Guarire dal diabete mangiando


 


Guarire dal diabete mangiando
Marcello Pamio – “Effervescienza” inserto del mensile “Biolcalenda” –
15 maggio 2012

Secondo l’Associazione Americana per il Diabete (A.D.A.): «Il diabete
è una malattia cronico degenerativa incurabile».
Una definizione che non lascia alcun spazio a eventuali dubbi.
D’altronde è cosa risaputa da qualsiasi medico al mondo, che il
diabete ufficialmente non si può curare, una volta che si è
manifestato, si può conviverne più o meno bene, ma si è schiavi e
dipendenti dai farmaci per l’intera vita. Ma è proprio così?
Questo il tema del congresso che ha visto la partecipazione di circa
500 persone, organizzato dalle associazioni culturali «Il Soffio del
risveglio» e «Qui e Ora», tenutosi a fine marzo all’Auditorium Vivaldi
a San Giuseppe di Cassola (VI).

Tra i relatori della serata, oltre a chi scrive, ci sono stati Gennaro
Muscari, medico omeopata docente alla Scuola di omeopatia di Verona,
Giancarlo Vincenti presidente dell’Associazione «Diabete insieme» di
Portogruaro, e infine – vero motivo dell’incontro – quattro persone
che sono riuscite a venir fuori dal diabete.
Andiamo per ordine.

Dopo la breve proiezione di spezzoni video presi da «Un equilibrio
delicato», tratto da «The China Study», lo studio più completo mai
realizzato al mondo sull’alimentazione; «Crudo & semplice»,
l’esperimento unico nel suo genere dove sei persone in 30 giorni di
crudismo smettono di usare l’insulina, e infine il «Metodo Gerson».

Il mio intervento è stato quello di fornire alcuni dati e informazioni
importanti per comprendere l’evoluzione storica della malattia.
Se infatti secondo il Bollettino dell’Accademia di medicina di New
York dal 1871 al 1933 «Il tasso di mortalità del diabete a New York è
passato da 2,1 per 100 mila abitanti nel 1866 a 29,2 nel 1932», e
oggi, ogni 10 secondi una persona muore per cause legate al diabete e
due si ammalano, viene da sé che qualcosa di grave deve essere
successo negli ultimi settant’anni.
Cosa?

Grassi idrogenati.
Nel 1912 vengono commercializzati i cosiddetti «grassi idrogenati».
Questi grassi creati dall’industria, non esistono in natura, quindi
non vengono riconosciuti correttamente dall’organismo e creano
grossissimi problemi alla salute, provocando disturbi
cardiocircolatori, obesità, danni alle membrane cellulari, malattie
autoimmuni (diabete); diminuiscono le HDL e aumentano le LDL;
aumentano le infiammazioni e interferiscono con l’insulina.
I grassi idrogenati si trovano nelle cosiddette margarine, quindi
nella stragrande maggioranza dei prodotti da forno, gelati,
cioccolate, dolci, ecc. Pure gli oli vegetali, prodotti a caldo e
quelli che vengono fritti, si snaturano completamente diventando
tossici per le cellule e quindi per l’organismo umano.

Insulino-resistenza.
Le cellule hanno sulla membrana esterna dei recettori specifici per
l’insulina: cioè delle speciali serrature che si aprono solamente
quando arriva l’insulina, facendo così entrare il glucosio e
togliendolo dalla circolazione sanguigna.
Tutti i grassi saturi di derivazione animale (carne, uova, pesce,
latte e latticini) e tutti i grassi idrogenati, si depositano nelle
membrane esterne delle cellule, provocano la deformazione dei
recettori.
Risultato: le cellule diventano sorde all’insulina.
Nonostante il pancreas funzioni correttamente e vi sia insulina in
circolazione, le cellule non sono in grado di usare al meglio
l’ormone, e quindi si ha iperglicemia (diabete).

Acidosi.
Tutte le proteine di origine animali e tutti gli alimenti raffinati e
pastorizzati (cereali, farine, zuccheri, ecc.), dopo il metabolismo
rilasciano ceneri acide che hanno come risultato far aumentare
l’acidità.
L’acidità, oltre a mettere in allarme l’intero organismo e far
scattare i meccanismi di protezione (alcalinizzazione degli acidi),
induce alti livelli di cortisolo (l’ormone dello stress) secreto dalle
ghiandole surrenali, con lo scopo di contrastare le infiammazioni.
L’aumento di cortisolo da una parte fa aumentare la glicemia, e
dall’altro provoca una errata distribuzione del tessuto adiposo nel
corpo, soprattutto nella pancia che si sa essere un grasso che
partecipa all’insulino-resistenza.
Il cane che si morde la coda!

