Il Fiano di Avellino


 

 

Il Fiano di Avellino

Anche quest’anno sono tra i finalisti italiani del “Concours Européen des Ambassadeurs du Champagne” che si terrà a Milano il prossimo 13 settembre. Nove i Paesi partecipanti: Austria, Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Paesi Bassi, Spagna e Svizzera. A questo proposito voglio pubblicamente ringraziare il Centro Informazioni Champagne per l’Italia che ha nuovamente valutato la mia candidatura all’altezza di partecipare alla Finale Nazionale. Le mie “avversarie”, Delphine Veissiere e Chiara Giovoni, sono due professioniste preparatissime e la loro grande competenza in materia rende la sfida ancora più difficile ma quest’anno vorrei proprio andare ad Epernay a disputare la fase finale.

Dopo questa “comunicazione di servizio” continuiamo il nostro viaggio tra le DOCG e parliamo del Fiano di Avellino che ha ottenuto la DOC nel 1978 e la DOCG nel 2003. Questo vino deve essere ottenuto dalle uve provenienti dal vitigno Fiano per un minimo dell’85%, possono concorrere le uve provenienti dai vitigni Greco, Coda di Volpe bianco e Trebbiano toscano, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo complessivo del 15%.

Le origini di questo vitigno sono antichissime, furono i Greci a portare in Italia la “Vitis Apicia” o “Apina” e le prime viti furono piantate a Lapio, il comune dove tutt’ora si produce il Fiano; da Apina derivò “Apiana” e da questo “Afiana”, quindi Fiano. Il nome “Vitis Apiana” deriva dal fatto che un tempo era un vino dolce, leggermente frizzante e le api erano particolarmente ghiotte della dolcezza di queste uve.

Nel XIII secolo i libri di Federico II di Svevia riportano la registrazione di un ordine di tre “salme” di Fiano. Anche Carlo d’Angiò, contemporaneo di Federico II, fece impiantare nella vigna reale 16000 viti di Fiano.

Oggi il Fiano di Avellino DOCG è un vino bianco secco, intenso, elegante e strutturato che migliora con l’invecchiamento. La zona di produzione comprende l’intero territorio dei seguenti comuni della provincia di Avellino: Avellino, Lapio, Atripalda, Cesinali, Aiello del Sabato, S. Stefano del Sole, Sorbo Serpico, Salza Irpina, Parolise, S. Potito Ultra, Candida, Manocalzati, Pratola Serra, Montefredane, Grottolella, Capriglia Irpina, S. Angelo a Scala, Summonte, Mercogliano, Forino, Contrada, Monteforte Irpino, Ospedaletto D’Alpinolo, Montefalcione, Santa Lucia di Serino e San Michele di Serino.

La produzione massima in uva non deve eccedere i 100 q.li per ettaro e non è ammessa nella coltivazione nessuna pratica di forzatura. L’indicazione della Denominazione di Origine Controllata e Garantita “Fiano di Avellino” può essere accompagnata dalla menzione tradizionale di origine classica «Apianum».

Le uve del Fiano di Avellino raggiungono una graduale e completa maturazione nell’epoca più propizia per il vitigno, conferendo al vino gusto e profumi intensi e delicati; nel tempo acquista spessore e morbidezza e, contemporaneamente, perde alcune note acerbe un po’ aggressive. Si presenta con delle caratteristiche aromatiche definite e inconfondibili, con sentori di nocciole tostate. È uno dei pochi vini bianchi italiani meritevoli di invecchiamento.

È un vino di colore giallo paglierino, con profumi intensi e fruttati; al naso è intenso, gradevole e caratteristico; in bocca si presenta secco ed armonico. Le piacevoli sensazioni di freschezza e sapidità, ben equilibrate da doti di morbidezza, lo rendono ottimo servito con antipasti a base di frutti di mare pregiati,  carpacci di pesci fresco, zuppe di pesce in bianco; spaghetti con le alici, grigliate di pesce, pesci al forno e persino pizze e calzoni; si esalta con la mozzarella di bufala campana e, se invecchiato, diventa ottimo con formaggi caprini e a pasta semidura non stagionati.

Alcuni produttori si stanno impegnando per ottenere Vendemmie Tardive e Passiti, in alcuni casi anche con uve attaccate dalla Botrytis Cinerea, di grande interesse ma ancora poco conosciuti. Freschi e gradevoli sono anche gli Spumanti, ottenuti dal Fiano con il Metodo Martinotti, piacevoli al momento dell’aperitivo o accanto a semplici preparazioni a base di pesce.



Categorie:"Vino e dintorni" By Andrea De Agostini

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  1. CIM NEWS 29 Settembre al 6 ottobre 2012 Redazione Cook Cim « Chef Italiani nel mondo

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