Maritozzo quaresimale


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Terminato il Carnevale entriamo nel lungo periodo di Quaresima, un periodo di rinunce e “fioretti”,  difatti sono tante le persone dotate di grande spirito di sacrificio e tanta forza di volontà, che riescono, beati loro, a rinunziare alle cose più buone di cui sono ghiotte, e in questo elenco compaiono spesso e volentieri i dolci, la cioccolata, la frutta, io ad esempio, rientro nella categoria di quelle persone che sacrifici alimentari e digiuni penitenziali non ne riesce a fare, a meno che, a meno che nausea ed una sgradevole sensazione di disgusto per il cibo, vomito, mi facciano passare l’appetito.

A Roma,  tempo fa per mitigare il digiuno, era consentito il consumo dei maritozzi “Quaresimali” che erano più ricchi di quelli normali poiché nell’impasto vi sono i canditi, uvetta sultanina e pinoli, ma più piccoli e più scuri in superficie, e di pazientino quaresimali impastato a forma di lettere maiuscole e cotto in speciali placche incavate, appositamente fabbricate per quest’uso

Su questo gustoso intermezzo del digiuno quaresimale,  e, sicuramente anche per la loro bontà circolava la seguente filastrocca:

 

Er primo è pe’li presciolosi;

er siconno pe’ li sposi;

er terzo pe’ li innamorati;

er quarto pe’ li disperati;

 

– 200 gr di farina

– 100 gr di uvetta

– 50 gr di burro

– 20 gr di lievito di birra

– 3 cucchiai di zucchero

– 1 uovo

– arancia candita

– latte

– sale

Esecuzione:

Sciogliete il lievito di birra in poco latte tiepido, aggiungetelo alla farina con un pizzico di sale, l’uovo sbattuto, il burro fuso e lo zucchero. Impastate e formate un panetto. Eventualmente aggiungete poco latte in più per ottenere la consistenza del pane.

Lasciate in un luogo caldo a lievitare fino al loro raddoppio, coprite con un canovaccio.

Ammollate l’uvetta in acqua calda e fatela rinvenire, scolatela e aggiungetela all’impasto lievitato unitamente alla scorza d’arancia tagliata a pezzettini piccoli. Impastate i vostri maritozzi e formatene 12 arrotolandoli per dargli una forma leggermente allungata.

Disponeteli su di una teglia da forno rivestita di carta e lasciateli lievitare ancora due ore. Accendete il forno e portatelo alla temperatura di 250°, infornate e cuocete per 10 minuti.

Spennellateli con una soluzione di acqua e zucchero per dargli un aspetto lucido, in questo caso infornateli di nuovo per farli asciugare a forno spento.

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Categorie:By Angie Cafiero

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