Caseina.
«La capacità delle proteine del latte vaccino di causare l’insorgenza
del diabete di tipo1 è ben documentata»! Questa pesante affermazione è
il risultato dello studio pluridecennale sull’alimentazione prima
citato («The China Study»).
La spiegazione è abbastanza semplice e logica: se frammenti proteici
di caseina finiscono nel sangue, il sistema immunitario interviene
subito. Infatti nel «liquido peculiare» – come lo definiva il grande
Goethe – non possono esserci sostanze estranee a quelle predisposte
dalla Natura.
Siccome la proteina del latte (caseina per l’80-85% circa) è quasi
identica alle proteine del pancreas (cellule Beta), il sistema
immunitario, in una situazione di tossiemia generalizzata, potrebbe
finire per attaccare le cellule del pancreas che producono insulina.
Risultato: diabete infantile di Tipo-1.
Pensiamo a quanti neonati oggi, su consiglio pediatrico, vengono
svezzati erroneamente con latte vaccino, fin dai primi giorni e forse
capiremo quanto alto è il rischio che sviluppino seri problemi di
salute, anche perché è bene ricordare che la mucosa intestinale di un
neonato non è ancora completa e quindi è molto più permeabile di un
adulto.

Molto interessante l’intervento del dottor Gennaro Muscari.
Il dottor Muscari, che pratica omeopatia da più di trent’anni e si
occupa di alimentazione naturale da prima ancora della laurea, ha
spiegato come nelle università di medicina si studia prima che il
diabete è una malattia incurabile e poi che l’insulina presa dal
diabetico, dopo un certo periodo di tempo (da qualche mese a qualche
anno al massimo), il pancreas si ipotrofizza, cioè produce sempre meno
insulina, fino ad arrivare ll’atrofia completa.
Nel diabete di Tipo-1 questo avviene velocemente.

Non pensava assolutamente che dopo 12 anni o addirittura 16 anni di
insulina chimica si potesse far tornare a far produrre insulina dal
pancreas in maniera naturale. Nessun medico lo pensa, eppure come
leggerete dopo dalle testimonianze, ciò è assolutamente possibile.
Il dottor Muscari ha di nuovo ribadito i danni dei latticini per
l’organismo umano e il collegamento, venuto fuori dagli studi medici,
tra diabete di tipo-1 e la caseina dei latticini. Dati ufficiali che
parlano chiaro: con una alimentazione vegana si ha il 40% in meno in
insulina dopo sole 3 settimane e il 30% in meno di colesterolo.
Ha concluso il suo intervento rimarcando sull’importanza in tutti gli
ambiti, soprattutto nel diabete, dell’attività fisica. Cos’è lo
zucchero nel sangue? É la riserva di energia, è energia pura per
essere usato. Qualsiasi diabetico può fare a meno di prendere farmaci
antidiabetici e anche l’insulina semplicemente utilizzando lo zucchero
in sovrappiù nel sangue.

Il dottor Giancarlo Vincenti ha invece raccontato la sua esperienza di
diabetico, risultato da un banale esame di routine. Non sapeva nulla
sul diabete e da quel momento ha frequentato congressi, riunioni anche
internazionali, e per ultimo fondando l’associazione di malati a
Portogruaro. Ha iniziato a sapere tutto o quasi, ma sempre basato
sulle conoscenze della medicina ufficiale. C’era qualcosa che mancava
all’appello, qualcosa che non tornava e che non quadrava. Di recente
approfondendo il discorso sulla dieta vegetariana e vegana è venuto a
conoscenza che si potevano ottenere dei risultati incredibili, come
per esempio abbandonare l’insulina. Dopo la visione del documentario
«Crudo & Semplice» si sta muovendo in questo versante.
Non ha ancora buttato via l’insulina, ma ci sta lavorando, con tutte
le difficoltà del caso tenendo conto delle abitudini e della
situazione famigliare.
Adesso veniamo alla parte più importante della serata.

Le testimonianze

Ermanno, età 62 anni, diabetico da 16.
Il primo accenno del diabete è avvenuto nel 1994 con un infarto. Lo
stile di vita era «normale»: poco tempo per sé stesso e pranzi al
ristorante. Ha subito altri problemi al cuore con tanto di operazione,
che ha causato un altro infarto.
Da qui la presa di coscienza di mollare l’attività e iniziato a
dedicarsi alla propria vita.

