Curriculum Vitae, Questo Sconosciuto


 

Curriculum Vitae, Questo Sconosciuto

Cari amici e colleghi

Ogni giorno siamo costretti a vedere e leggere certi CV da far letteralmente, accapponare la pelle, e che puntualmente finiscono nei nostri cestini e, peggio ancora, di quelli dei reclutatori e datori di lavoro.

L’impressione che mi sono fatto, leggendo i CV, ma anche i commenti di molti colleghi, è che la funzione del CV sia ora sottovalutata (la “Vecchia Guardia”, nella quale, ci tengo a dirlo, in parte mi riconosco), ora sopravvalutata (i “Giovani d’Oggi”, categoria della quale per ovvie ragioni anagrafiche, ho fatto parte anch’io, magari qualche annetto e chiletto fa…). Mi prendo il gusto, quindi, di dire anch’io la mia, sempre nella speranza che agitando le acque, qualcuno mi bacchetti dove sbaglio, e m’invii cioccolatini e mazzi di fiori dove ho visto giusto.

Partiamo da lontano, nel 4000 Avanti Cristo, troppo lontano… diciamo che una ventina d’anni fa il mercato del lavoro era diverso, c’era la cultura del posto fisso, si entrava nella brigata solo su raccomandazione e si usciva solo dopo molti anni. Era un bell’ambiente, mi ricordo, il fratello dello Chef (raccomandato?) assunto come Capo Partita al Garde Manger, ma non sapeva tagliare un filetto (disossavo io le pistole di manzo, ero commis…), ma in compenso ci si conosceva bene, sempre pronti a darsi una mano, in cucina e fuori, sempre pronti a darsi una coltellata nella schiena (soprattutto in cucina), ma mai con cattiveria, sempre con quello spirito giocoso fatto di piatti roventi e torcionate sulle chiappe, che nostalgia.

Il mondo è cambiato, oggi le raccomandazioni, funzionano, certo, ma non come una volta, Carta Canta! Ci vuole il CV, il Resume, gioia e dolori di tanti aspiranti, incubo notturno di molti reclutatori.

Ma a che serve ‘sto CV?

Il processo di selezione e assunzione, mi ricorda vagamente, il complesso rituale per conquistare una bella , astuta ma capricciosa donna, e le colleghe non si offendano, perché il procedimento è identico anche a parti invertite.

Il CV é, quindi, solo il primo approccio, la scusa per attaccar bottone, per farsi conoscere. Come nel gioco più antico del mondo, partire bene é importantissimo. Presentarsi bene, magari ben vestiti e profumati di pulito, da sicuramente migliori chances che arrivar “suzzusi e fetenti” al primo approccio, così come un Curriculum, scritto bene, ha maggiori possibilità di essere letto e considerato per la fase sucessiva, il corteggiamento.

Anche il Corteggiamento ha i suoi rituali (qui, però mi affido alla letteratura del settore piuttosto che alla mia pratica), nè più e nè meno dell’intervista di lavoro, dove ci presenteremo come al primo appuntamento, puliti e stirati, sorridenti e apparentemente sicuri, pronti a mostrare il meglio di noi, ma anche a riconoscere i nostri limiti, con falsa modestia e ostentata non-chalance. Vale la pena ricordare, che come al primo appuntamento, anche al colloquio, si è sempre almeno in due, e se è vero che l’ansia di trovar lavoro è vostra, è altrettanto vero, che il datore di lavoro, sta investendo i Suoi soldi su di voi, un pochino di ansia, ci sta bene anche da parte sua, una scelta sbagliata può  tradursi in una consistente perdita di Soldi (con la maiuscola).

E così, finalmente soli! Il primo appuntamento, o se preferite, la prova di cucina. Passaggio di capitale importanza, va gestito al meglio. Sempre belli puliti e stirati, attenti ai dettagli, la scarpa abbinata alla cintura ed il calzino alla cravatta, oppure il capello ben nascosto dentro la toque immacolata, il grembiule candido col torcione appeso, termometro nel taschino, che dà un tocco di professionalità senza tempo. Guidare la pulzella nel posto giusto, a passo sicuro ma senza fretta, così in cucina ci destreggieremo con solo apperente calma nelle preparazioni più complesse, talvolta anche inutili, ma di grande effetto, ma soprattutto ostentando  sicurezza.

Superato questo primo incontro (di solito un incubo fatto di lingua asciutta, gambe molli e tremori vari), ci si fidanza. Ed è qua, che in realtà, si decide tutto. È qua che casca l’asino, che la pulzella scopre che il principe azzurro ha l’alito cattivo e si ubriaca la mattina presto, prima di andare al bordello, è qua che lo Chef, spogliato della sua retorica, deve far vedere che oltre ad esser bravo, è anche costante, onesto, affidabile, e han fortuna gli Chefs del Bel Paese, che devono resistere solo quindici giorni, fingere solo due settimane. Dove lavoro io, a tutt’altre latitudini, la prova dura cento e diciannove giorni, hai voglia farti bello a parole e curricula!

Insomma, ‘sto benedetto Curriculum, è importante, ma più importante è saper stare al mondo.

Buon lavoro a tutti

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Categorie:By Francesco Greco

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4 replies

  1. Se non sbaglio molti mesi fa era stata elaborata una bozza di CV per dare uniformita’ almeno agli iscritti al CIM

  2. Be …Che dire…..
    Purtoppo hai ragione da vendere ….

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  1. CIM NEWS 16 Settembre al 22 Settembre 2012 Redazione Cook Cim « Chef Italiani nel mondo

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