CUCINARE, AMARE E VIVERE MILLE MIGLIA DA CASA ATTO II


 

 

By ezio barbero

CUCINARE, AMARE E VIVERE MILLE MIGLIA DA CASA ATTO II

Un altro aspetto che caratterizza la nostra esistenza, nella sfera dedicata alla famiglia, e’ sicuramente la formazione del nostro nucleo famigliare. Si comincia a capire fin da giovani che non sara’ facile. A 16 anni si puo gia capire a quali problemi si andra’ incontro. Certo, le stagioni sono ricche di emozioni anche forti, lavorando di solito in localita’ turistiche, e’ facile mietere conquiste, alzi la mano chi non ha avuto avventure con turiste nordiche o d’oltre mare, e credo di poter parlare anche per le nostre colleghe, non solo i maschietti. E fino a qui va tutto bene, ci s’incontra dopo il servizio o negli scampoli pomeridiani sulle spiagge affollate e si gode della compagnia altrui con estrema leggerezza, il tempo e’ un concetto astratto, la notte e il giorno si confondono scanditi solo dagli orari di servizio, si vede poco la branda messa a disposizione dall’albergo, giusto un paio d’ore prima delle famigerate colazioni, si e’ giovani, spensierati, pieni di energie e tuffati come siamo nel mondo del lavoro e della vita, con indistruttibile voglia di esplorare e assaporare i primi scampoli d’indipendenza, non ci stanchiamo mai.

Ma a casa propria, dove gli amici di sempre s’incontrano in piazza subito dopo cena per organizzarsi la serata, noi non ci siamo piu. A Natale, Capodanno, Pasqua e Ferragosto, non ci siamo piu. Festeggiamo il nostro compleanno il Martedi sera, anche se di fatto cadeva di Sabato o Venerdi, perche’ e’ il nostro unico giorno libero. Per noi in realta’ e’ poco male. Lo sapevamo, abbiamo scelto la padella, il decanter, e per alcuni anni ci si illude che non ce ne potrebbe frega’ de meno, come dicono i capitolini. Ma un bel giorno eccola li, seduta nel ristorante in cui lavoriamo, oppure la si conosce alle due del mattino alla discoteca nella quale si sta divertendo con i nostri amici di sempre, noi si arriva e lei va a dormire…la ‘femme fatale’ insomma, e li cominciano i problemi. Un conto e’ divertirsi, un altro e’ innamorarsi e cercare di avere una relazione ‘normale’. Quante volte avreste mollato tutto per raggiungerla nel weekend a Cervinia con gli amici? Quante volte, frustrati vi siete sentiti dire ‘Amore non ci sei mai!’ Ricordo viaggi allucinanti in pieno inverno il Sabato notte, in moto perche’ i soldi per la macchina ancora non li avevo, partenza a mezzanotte o giu di li, destinazione Salice d’Ulzio, oppure d’estate verso Diano Marina, per raggiungere la fidanzata di turno che si divertiva con il resto della compagnia, una notte e poi via, di corsa su statali ghiacciate, spesso nebbiose o autostrade assolate, per tornare ai fornelli. Lo show continuava, matrimoni, ristoranti affollati di turisti e soliti noti, lo chef incarognito che mi dava il benvenuto con quantita’ industriali di pesce da squamare e sviscerare, montagne di patate da pelare e all’epoca non c’erano ancora gli extra comunitari a fare i lavori piu pesanti, c’eravamo noi, i commis.

Passano gli anni e la nostra vita migliora, sensibilmente, a differenza di molti dei nostri coetanei abbiamo il potere d’acquisto, il denaro non manca, e’ il tempo per spenderlo che non c’e’. Allora ci si sente insoddisfatti, lavoro, doccia, discoteca o birreria, amici sempre piu impegnati a farsi una vita senza di noi, tanto non ci siamo mai, alcuni, i fedelissimi, per vederci si dissanguano alla cassa del ristorante dove lavoriamo e il bisogno di trovare qualcuno che a casa possa lenire le nostre scottature, i tagli del mestiere e la stanchezza perenne, cresce dentro come un blob. Ci pervade e ci mette nell’angolo, e’ l’ora di farsi una famiglia. A che eta’? Beh non c’e’ una regola, ognuno di noi e’ diverso, per me la chiamata venne a 26 anni. Lei era bellissima e quasi laureata in psicologia, mollo’ tutto e venne a lavorare con me, aprimmo una piccola birreria con cucina, sempre piena e ben frequentata, un icona delle notti torinesi. Molti pensano che una coppia non debba lavorare assieme e forse e’ vero. Personalmente non credo che ci sia un dogma, le ho provate tutte, ogni soluzione ha pro e contro. La verita’ e’ che noi abbiamo una vocazione, l’altro no. Ci seguono per amore quando e’ possibile, alternativamente ci aspettano per ore, svegli o semi inconsci a guardare il Costanzo show finche’ noi si torna a casa, stanchi e spesso imbestialiti da commenti di clienti ignoranti e dall’inettitudine di colleghi inefficenti. Dura un po’ di anni e poi l’attenzione scema, si dirotta inesorabilmente verso altre realta’, amici, svaghi e spesso amanti. La frase ‘non ci sei mai’ torna prepotente, ‘si ma quando ci siamo messi assieme sapevi che mestiere facevo’ e’ la risposta piu ovvia, seppur sterile, che possiamo scodellare. L’unione si sfascia e ognuno va per la propria strada. Altro scenario e’ la conduzione familiare. Sempre insieme, 24/7 come dicono gli americani. Bellissimo, edificante e appagante. Piano piano pero’ ci si trova a parlare solo di lavoro, fatture da pagare, clienti difficili, personale da incubo, nuove ricette e amenita’ simili, l’intimita’ si trasforma in meeting di lavoro e lentamente si scivola nella noia, nella routine piu allucinante, lavoro al ristorante e ancora lavoro fra le mura domestiche. C’e’ chi ce la fa, i miei nonni hanno condiviso questo stile di vita per quarant’anni, altri tempi, altri caratteri, meno tentazioni e valori molto piu solidi ma non voglio fare un discorso di generazioni, guardo alla nostra e spesso noto che non funziona.

