Riccia e la Tavola di San Giuseppe


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Riccia e la Tavola di San Giuseppe

La festa di San Giuseppe viene celebrata in tutta Italia in maniera differente.

A Riccia in Provincia di Campobasso,  la festa di San Giuseppe  e’ una  tradizione   molto sentita.

Tale tradizione , è nata da una leggenda tramandata ancora oggi:

un uomo vecchio e povero girava di paese in paese chiedendo ricovero, ma tutti glie lo negavano.

Giunto  a Riccia, una di queste porte, finalmente, si apre, ed il proprietario, seppure non benestante, divise con il poveretto quel poco che aveva .

Il popolo riccese non tardò a riconoscere in questo viandante il falegname di Nazareth, dando così inizio alla tradizione.

Come vuole la tradizione , a San Giuseppe si usa preparare un pasto dove  vengono invitati tre poveri: una donna, un uomo sposato  e un ragazzo,  in rappresentanza della Sacra Famiglia.

Il menu’ e normalmente e’ di magro detto di “scampere”.  Le pietanze servite sono in numero variabile da 13 a 19.

Tra questi potrete trovare:  i maccheroni con la mollica , il baccala’ “arracanato”( fatto con mollica di pane, formaggio, aglio, olio, prezzemolo e noci e cotto al forno) il baccala’ in pastella, il baccala’ con  il cavolfiore, il peperone ripeno con mollica di pane, alici, uva passa e noci, le polpette di tonno, le verdure in pastella, l’insalata di arance, il riso al latte, l’agrodolce (dolce fatto con mandorle, nocciole, mosto cotto, caffe e cioccolato) e per finire i “Cavezone” di San Giuseppe” .

calzone di san giuseppe 1

Il “Cavezone di San Giuseppe” e’ un dolce molto antico di cui la ricetta viene tramandata da padre a figlio ormai da generazioni  ed e il simbolo della “devozione di San Giuseppe” di  Riccia.

E’ un dolce fatto con una sfoglia detta “laina” fatta con farina, uova, acqua, sale e strutto , con un ripieno fatto con ceci bolliti e passati ad un setaccio molto fine in modo da eliminare la buccia, miele, zucchero, buccia di limone, buccia di arancia e essenza di cannella o vaniglia o cedro a discrezione di chi lo prepara. Viene poi fritto in abbondante olio e si presenta sotto forma di mezzaluna di colore dorato.

Prima dell’inizio del banchetto vengono recitate  alcune preghiere  poi, seduti a tavola,   l’uomo sposato che rappresenta San Giuseppe riempie il primo bicchiere di vino, assaggia un pezzo di pane, e passa il bicchiere di  vino e il pane   prima al ragazzo che rappresenta Gesu’,   poi alla donna che rappresenta la Madonna,    quest’ultima passa il bicchiere e il pane ai commensali che devono assaggiarli , quando il bicchiere ritorna a l’uomo che rappresenta la figura del falegname di Nazareth  inizia il banchetto.

Terminato il  pranzo si recitano di nuovo le preghiere e viene offerto ai “Santi” un cesto contente una pagnotta di pane, un assaggio delle pietanze servite e un numero dispari di “cavezune”.

Successivamente  si inizia a “spinza’ a devozion de San Giuseppe”  si dona a parenti e amici degli assaggi del menu’ della tavola di San Giuseppe in segno di rispetto.

Giulio Ciccotelli

Executive Chef Marriott Hotel Islamabad

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