Sin da sempre l’uomo è ricorso all’uso delle piante………


 

Sin da sempre l’uomo è ricorso all’uso delle piante , sia a scopo alimentare che terapeutico  e, come in tutti i casi , dopo vari tentativi e qualche morto lasciato sulla strada “ della ricerca ” ha formato un patrimonio di conoscenze che è stato tramandato di generazione in generazione .

Soprattutto nel passato  le piante spontanee sono state una fonte di cibo capace di integrare la dieta delle varie popolazioni .

Interessante come accanto alle specie piu’ semplici utili alla semplice sussistenza , ne siano venute fuor altre di notevole pregio anche nutrizionale , per il loro  contenuto di vitamine, sali minerali , le utilissime fibre e altri principi attivi utili per la salute dell’uomo .

Senza dimenticarsi del sapore molto piu’ intenso  e completo di quello delle verdure coltivate .

 

L’abbondanza delle erbe,l’uso comune di coltivarle nei giardini ha influenzato notevolmente la cucina . Viviamo un’epoca nella quale stiamo riscoprendo oggi quella che per  generazioni è stata una consuetudine quotidiana vale a dire l’impiego delle erbe selvatiche per aromatizzare e rifinire i pasti . Per fortuna , a mio avviso, sempre piu’ persone scoprono le illimitate possibilita’ creative  offerte dalle erbe selvatiche , dando vita ad una cucina che è sinonimo di “ natura allo stato puro  ”. La raccolta di erbe ,fiori, radici, foglie e semi  fu determinante per la sopravvivenza della specie umana . In epoche passate si conoscevano più di mille piante diverse che si utilizzavano come alimenti. Oggi ne coltiviamo e consumiamo massimo il 10%  considerando tutte le altre come semplici erbacce .

Purtroppo questa ricchezza culturale si è andata ad assottigliare sempre più ,in particolare  a causa di un sempre maggiore e diffuso benessere che ha mutato il nostro approccio alla ricerca .

Basti pensare all’uso sempre più diffuso anche delle insalate pronte …!

Ovviamente anche da un punto di vista geografico la nostra nazione a tal proposito si esprime in modo completamente differente, a tal proposito un semplice dato :

più di 400 specie alimentari sono ancora conosciute e consumate tra le popolazioni rurali della Puglia .

Se pero’ ci riferiamo ad erbe ,semi e frutti selvatici usati largamente in gran parte del territorio italiano , siamo costretti a ridurre notevolmente questi numeri .

Altrettanto interessante comprendere l’evoluzione di queste piante , come ad esempio alcune di loro siano sicuramente originarie della nostra flora, sicuramente tra le più valide da un punto di vista organolettico e nutrizionale.

Poi altre a diffusione “ limitata “ sia nell’uso che per cio’ che riguarda la diffusione territoriale ed altre invece potremmo definirle “ immigrate “ in quanto frutto di processi di migrazioni, di scambi commerciali con popolazioni lontane , guerre e colonizzazioni .

Senza dimenticare l’aspetto curativo ; come dimenticarci degli sciamani indiani od anche più semplicemente dei nostri Nonni sempre pronti a darci qualcosa da mangiare o da bere per risolvere il problema del momento …

 

Per fortuna da un po’ di tempo è in netta ripresa il  consumo delle erbe , non solo con l’uso delle tisane utili a ripulirci, rilassarci , ringiovanirci etc .etc .

 

Per fortuna si mangiano pure ..

Uno degli usi principali delle erbe spontanee è quello delle insalatine “ a crudo “, esse conservano cosi’ integro sia il gusto che le proprieta’ organolettiche.

A tal proposito bisogna ricercare piantine giovani  o germogli e foglie tenere di piante adulte . Bisogna assolutamente evitare le specie dalle foglie troppo consistenti , più coriacee o provviste di peli .

 

Relativamente alle insalate è preferibile di partire assaggiando le singole tipologie “ in purezza “ al fine di conoscerne ed individuarne il sapore specifico , per poi passare ai “ MISTI “ potendo quindi anche inventare  secondo il proprio gusto e le conoscenze acquisite .

Ed ora una ricetta semplice semplice …

 

3

CALAMARI RIPIENI

 

4 Calamari

300 gr. di bietola selvatica

100 gr. di cicoria selvatica  , in alternativa possiamo usare del tarassaco

Mollica di pane

2 Acciughe sotto sale

Aglio, prezzemolo

Olio extravergine di oliva

Aceto, vino bianco secco e sale

 

Innanzitutto bisogna sbollentare le erbe di campo in acqua salata , strizzarle e tritarle finemente.

Ripuliamo i calamari privandoli dei tentacoli che spadelleremo velocemente con dell’olio evo.

A questo punto tritiamo i tentacoli insieme all’aglio ed al prezzemolo .

Aggiungiamo al trito la mollica di pane ,bagnata in un po’ di acqua aromatizzata con con aceto .

Una volta strizzata la mollica aggiungiamo anche le verdure .

Nello stesso tegame dove abbiamo spadellato i tentacoli facciamo sciogliere a fuoco dolce le acciughe ; uniamo tutto all’impasto e con questo farciamo i calamari.

Chiudiamo il tutto con ago e filo  , mettiamo i calamari in un tegame con l’olio e cuociamo bagnando , se occorre, con il vino e con una spruzzata d’aceto.

 

Come scrivevo prima , la cicoria selvatica puo’ essere sostituita dal tarassaco ; cosi’ possiamo correggere con una punta di amaro il dolce della bietola e dei calamari .

 

 

Giorgio Trovato
www.trovatofoodproject.com

Segretario Ambasciatori CIM

 

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Categorie:"Viaggio tra i sapori della Toscana" By Giorgio Trovato

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