Siam tutti …………..Masterchef !!!!!!


 

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Siam tutti …………..Masterchef !!!!!!

 

Si questa volta invece che soffermarmi a raccontare aneddoti e ricette che hanno contribuito alla mia idea di professionista, voglio soffermarmi sugli effetti di un programma televisivo ..

 

Siamo ad una nuova stagione con una nuova flottiglia di aspiranti chef televisivi , ed ecco puntualmente le polemiche che rispuntano alimentando interesse su questi programmi ancor di più dei contenuti stessi .

 

Da una parte i sostenitori di qualsiasi programma che abbia la cucina come focus ed in contrapposizione chi ritiene che questi programmi siano assolutamente fuorvianti .

 

Proprio un po’ si settimane fa è intervenuto  anche Ciccio Sultano, lo stellato chef siciliano il quale ha avuto parole non propriamente di apprezzamento nei confronti di questo programma.

 

ll dato obiettivo rimane che  la figura che ne viene fuori é differente da quella del professionista che quotidianamente cerca le migliori soluzioni per i propri Clienti.

 

Si perché lo chef é tutt’altro…..

Si tratta di gente che impegna gran parte del proprio tempo per migliorarsi , per cercare le migliori soluzioni nei vari aspetti del proprio lavoro, gente che si carica del rispetto territoriale e delle  tradizioni socio culturali di una comunita’ ; l’idea invece che ne viene fuori da questo programma è completamente differente .

 

Piu’ la programmazione va avanti e piu’ sembra che questi concorrenti possano e debbano rappresentare la cucina italiana .

Non si puo’ continuare a creare sogni e false aspettative che nulla hanno a che fare con il mondo reale , con il mondo del lavoro .

 

 

Ed invece ci si ritrova con gente senza l ‘adeguata preparazione ,proiettata sotto i riflettori solo perché possono vantare la partecipazione  a reality ….beh tutto cio’ lascia quantomeno senza parole !

Gente che scrive libri , dispensa consigli suggerendo cosa è meglio fare, cosa è “ in o out ”.

Ma in base a quale preparazione ? a quali studi ? a quale conoscenza acquisita sul campo ?

Magari una cena tra amici !!

 

Spesso e volentieri molti programmi offrono una visione caricaturale del lavoro dello Chef sopratutto perché scompare l’essenza della ricerca , dai sapori al piacere di mangiare ma sopratutto la convivialita’ .

Molti dei  cuochi televisivi sembrano degli atleti , lontanissimi dallo spirito di convivialita’ proprio del ” far da mangiare ” .

 

 

Ogni giorno siamo  invasi da trasmissioni che parlano di cucina, libri di ogni genere, articoli su giornali, persino  sulla Gazzetta dello Sport.

Tutto cio’ ha sicuramente degli aspetti che possono essere positivi per la categoria, altri assolutamente deleteri .

Se si tratta di regalare allo spettatore qualche lampo di follia condito dalla giusta dose di curiosità, puo’ anche essere  comprensibile ;puo’ essere molto simpatico  vedere come un ingegnere trentenne trascorra le proprie giornate alla ricerca della spezia perfetta da combinare in modo eccellente, oppure come un grafico un po’ sopra le righe giochi con la sferificazione rendendo la cucina molecolare un po’ più accessibile a tutti.
Non sarà Ferran Adrià ma certo è che la passione si è vista tutta.

Ed allora fin quando si tratta di mostrare la passione in tutti gli ambiti del nostro quotidiano va benissimo ….quando invece si vuole fare passare la cucina , intesa come impegno quotidiano , come un mero divertimento probabilmente si genera solo confusione .

 

Per imparare a cucinare farne una professione invece bisogna  studiare  , ci si applica quotidianamente , si fanno esperienze per il mondo ma soprattutto si studiano le basi , in modo assiduo ed intransigente .

 

Ed invece ci tocca assistere sempre alla stessa metodica in ogni campo “ sei il numero uno , puoi partire dall’apice ”, puntualmente alla fine siamo sempre li’ a vedere il brusco risveglio di chi si scioglie come la neve al sole ..

