelli Bellussi; è un sistema con un sesto d’impianto ampio (in genere 8×4 mt.) dove i pali in legno sono appoggiati ad una base di cemento collegati tra loro attraverso fili che vengono poi fissati al terreno in modo da garantire ai pali una durata maggiore; ogni palo sostiene quattro viti che, una volta raggiunta l’altezza di piegatura, danno origine ad un cordone permanete inclinato tirato nell’interfilare in modo da apparire come una raggiera; questa forma di allevamento a causa della bassa densità di impianto e la scarsa qualità di uva ottenibile è ormai in via di abbandono.

Casarsa – forma di allevamento, derivata dal Sylvoz, diffusa in tutto il territorio nazionale in particolar modo al Nord, caratterizzata da un basso costo d’impianto e un ridotto impiego di manodopera; è altamente meccanizzabile e consente di ottenere elevati livelli produttivi.

Capovolto – forma di allevamento derivata dal Guyot, diffusa soprattutto in Toscana ed Emilia Romagna, caratterizzata da un tronco che può raggiungere i 2 metri, sul quale vengono allevati uno o due capi a frutto piegati verso il basso dal peso crescente dei grappoli; questo metodo di allevamento richiede un modesto carico di lavoro.

Cordone libero o Cortina semplice – forma di allevamento derivata dal cordone speronato che si caratterizza per un unico cordone permanente orizzontale sostenuto da un unico filo portante posto a 1,7-1,8 metri dal suolo sul quale viene eseguita una potatura a speroni; la vegetazione, priva di sostegni, tende a ricadere lateralmente e verso il basso sotto il peso dei grappoli; rispetto al cordone speronato è meno costosa e più indicata per produzioni elevate e consente una completa meccanizzazione degli interventi di vendemmia e di potatura sia invernale che estiva.

Cordone speronato – forma di allevamento a spalliera tra le più usate in quanto riesce ad associare un’ottima qualità potenziale delle uve ad un’elevata possibilità di meccanizzazione; è costituita da un fusto alto 60-100 cm che si sviluppa orizzontalmente in un cordone permanente di lunghezza variabile in funzione della densità di impianto; durante la potatura invernale seleziona 5, 7 germogli ben lignificati e posizionati da cui ricavare altrettanti speroni a 2 o 3 gemme; si adatta bene a vitigni che presentano una buona fertilità delle prime gemme del tralcio fruttifero.

Duplex – forma di allevamento ideata in California, molto simile al Geneve Double Courtain, dal quale differisce poiché al posto dei due cordoni permanenti è caratterizzato da capi fruttiferi rinnovabili annualmente con la stessa tecnica del Guyot.

G.D.C. (Geneve Double Courtain) – forma di allevamento ideata negli anni ’60 negli Stati Uniti per consentire la totale meccanizzazione di tutte le operazioni; è un sistema a doppia spalliera, con due cortine di vegetazione ricadenti in due interfilari adiacenti; in Italia è diffusa soprattutto nelle zone pianeggianti dell’Emila-Romagna e garantisce elevati livelli di produzione.

Guyot – forma di allevamento ideata alla metà dell’800 dall’omonimo viticoltore francese che consente un’elevata meccanizzazione e una buona qualità; prevede una potatura con tre tagli: il taglio del passato, per asportare i tralci superflui che hanno già prodotto nella stagione precedente, il taglio del presente, per dare  al tralcio dell’anno la lunghezza desiderata e il taglio del futuro, che prevede la costituzione di uno sperone a due gemme sul tralcio basso; la densità d’impianto varia tra 3000 e 10000 ceppi per ettaro.

Lyra – forma di allevamento ideata alla metà degli anni ’80 che presenta due pareti vegetative per consentire il raddoppio della superficie fotosintetizzante; gli elevati costi di impianto e la difficile meccanizzazione non ne hanno consentito la diffusione.

Pergola – forma di allevamento, molto diffusa nel Trentino e nel Veneto, in cui la superficie vegetativa è disposta su un’impalcatura orizzontale o obliqua rispetto al palo verticale alla quale vengono fissati i fili che sostengono i rami fruttiferi; ogni vite porta due-tre capi a frutto che vengono appoggiati al tetto della pergola;

è una forma di allevamento piuttosto onerosa per le spese di palificazione e per la scarsa possibilità di meccanizzazione, ma favorisce una buona aerazione dei grappoli riducendo il rischio di insorgenza di malattie della vite.

Sylvoz – forma di allevamento di origine francese, che ha trovato diffusione negli ambienti freddo-umidi di pianura (soprattutto in Veneto) dove i terreni sono fertili; consiste in una potatura lunga dove un fusto verticale alto 1,5-2 metri si sviluppa in un cordone orizzontale che origina più capi a frutto, rinnovati annualmente, che vengono potati lunghi e curvati verso il basso; è una forma di allevamento che consente di ottenere elevati livelli produttivi.

Tendone – forma di allevamento generalmente utilizzata per l’uva da tavola ma che si adatta bene anche a quella da vino, è diffusa soprattutto nelle zone vinicole del Centro-Sud; la vite raggiunge un’altezza di 1,8-2 metri e i capi a frutto si distendono orizzontalmente rispetto al terreno su un’impalcatura di fil di ferro e pali; la densità d’impianto non è mai elevata e risulta difficilmente meccanizzabile ma permette di ottenere elevati livelli produttivi e una buona qualità.

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Categorie:"Vino e dintorni" By Andrea De Agostini

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