Il discorso poi si complica se la dolce meta’ e straniera. Mentalita’, cultura, abitudini e valori diversi ci mettono alla prova ogni giorno. Tutto cio che ci pareva esotico si trasforma in assurdo. Situazioni grottesche di cui ho relazioni quotidiane da amici e colleghi sparsi in tutto il mondo. Scontri culturali epocali. Non vi siete mai sentiti dire la frase ‘Voi italiani…’ seguita da epiteti di ogni genere? Io si e so di non essere il solo. Donne e buoi dei paesi tuoi, quante volte vi e’ tornato in mente questo proverbio? Quante volte scuotendo il capo avete pensato che fosse sacrosanto? Se avete dei figli poi capirete anche meglio che cosa intendo, l’educazione della prole e’ probabilmente l’ostacolo piu arduo. Personalmente credo che la salute e la felicita’ dei figli vengano un pelino prima di ogni altro aspetto. Insegnare l’amore per la natura, la musica e l’arte in genere assieme ad inculcare loro i valori di base quali onesta’ e sincerita’, sono le mie priorita’. L’istruzione, specialmente nei primi anni di vita, e’ per me uno strumento utile alla formazione, non puo essere una prigione. Se avete una compagna, Singaporeana o Giapponese e forse Americana, sapete che per loro non e’ cosi. Achievement! E’ la loro parola d’ordine. Carrettate di compiti a casa, all’eta’ di 7 anni, ore passate sui libri ad imparare nozioni, mai concetti, bimbi frustrati da ranking creati solo per stimolare l’ambizione e appagare l’ego di maestri lobotomizzati da anni di lavaggi cerebrali.  No, grazie.

E che dire poi delle divergenze alimentari? Religiose e non. Qualche anno fa organizzai un party di compleanno per mia figlia, ovviamente invitai tutti gli amici con figli e molti di loro vennero con la famiglia al gran completo. Naturalmente preparai un buffet Italiano disegnato per i piu piccini, lasagne, polpette in umido, crocchette di patate, suppli’ e tanta frutta, senza scordarmi pero’ dei genitori, pollo al curry per i partner indigeni e l’oggetto della discordia, il Lardo di Colonnata. Una mia cugina era appena venuta a trovarmi e mi haveva portato un magnifico salame di Felino e un chiletto di lardo. L’insaccato non ce la fece ad arrivare alla festa, fini’ in mezz’ora, ma un chilo di lardo richiede piu tempo per essere smaltito cosi’ pensai bene di dividerlo in compagnia. Un mio carissimo amico e collega di sala, si piazzo’ dirimpetto al vassoio e comincio’ a mangiare a quattro palmenti. Non vedeva il lardo di Colonnata da anni. Purtroppo per lui la cosa non passo’ innosservata alla moglie, mussulmana, la quale, dopo svariati minuti di abboffata, si avvicino’, incuriosita da tanta passione, passando da stupita ad incavolata nera nel giro di un batter d’occhi. Si creo’ un certo imbarazzo, il battibecco stava prendendo proporzioni ciclopiche, quando il mio amico, fra il serio e il faceto, esclamo’: ‘Per il Lardo di Colonnata potrei anche uccidere!’ A tutti scappo’ da ridere e la faida fu rinviata a posteri. Ora, quello fu un caso limite, ma nella vita di tutti giorni perfino il menu quotidiano diventa oggetto di discussioni.  Pasta contro riso fritto, bistecche ai ferri vs pollo in agrodolce e cosi via discorrendo. Alla mia prima vacanza italica mi tocco’ girare tutta Torino per trovare i noodle istantanei per mia moglie alla quale gli spaghetti uscivano dalle orecchie, e non azzardatevi a preparare la polenta o a proporre la gorgonzola o tutte e due abbinate in una stupenda ‘Concia’, a meno che vogliate vedere un espressione di assoluto disgusto sul faccino della vostra amata. Vivo in oriente e questi sono i limiti delle mie compagne di vita, ma sono sicuro che anche chi vive in Brasile o in Africa ha storie simili da raccontare.

Benvenuti nel mondo degli espatriati di cui, noi cuochi Italiani, costituiamo una larga maggioranza.

 

Abbrazz

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  1. CIM NEWS 9 Settembre al 15 Settembre 2012 Redazione Cook Cim « Chef Italiani nel mondo

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