Il mestiere del cuoco e’ bello pero’ comporta rischi sulla salute


Il mestiere del cuoco e’ bello pero’ comporta rischi sulla salute

 

In relazione ai rischi per i lavoratori appartenenti al comparto della ristorazione, cuochi, aiuto cuochi, ecc., sono da tener presenti alcune considerazioni in occasione della va- lutazione dei rischi per la salute e sicurezza.Il cuoco oltre ad occuparsi della prepa- razione quotidiana dei pasti, eventualmente coordinando il personale addetto ai servizi della cucina, è responsabile della conserva- zione dei generi alimentari, nel rispetto delle norme igieniche. I principali fattori di rischio per la salute e per la sicurezza a cui è esposto il personale addetto alla cucina sono:

1. rischio elettrico;

2. rischio di tagli, abrasioni, schiaccia- menti, ecc. per le attrezzature e le macchine utilizzate;

3. disordini muscoloscheletrici: movi- mentazione manuale dei carichi e cumulative trauma disorders;

4. microclima (assenza o errato dimen- sionamento degli impianti di ventilazione e di condizionamento);

5. rischio chimico (nelle attività di manutenzione e pulizia degli utensili e at- trezzature);

6. rischio biologico (contatto con prodotti di origine alimentare o agenti biologici che possono proliferare nelle cucine a causa di non perfette condizioni di pulizia ed igiene);7. rischio cancerogeno (per inalazione di fumi durante il processo di cottura dei cibi);
8. stress psico-sociale da fattori organizzativi.
In sede di valutazione dei rischi è oppor- tuno porre particolare attenzione alle ope- razioni di smistamento e riordino di generi alimentari, dei detergenti per la pulizia della stoviglieria e utensili utilizzate in cucina, sollevamento delle pentole, ecc. per le quali si potrebbe configurare un rischio movimen- tazione manuale dei carichi.
Va inoltre analizzata la problematica rela- tiva ai fumi di cottura ed alle relative misure preventive e protettive da adottare (es. cappe di aspirazione funzionanti, adeguata venti- lazione, scelta di metodi di cottura meno dannosi, ecc.).Di recente e’ stato fatto un studio particolare suo emissioni di monossido di carbonio.Tralasciamo la ricerca e gli studi, preferisco soffermarmi sul discorso più complesso, si sa che il cuoco e’ un grande lavoro come tutti i mestieri dell’artigianato sono lavoro che lo fai solo se ha passione ma avvolte la passione non viene ripagata e pochi sanno dei rischi sulla salute.

Purtroppo in Italia non c’e’ una sola legge in materia di salvaguardia della salute dei lavoratori della ristorazione, un mancanza, non lo so sta di fatto che il nostro mestiere comporta ,alcolismo, obesità, sindrome metabolica ,diabete, depressione da deprivazione di contatti umani, ernia del disco da sollevamento di pentole padelle casse di verdure e di pesce, bronchiti croniche da fumi di piastre e faringiti da choc termici apri e chiudi le celle frigo i forni tagli profondi.

Tutto questo e’ non c’e’ un una legge in materia che riduca i rischi, ma sopratutto non vi e’ riconosciuta nessuna indennità di rischio, pensate che hanno ridotto il peso delle valigie negli aeroporti solo perché gli aceti allo smistamento dei bagagli si ammalavano, giustamente, di ma d schiena, mentre per quanto riguarda i cuochi nulla, in giro troviamo ancora sacchi di zucchero e farina di 25 Kg, come dire che i cuochi sono di un altra razza.

E’ grave che nessuna associazione del mondo della ristorazione abbia mai fatto una proposta di ridurre i pesi e sopratutto di far intervenire le istituzioni a porre rimedio a questa mancanza.

Il problema e che la nostra categoria non ha una forte coesione, non siamo uniti e sopratutto siamo una categoria poca tutelata, avvolte mi chiedo a cosa servono le associazioni, i premi e le stelle servono a ben poche se poi non si fanno attività volte a migliorare le condizioni di lavoro.Quando le associazioni e tutti noi apriamo la mente su nostri rischi e portiamo le nostre istanze nelle stanze del potere, siamo stanchi di essere considerati come schiavi del palato, credo che noi tutti dobbiamo avere il coraggio di urne le idee e le forze per un grande gruppo di lavoro in difesa dei nostri diritti prima come lavoratore e poi come cittadini italiani.

Non c’e’ nessun contratto di lavoro ad oggi che stabilisce risarcimenti per malattie provocate durante il nostro lavoro nelle cucine, non e’ possibile andare avanti in questa maniera, le cose si possono cambiare, e credo che ora seppur in ritardo si debba far qualcosa porre rimedio e sopratutto intervenire ora su questo argomento e spero che tutte le associazioni si facciamo portavoce di iniziative in tal senso.

