I LIQUORI ALL’UOVO


 

 

 

I  LIQUORI  ALL’UOVO

 

 

 

 

 

Siete in campeggio e avete bisogno di ritemprarvi dopo una lunga giornata all’aperto? Volete ricaricarvi durante la sosta su un’impegnativa pista da sci? Oppure, più semplicemente, pensate di riscaldarvi mentre assistete in tribuna a una partita di calcio, nel grigiore umido e freddo del mese di gennaio? Niente paura: un goccio di liquore all’uovo farà immediatamente e piacevolmente al caso vostro.

 

Un po’ di storia per cominciare. È il 1840, e ci troviamo nella drogheria padovana di Gian Battista Pezziol. L’attività principale di Pezziol è la produzione di torrone, che richiede giornalmente l’utilizzo di centinaia di albumi d’uovo. Dei tuorli restanti, in azienda, nessuno sa che cosa fare. Il consumo in famiglia e la vendita alle trattorie della zona non sono infatti sufficienti per collocare un prodotto delicato e – all’epoca – di impossibile conservazione come il tuorlo d’uovo.

 

Ecco finalmente l’idea: un liquore dalla ricetta semplice e genuina, a base di tuorli d’uovo, marsala e zucchero. A questo liquore viene dato il nome di Vov (modificando il termine dialettale veneto di vovi, cioè uova). Il liquore incontra subito il gusto dei consumatori – e che consumatori. Pezziol porta il suo Vov alla corte di Vienna e ottiene un successo così grande che gli Arciduchi gli conferiscono un brevetto solenne su cui campeggia l’aquila a due teste. Da quel momento il Vov diventa protagonista indiscusso di molte proposte corroboranti al bar, mentre a casa si rivela decisamente più pratico del tradizionale uovo sbattuto con zucchero e marsala.

 

Passano gli anni, scorrono le vicende politiche e militari e il liquore padovano continua a essere apprezzato sia in Italia sia all’estero. Quando scoppia la seconda guerra mondiale il Vov viene prodotto quasi esclusivamente per le forze armate; pur mantenendo la stessa formula viene ribattezzato con una sigla dal suono più marziale, cioè Vav 2 (acronimo di “Vino Alimento Vigoroso”). Sempre durante l’ultimo conflitto mondiale Vav 2 viene imbottigliato in confezioni di cartone pressato e vetrificato internamente: ciò conferisce il duplice vantaggio della continuità di produzione in assenza di vetro e di un minor peso delle confezioni, che possono così essere trasportate più facilmente sui fronti di guerra.

 

Torna la pace e nel 1946 un giovane commerciante di Ferrara abbandona gli affari di famiglia per gettarsi con entusiasmo nel business dei prodotti alcolici. Nascono così le Distillerie Moccia, che si affermano rapidamente grazie a un altro grande nome nel campo dei liquori all’uovo: Zabov. Latte, tuorli d’uovo freschi, zucchero, alcool e una combinazione di aromi segreti danno la formula che consente a Zabov di disputare a Vov il mercato crescente dei liquori corroboranti a base di  uova. Un mercato che confina con quello, altrettanto tradizionale, dei vecchi marsala all’uovo, oggi  denominati cremovo, che si rifanno alla ricetta originale di Abele Giarola del 1918: vino marsala, zucchero, uova, spezie. A differenza di Vov e Zabov, i cremovo hanno tuttavia un aspetto più scuro, ambrato, e possono considerarsi più dei profumati vini da dessert – ancorché corroboranti.

 

Come degustare i liquori all’uovo? Questi prodotti possono essere apprezzati a temperatura ambiente oppure caldi, da soli o in abbinamento alla pasticceria secca. Quando vengono serviti caldi si accompagnano ottimamente anche al caffè espresso o a distillati tradizionali come il brandy, il whisky o il rum. La fantasia dei barman professionali consente infine di lavorarli per realizzare cocktail caldi o freddi, o anche ricette “happening”.

 

La produzione di liquori all’uovo non è comunque una prerogativa solo italiana. Nel Nord Europa queste bevande alcoliche sono conosciute con il curioso nome di advocaat, e sono ottenute a partire da tuorli d’uovo, zucchero, aromi naturali e acquaviti di varia provenienza, per una gradazione finale di 15 – 20% vol. In Germania non è raro trovarne anche versioni aromatizzate al caffè o al cioccolato. Qualche marca importante? Behn, Bols, Verpoorten, Warninks.

 

Piero Valdiserra

 


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