La potatura


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La potatura

La potatura è la prima operazione che viene effettuata nel vigneto dopo la vendemmia e può iniziare  non appena incominciano a cadere le foglie, generalmente viene sospesa da metà dicembre a metà gennaio al fine di rispettare il periodo di quiescenza invernale della pianta e prosegue poi fino a fine marzo. La potatura viene eseguita per assicurare la circolazione della linfa verso le gemme fruttifere in modo da rendere la pianta più vigorosa e fertile; per regolare la crescita della pianta in modo da evitare una crescita disordinata delle foglie (affastellamento); per favorire la fotosintesi e l’aerazione dei grappoli e per gestire l’evoluzione della vite. È un lavoro che riveste un’importanza fondamentale e tutti i viticoltori applicano la massima attenzione e cura nell’effettuare la potatura poiché con essa si definiscono i presupposti per la nuova produzione.

Questa pratica fu ideata dai Greci e fu un’innovazione che segnò profondamente la viticoltura con un netto miglioramento qualitativo del prodotto; mentre gli Etruschi allevavano la vite usando come supporti alti alberi, i Greci, con la potatura, la mantenevano bassa, ne limitavano l’espansione e ottenevano impianti più fitti.

La prima forma di potatura in assoluto è la cosiddetta “potatura di allevamento” che viene eseguita sulla pianta in modo da dare la giusta forma alla giovane pianta in via di sviluppo. Tutte le successive forme di potatura vengono definite “di produzione”, vengono eseguite sulla pianta ormai sviluppata e hanno la funzione di mantenere un determinato equilibrio  tra vegetazione (superficie fogliare) e produzione (numero di grappoli) con ripercussioni dirette sia sulla resa che sulla qualità dell’uva.

È possibile stabilire un’ulteriore distinzione tra potatura secca, effettuata durante l’inverno per asportare i rami che hanno prodotto uva durante la stagione precedente, e potatura verde (cimatura), eseguita nel periodo estivo se il vigneto manifesta un vigore di crescita eccessivo.

Queste operazioni possono essere effettuate secondo diverse tecniche:

–          la potatura corta – quando i rami vengono tagliati molto vicino all’attaccatura del tralcio;

–          la potatura lunga, quando vengono tagliati verso l’estremità;

–          la potatura mista quando si alternano entrambi i tagli.

La potatura corta si attua nelle forme di allevamento caratterizzate dalla presenza di un cordone permanente (ad esempio cordone speronato) e consente nel lasciare degli speroni di 1-3 gemme. Questo tipo di potatura si adatta solo ai vitigni caratterizzati da una buona fertilità delle gemme come: Aglianico, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Malvasia nera di Lecce, Merlot, Montepulciano, Moscato bianco, Nebbiolo, Negroamaro, Pinot bianco, grigio e nero, Primitivo, Riesling, Sangiovese e tanti altri.

La potatura lunga si applica nelle forme di allevamento quali le pergole, il Sylvoz e il doppio capovolto; in questo caso vengono lasciati uno o più tralci di lunghezza variabile con un numero di gemme tra 8 e 15. Si adatta bene alle varietà: Albana, Barbera, Cabernet Franc, Cannonau, Ciliegiolo, Corvina, Fortana, Garganega, Grechetto, Lambrusco, Malvasia bianca, Marzemino, Molinara, Nebbiolo, Prosecco, Raboso, Refosco, Rondinella, Sauvignon, Tocai, Trebbiano, Verdicchio, Verduzzo e altri.

La potatura mista è una sintesi delle due tecniche precedenti ed è il classico sistema adottato per il sistema di allevamento Guyot.

La potatura è un’operazione essenzialmente manuale che richiede molto tempo e i vigneti vengono trattati in modo scalare in modo da regolare il periodo della potatura e l’epoca del germogliamento – un taglio precoce comporta un anticipato risveglio primaverile della pianta. Le piante più vecchie, che sono meno soggette all’azione disidratante del gelo, sono caratterizzate da un germogliamento tardivo. I vigneti più giovani, per contro, sono quelli più esposti all’azione negativa del clima invernale a causa della loro grande attività vegetativa; nelle zone poco soggette alle gelate invernali la potatura può essere eseguita a partire da caduta foglie ma nelle zone più fredde è sicuramente raccomandabile ritardare questa pratica il più tardi possibile.
La potatura invernale, come abbiamo detto, serve a mantenere la forma di allevamento impostata e il controllo quantitativo e qualitativo del prodotto agendo sul carico di gemme lasciato su ciascuna pianta che condiziona il numero di grappoli ottenibili.

Sulla vite si identificano tre diversi classici tipi di taglio:

–          il taglio del passato che elimina il tralcio vecchio di due anni;

–          il taglio del presente sul tralcio prescelto come capo a frutto per l’anno che viene;

–          il taglio del futuro per garantire il rinnovo per l’anno successivo.

Per i vini con denominazione di origine la legge stabilisce che “i sesti d’impianto del vigneto – cioè la disposizione della piante – , le forme di allevamento e i sistemi di potatura devono essere quelli usati generalmente e comunque atti a non modificare le caratteristiche peculiari dell’uva e del vino”.

L’Italia è il paese con il maggior numero di forme di allevamento che si sono affermate nei singoli territori, ma di questo parleremo la prossima volta.

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Categorie:"Vino e dintorni" By Andrea De Agostini

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