Il Verdicchio di Matelica


 

Il Verdicchio di Matelica

In questi giorni in Italia abbiamo delle temperature elevate e cerchiamo un po’ di refrigerio con un fresco bicchiere di buon vino. Oggi parliamo del Verdicchio di Matelica che ha ottenuto la DOC nel 1967 e la DOCG nel 1995.

La regione delle Marche ci regala diversi vini di qualità e la sua storia vitivinicola ha origini antichissime: già nel III millennio a.C. era popolata da tribù dedite all’agricoltura, si ritiene che la coltura della vite abbia avuto inizio con la colonizzazione dei Greci siracusani, che all’inizio del IV secolo a.C. fondarono Ancona e avviarono fiorenti traffici con la Grecia. Imbarcavano il vino in anfore di argilla la cui forma, molti secoli più tardi, ispirò la bottiglia che ha reso famoso il Verdicchio. Di notevole importanza fu anche il contatto culturale con gli Etruschi, arrivati sin lì dalla vicina Umbria. Conoscendo l’importanza data da queste due civiltà alla vite e al vino, possiamo presumere che la vite fosse fiorente sulle pendici collinari marchigiane già prima dell’arrivo dei Romani. Alcune testimonianze ci raccontano che nel IV secolo d.C. le truppe Visigote, guidate dal loro re Alarico, durante la loro discesa alla volta di Roma fossero solite rifocillarsi con il vino Verdicchio.

Le statistiche del Ministero dell’Agricoltura dei primi dell’800 ci forniscono esaurienti informazioni sulla struttura dei vigneti marchigiani: prevalgono i vitigni a bacca bianca con trebbiano, verdicchio, albana, biancone, biancame, trebbianello, malvasia, e moscatello.

La zona di Matelica è la sola area al di fuori di quella dei Castelli di Jesi, dove il Verdicchio conserva la propria originalità, e la maggiore altitudine fornisce al vino delle note di finezza molto apprezzate; questa zona è caratterizzata da un microclima con forti escursioni termiche, sia stagionali che giornaliere, che garantiscono buoni profumi e qualità. Inoltre, la componente in acido malico di queste uve è consistente e ha portato all’abitudine piuttosto diffusa di favorire la fermentazione malolattica, proprio per ottenere una maggior morbidezza. Negli ultimi tempi, anche questo vino viene sottoposto ad affinamento in legno, passaggio che lo arricchisce di profumi, sapori e persistenza aromatica, con una discreta longevità.

A Matelica sono conosciuti 10 cloni diversi di Verdicchio, con grappolo lungo e stretto o medio-fitto, serrato o semiserrato, spargolo o semispargolo. La zona di produzione comprende parte del territorio dei comuni di Matelica, Esanatoglia, Gagliole, Castelraimondo, Camerino e Pioraco in provincia di Macerata e parte del territorio dei comuni di Cerreto D’Esi e Fabriano, in provincia di Ancona. L’intera area di coltivazione conta una superficie vitata di circa 270 ettari distribuita in collina ad altitudini comprese fra 400 e 650 m s.l.m, e il Consorzio Tutela Verdicchio di Matelica riunisce solo dieci Cantine imbottigliatrici.

Si ottiene con uve del vitigno Verdicchio. Possono concorrere i vitigni autorizzati, a bacca bianca, fino a un massimo del 15% per le tipologie: Verdicchio di Matelica, Spumante, Riserva e Passito.

Il vino “Verdicchio di Matelica Riserva” deve essere ottenuto dalle uve del vitigno Verdicchio al 100%.

Questo vino si presenta con un aspetto brillante dal colore paglierino tenue, un profumo delicato, fragranza fresca e persistente di frutta non completamente matura ed un gusto asciutto, morbido, armonico, con retrogusto gradevolmente amarognolo.

Meno famoso del Verdicchio dei Castelli di Jesi, in gioventù questo vino si presenta con un colore giallo paglierino con riflessi verdolini, che ne anticipano le doti di fragranza dei profumi di fiori e frutta, con sentori di mandorla amara e ginestra. Secco e ben strutturato, presenta buona sapidità, in genere maggiore di quella del Verdicchio più conosciuto, e un finale gradevolmente ammandorlato. Il Verdicchio di Matelica si degusta piacevolmente con tutte le preparazioni a base di pesci, crostacei e molluschi, torte salate a pollame, ma la Riserva si può abbinare con piatti più importanti ed elaborati a base di prodotti del mare e carni bianche, ma anche con il pecorino poco stagionato e la mozzarella di bufala.

 

 

By Andrea De Agostini



Categorie:"Vino e dintorni" By Andrea De Agostini

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