 



Categorie:By Emanuele Esposito

9 replies

  1. Hai perfettamente ragione..tutto cambiera’… ( i primi saranno ultimi e gli ultimi saranno i primi.)

  2. Faccio lo sous chef a londra da sei anni, lavoro nel catering dal 1999, e mi trovo a fare le stesse osservazioni: siamo la categoria meno tutelata, io al momento lavoro 55 ore alla settimana, mi sono bruciato la mano dx in maniera importante, ti fai male quando incominci a fare 5 giorni double per sei mesi, oppure giornate senza pausa dalle 10 alle 10..e’ un inferno
    psicologicamente e’ demanding e sono sempre tutti molto ansiosi e stressati
    poi devi fare la rota e il paperwork, gp, wastage etc
    l’unica cosa di cui non posso lamentarmi e’ lo stipendio
    in italia farei la fame
    mai lavorato con-per italiani, forse la mia vera fortuna

  3. Parole sante. Io faccio questo mestiere da 5 anni, ho lasciato scuola per buttarmi sul mondo della ristorazione. Ho 20 anni, fisicamente ne sento il doppio. Stress psicologico dovuto anche a persone che si rendono ben poco conto della pressione del servizio in cucina, in primis. Poi i pesi, cucine predisposte malissimo, ecc. Ma noi, come hai già detto, siamo schiavi. Va bene la passione e l amore, ma anche quelli devono potersi esprimere in ambienti giusti e sani. È così: dovremmo imparare ad unirci. Salvare molto della nostra categoria, di cose da dire ce ne sarebbero davvero tante.

  4. concordo in pieno quanto detto, anch’io sono un cuoco da una quindicina d’anni ed ho scorazzato in cucine d’oltre oceano fino a quelle europee e la sicurezza e´piu´quella individuale che quellla generale….ovvero se presti attenzione a cio´che fai non ti taglierai o scotterai od affumicherai ma in questo lavoro non si puo´prevedere tutto!!! Percio´ io aderirerei a qualsiasi legge , ente o qual’altro tuteli noi Chefs!!!!
    P.S.
    Non ho riscontrato nessun argomento per quanto riguarda la salute dentistica , per quanto mi riguardi sono un ottimo cliente per i vampiri (in senso buono) Odontotecnici…. Se calcoliamo denaro, tempo e perche´no spiacevoli sensazzioni dovremmo essere risarciti del 80% delle spese no??? Un plauso a tutti gli Chefs , Cuochi e subalterni davvero siamo un altra razza!!! un saluto da Cesare!!!

  5. Oggi si è migliorato tanto, nelle cucine moderne si può lavorare bene,ma molte volte si trova in giro persone preparate alla base per dirigere una cucina, è per questo motivo che molti giovani non vogliono fare questo bellissimo mestiere.
    quando ho iniziato io nel 1967- era veramente dura cucine poco areegiate senza cappe,sporchi e poco curati, solo la passione per questo lavoro, mi ha dato la forza per andare avanti.
    siamo noi che dovremo dare la svolta,ma chi fà il cuoco ha poco tempo da dedicare ai coleghi ci si incontra al bar per bere una birra e mai per discutere del nostro futuro.

  6. Tutto vero, purtroppo. Faccio il cuoco da 32 anni, e ho trovato pochissimi locali che prestano una certa attenzione all’aspetto sicurezza. Molto più spesso si trovano invece aziende che sfruttano la divisione e l’individualismo tipico della categoria, peggiorato poi con la crisi economica che ha portato una miriade di persone ad improvvisarsi cuochi, e consentitemi, ad una moltitudine di extracomunitari che in poco tempo si spacciano per tali senza un minimo di base e di cultura cullinaria. Tutto questo con il beneplacito dei ristoratori, molti di questi improvvisati anche loro, che sfruttano questa massa lavoro per abbassare sempre di più i compensi, che per l’applicazione e impegno che la professione richiede, meriterebbe. Sinceramente visto lo scarso livello dei politici e questo clima di arraffa quello che puoi, non ho molte speranze circa un miglioramento della situazione. Se qualcuno fosse al corrente di iniziative serie per smuovere questo immobilismo mi contatti sarò ben lieto di aiutare come posso la causa.
    Ciao a tutti Giordano Sireus

  7. Buona sera alla grande famiglia delle BERRETTE BIANCHE ,e proprio cosi’ il Nostro lavoro e davvero faticoso,pieno di insidie , e senza togliere niente hai militari ha volte è anche piu’ pericoloso di un soldato che va in guerra ,purtroppo non abbiamo nessuno che ci tuteli sotto il profilo della salute come lavoro a rischio come sopra elencato, mi auguro che le cose comincino a cambiare, e alle persone preposte che si rendono conto che il nostro lavoro e veramente USURANTE sotto tutti i punti di vista .

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  2. CIM NEWS 29 Settembre al 6 ottobre 2012 Redazione Cook Cim « Chef Italiani nel mondo

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