Fantasmi da Cenone di Capodanno


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Fantasmi da Cenone di Capodanno

 

NOOOOOO!

 

Eccoci anche quest’anno a dover scrivere un menu per il Veglione, un menu che sia il più’ possibile vicino al palato e alla tradizione del paese che mi ospita ma che mantenga un identità prettamente italiana.

Succede cosi’ che quest’anno sono riuscito “dribblare” l’esercito esorbitante di musicisti e pifferai vari che mi costavano un decimo della cassa di capodanno, l’hanno scorso avevo 5 signori che venivano direttamente dall’opera, persone serie mi dicevo, peccato che a Mezzanotte appena scatta il brindisi loro erano già’ i più’ ubriachi della sala, ed io finalmente lasciatomi alle spalle il girone infernale delle cucine mi ritrovo dei clienti che si guardano attoniti come per dire: “tutto qui, ce ne dobbiamo andare?”. Presi la chitarra ed cantai un paio di canzoni quando a seguito dei sonori applausi, l’orgoglio ferito della banda bassotti li spinge a trascinarsi ancora tra i loro strumenti  per un oretta buona giusto il tempo di veder fluire via il resto dei clienti, ma quest’anno NO.

Quest’anno mi sono trovato un DJ e per di più’ italiano, lo fa per passione e da giovane era un promettente talento, poi come dice sempre: “sono cresciuto” ed ha seguito il lavoro per cui i suoi studi lo avevano tanto occupato, oggi é il primo segretario dell’ambasciatore di Turchia ma continua di tanto intanto ad organizzare serate come l’ultima allo Sheraton Hotel di qualche settimana fa dove ha riempito la sala con persone di tutte le Ambasciate.

Con il manager del ristorante ci siamo poi seduti per parlare del menu, io gli proponevo dei piatti e lui mi indicava cosa un turco si sarebbe aspettato o come avrebbe reagito a quel dato piatto. La cosa su cui sono stato inamovibile é che l’esperienza dell’anno scorso con un menu da dodici portate non voglio proprio rifarmela, cosi’ quest’anno sono sceso a sei più’ una minestra per la notte, si, perché dovete sapere che in Turchia si usa bere una zuppa acidula quando il tasso alcoolico non ti permette di camminare in linea retta, in quanto con questo espediente riduci gli zuccheri nel sangue e ti permette di enere lo stomaco sotto controllo da eventuali conati.

Le hostess sono state e sono tutt’ora un altro punto tragicomico, l’anno scorso credo di aver esagerato mettendo due hostess vestite da “Babba Natale” in minigonna, non tanto per gli uomini che hanno apprezzato ma molto per le mogli di quei “ciondoli” di marito che filavano una bava neanche facessero lo zucchero a velo, quest’anno probabilmente vestirò’ i camerieri anche se il manager mi ha già detto che per farlo dovrò’ convincerli con una bella mancia; la fa facile lui, il problema é che i miei camerieri ed in generale gli uomini turchi assomigliano a quei personaggi disegnati dalla mano di Franco Bonvincini, gli Sturmtruppen, quindi immaginarseli vestiti da Babbo Natale mi da’ da pensare parecchio…”dannati Ottomanken!!!”

Quest’anno sono riuscito a schivare con astuzie i soliti stereotipi banchettatici turchi, come l’antipasto composto da “mese” creando un piatto con sette “mese” italiane,ovvero, dall’insalata russa, ai fegatini alla toscana e via dicendo disponendoli in un cerchio da sei con un ultimo al centro, piccoli assaggi come i conosciutissimi antipasti turchi ma tutti 100% italiani, la cosa che non sono invece riuscito a togliermi dalle palle(degli occhi s’intende), é questo chiodo che hanno con il tacchino, ma io mi domando e dico quale cavolo di anglosassone per primo sia venuto qui per primo a convincere questi beoni a festeggiare il capodanno con il tacchino, sarebbe come per noi non sentirlo tale se non potessimo avere al tavolo un bella barchetta piena di sushi…ma che c’azzecca!!! Comunque sono riuscito ad uscirne con un Arrosto di tacchino ripieno accompagnato da patate e castagne al forno ed un insalata di rucola con frutti rossi saltati all’aceto tradizionale di Modena.

Ce ne sarebbero ancora di cose da dire ma mi duole il gesso e siccome oggi é giorno di riprese televisive, prima di andare mi voglio almeno fare un cicchetto visto che non dovrei neanche farle per via del gesso e del male boia che mi fa.

Un saluto a tutti i colleghi e amici del grande villaggio globale CIM.

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Categorie:"Lo sapevate che...." by Daniel Evangelista

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  1. CIM NEWS 16 Dicembre al 22 Dicembre 2012 Redazione Cook CiM « Chef Italiani nel mondo

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