Per questo motivo la presenza di associazioni di categoria ,come il CIM , come  la Federazione Italiana Professional Personal Chef , risultano di fondamentale importanza sia sotto l’aspetto formazione che sotto l’aspetto regolamentazione e tutela della figura stessa.

In qualsiasi ambito non ci si puo’ improvvisare , ma non lo si puo’ fare soprattutto in un ambito in cui la salute dell’utente finale è in ballo ; non conoscere le tecniche di base , non essere a conoscenza di tutto cio’ che riguarda un’attenta gestione e manipolazione delle materie prime rischia di ingenerare confusione e mancanza di fiducia nell’utente finale .

 

Questa la preoccupazione vera della categoria che vorrebbe semplicemente che fosse chiaro a tutti che un conto è un programma televisivo , un conto l’operare nel quotidiano .

La professionalita’ è qualcosa che si acquisisce sul campo , con attenzione e con scelte mirate e non certamente con la partecipazione a programmi televisivi .

 

Soprattutto chi opera all’estero si rende conto di come in passato l’operare di gente priva della professionalità necessaria abbia creato delle mostruosità gastronomiche che sono diventate un must ma che non hanno in benché minimo legame con le nostre tradizioni ,con il nostro terroir.

In Italia, purtroppo,  si preferisce ancora percorrere la solita strada, quella sicura, sempre dritta, che ci fa arrivare presto a destinazione senza troppi ostacoli di percorso.

Bisogna invece evidenziare che esiste un’altra strada, più tortuosa forse, sicuramente più lunga e faticosa da intraprendere  ma nella quale  assaporare lungo il percorso colori , culture e profumi diversi, inciampare e riprendere il cammino ,capire soprattutto  che la caduta ti ha permesso di trovare una nuova linfa ; certamente  non è facile comprendere cio’ per tutti ma è necessario che noi lo si evidenzi .

 

Ma prima di tutto bisognerebbe far comprendere  che questo non è un lavoro per tutti ,ma che deve essere frutto di una scelta di vita .

Non tutti sono disposti a rischiare di percorrere questo percorso meno noto e più insidioso.

La marcia in più è data dalla voglia di conoscenza anche a distanza di 25 anni di esperienza  e dalla curiosità.

La voglia di poter imparare sempre , di “ rileggere “ gli stessi ingredienti “ a distanza di anni sono questo il lievito quotidiano di questo lavoro.

Curiosità, caratteristica sempre più rara eppure motore della vita, anche di quella in cucina

 

Giorgio Trovato

Segretario Ambasciatori CIM

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Categorie:"Viaggio tra i sapori della Toscana" By Giorgio Trovato

6 replies

  1. Assolutamente d’ accordo con il sig. Trovato c’è troppa gente in giro che si improvvisa purtroppo a volte anche tra gli addetti al lavoro.

  2. Il signor Trovato ha assolutamente ragione, forse pure di piu’.Grazie per il post .
    Mammapapera non ha capito una emerita mazza. Vabbe’…
    Buon lavoro a tutti.

  3. E’ lo stesso problema che si ha quando si spettacolarizza una professione : anche tu … modella…avvocato…dirigente… e perchè no ? Cuoco…… Si spettacolarizza per vendere tutti i prodotti che compariranno in quella trasmisisone , insomma una gigantesca macchina della pubblicità che ti dice : Guarda che puoi diventare più bravo persino della Parodi….. E magari cucini con i prodotti che vedi li senza chiederti da dove viene quello che comperi e usi . E sarà così fino a che non si comincerà a dire che anche la professione del cuoco è una professione intellettuale 😉

  4. ma chi lo ha detto che la cucina solo degli chef? d’accordo con te su alcune cose, come la ricercatezza e tutto il resto ma non dmentichiamoci che a casa ci sono tanti appassionati che vorrebbero conocere ricette o semplicemente donne uomini e GENTE che vuole riproporre qualcosa di buono e si serve di internet e dell televisione per avere nuove idee

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