Natale a base di Made in Italy


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Natale a base di Made in Italy.

Noi Italiani siamo abituati a festeggiare questo momento religioso con la famiglia, tutti i parenti più stretti si riuniscono intorno a una bella tavola apparecchiata con la tovaglia nuova e posateria quella che sta sempre chiusa.
È un giorno dove tutti ci si dimentica dei problemi della famiglia, del lavoro e del Paese, giusto, ma dovremmo anche considerare che in questo periodo si spendono milioni di euro nel reparto alimentare, e allora da buoni Italiani dovremmo fare la nostra parte e dare un occhiata la provenienza prima che al prezzo, certo non è un periodo di vacche grasse ma non possiamo far sfuggire il nostro capitale economico all’estero.
Il nostro comparto alimentare già subisce un forte calo, di recente la CEE ha approvato un emendamento che da priorità alle arance Marocchine a dispetto di quelle Siciliane, non parliamo delle quote latte, delle tonnare, di fatto i poteri forti, le grandi multinazionali che ahimè controllano il mercato globale ci stanno fregando anche l’ultima cosa rimasta nel nostro Paese il magiaro sano.
Quindi il mio appello per queste festività, diamo priorità ai nostri prodotti, magari comprando direttamente dalle aziende che conosciamo, questo vale anche per coloro che operano all’estero, so bene che i costi di trasporto e doganali sono alti, ma non possiamo sempre piegarci ai grandi .
Questo succedeva circa 10 mesi fa e nessuno a detto una parola.
Passa a Strasburgo l’accordo tra Unione Europea e Marocco sulla liberalizzazione di alcuni prodotti ortofrutticoli e ittici. L’opposizione degli europarlamentari dei Paesi mediterranei non è bastata: i sì sono stati 369, contro 225 no e 31 astenuti. “È la fine dell’agricoltura siciliana”, tuona Alessandro Chiarelli, presidente di Coldiretti Sicilia. L’accordo prevede l’eliminazione immediata del 55 per cento (dal 33 per cento attuale) dei dazi doganali sui prodotti provenienti dal Marocco. Mentre i dazi in uscita su frutta, verdura e pesce prodotti nei paesi dell’Unione Europea verranno ridotti del 70 per cento solo nei prossimi dieci anni. L’accordo, comunica Coldiretti, dovrebbe entrare in vigore da maggio.

Numeri che, tradotti in euro, fanno paura agli agricoltori. Critiche piovono da tutte le associazioni, da Coldiretti a Cia, Confagricoltura e Copagri. Le arance dal Marocco sbarcano a Palermo a 30, 35 centesimi al chilo. Un prezzo che, grazie agli attuali dazi doganali, equivale più o meno a quelli applicati sulle arance siciliane. In futuro potrebbero arrivare a 17, 18 centesimi al chilo. Una corsa al ribasso insostenibile per i produttori dell’Isola. Discorso simile per i limoni, il cui prezzo al chilo potrebbe scendere, secondo Coldiretti, “a 15 centesimi al chilo contro i 30 attuali”, e le zucchine, la cui quotazione precipiterebbe “anche a 40 centesimi contro i 90 centesimi di oggi”.

Il Parlamento europeo, dopo le preoccupazioni espresse dalle associazioni di categoria e da alcuni settori dell’Ue, ha posto delle misure di salvaguardia per determinati prodotti sensibili, come fragole, pomodori, cocomeri e aglio. Nell’elenco non comparirebbero gli agrumi. “Sarebbe un fatto gravissimo  –  denuncia Chiarelli  –  la dimostrazione che i gruppi industriali del Nord Europa fanno lobby su quello che conviene a loro, riuscendo a difendere, ad esempio, i prodotti in serra olandesi”.

La maggioranza dei politici europei approva l’accordo che, scrivono, “svolgerà un ruolo chiave per lo sviluppo economico e la stabilizzazione politica del Marocco, mentre creerà nuove opportunità per l’industria agricola della Ue”. Non ci stanno, invece, i deputati dei Paesi mediterranei. In prima fila sul fronte del no, spagnoli e portoghesi. Lo stesso relatore del testo, il francese Josè Bovè, dei Verdi, contrario all’accordo, ha ritirato il suo nome dalla relazione. Mentre l’europarlamentare del Pdl, Giovanni La Via, lamenta “diverse defezioni tra i deputati italiani” al momento del voto. “Non si può difendere  –  accusa La Via  –  l’agricoltura di un Paese e di una regione a parole e poi non essere presenti al momento dei fatti”.

Di “guerra tra poveri”,una Germania che si scopre improvvisamente filomediterranea è riuscita ad imporre un accordo che favorisce le sue industrie a danno dell’agricoltura meridionale e dei consumatori marocchini”. Nella risoluzione, il Parlamento Europeo si sofferma sulla necessità di “applicare rigorosamente i contingenti” e sull’obbligo per i prodotti non europei di “conformarsi alle norme dell’Unione in materia di misure sanitarie”. Più controlli, dunque, anche per evitare frodi.

Per evitare tutto questo dobbiamo dare più valore ai nostri prodotti, certo lo Stato Italiano “dovrebbe” fare la sua parte in maniera più incisiva, ma credo che ormai l’Italia ha perso anche l’ultima cosa che gli è rimasta, l’orgoglio Nazionale di difendere il proprio territorio e le radici di questa nostra amata terra.

Noi cuochi possiamo fare tanto e lo possiamo fare in maniera diretta e incisiva, pensando un po’ meno al food cost e dare più spazio ai nostri prodotti, certo nelle grandi compagnie non è facile e comprendo le difficoltà ma proviamoci, proviamo a fare una rete distributiva nostra con prodotti selezionati, forse riusciremo ad abbassare i costi sia del prezzo alla fonte e sia i prezzo di trasporto, uniti si può e noi siamo chiamati a fare la nostra parte, non possiamo aspettare che la nostra terra venga maltratta da un centinaio di Parlamentari al servizio di qualche Signore delle banane.

EE

Inviato da iPad
Emanuele Esposito

www.espositoemanuele.com
www.mediterraneans.me
www.alsirajunitedholding.com

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Categorie:By Emanuele Esposito

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