Un giorno su Radio Gamma 5 ha sentito della presentazione della serata
sul diabete che ho organizzato circa un anno fa. Era la prima volta
che sentiva che si può guarire il diabete, nessun dottore gli aveva
mai detto una cosa simile. All’epoca faceva circa 28 unità al giorno
di insulina.
Il giorno dopo la serata e di sua spontanea iniziativa, ha deciso di
dare una taglio drastico modificando l’alimentazione, eliminando
latte, carne e mangiando solo verdure. Il tutto condito da molte
camminate.
Pian piano e in circa un mese ha eliminato l’insulina. A marzo la
visita al centro diabetico gli hanno dato perfettamente ragione. Era
tutto a posto
I medici lo hanno guardato un po’ stranamente, ma con gli esami del
sangue perfetti non hanno potuto dire nulla…

Emanuele, età 34 anni, diabetico da 9.
La sua storia ha dell’incredibile.
Avendo la fibrosi cistica (mucoviscidosi), il diabete gli è insorto
nel 2003 a seguito della cura prolungata a base di cortisone.
Ha sempre cercato di tenere basso la glicemia praticando sport e oggi
fa mountain-bike estremo (circa 60 km al giorno) con tanto di
preparatore atletico.
Emanuele all’epoca usava 50 unità di insulina al giorno e non poteva
più farle nell’addome perché si era distrutto la pancia a forza di
punture.

Un giorno si è imbattuto nel dvd «Crudo & Semplice», e dopo quattro
giorni di crudismo, ha tolto completamente l’insulina, con risultati
glicemici istantanei. É passato da 50 unità mantenendo la basale per
due giorni e poi l’ha eliminata al terzo giorno.
I parametri glicemici, misurati sei volte al giorno, prima e dopo i
pasti, confermavano il riequilibrio del pancreas.
Mangiava e la glicemia stava sotto i 140.
Crudismo e cioè verdure di tutti i tipi con semi vari (sesamo,
girasole, lino, ecc.), mandorle, noci, ecc., centrifugati di frutta e
verdura. Fichi e datteri per avere l’energia sprint per affrontare gli
allenamenti massacranti.
Ha perso circa 7,2 kg di massa muscolare che tuttora non ha recuperato.

Oggi si sta allenando con un fisico nuovo totalmente da scoprire: dopo
3 settimane aveva già superato le prestazioni atletiche che aveva a
ottobre con l’alimentazione normale; non conosce più la stanchezza
post allenamento e soprattutto il fastidio dell’acido lattico a
livello muscolare.
Il suo nuovo stile di vita ha avuto benefici anche nella fibrosi
cistica, problema ufficialmente incurabile.
Ha sempre avuto le transaminasi del fegato mosse, ora due valori su
tre sono rientrati, arrivando a dimezzare le medicine. Non usa più gli
integratori ed enzimi.
Il 21 febbraio scorso ha avuto la visita al centro fibrosi cistica di
Verona, e il medico è stato molto curioso di capire bene il percorso
che aveva intrapreso.
Sono certo, visto l’enorme forza e determinazione di Emanuele, che a
ottobre 2012, cioè al prossimo congresso internazionale sul diabete,
avrà altre cose importanti da comunicarci nel sua viaggio intrapreso
verso la totale guarigione fisica e spirituale…

Giorgio 72 anni, diabetico dal 1984.
Ha scoperto di avere il diabete dopo un banale esame del sangue.
All’epoca pesava 112 kg (oggi 75) e subito sono iniziate le
problematiche legate al diabete. I denti hanno iniziato a cadere come
birilli, poi una retinopatia lo ha reso ipovedente, per non parlare di
problemi circolatori alle gambe. Visto che nessuno gli sapeva spiegare
nel dettaglio, ha iniziato a studiare seriamente il diabete. Pian
piano venne a conoscenza che ci sono cibi glicemici e cibi meno
glicemici, e ha iniziato a stare attento alle dosi degli alimenti
ingeriti.
La sua scoperta è stata quella di mandare via gli zuccheri che
introietta con l’alimentazione attraverso un movimento corporeo serio.
Ha stabilito che circa 40/50 minuti di camminata a ritmo sostenuto,
gli abbassano 50 punti glicemici. E in questa maniera ha tolto
l’insulina e sta sempre meglio. Ogni giorno fa 90/100 minuti di
cyclette, delle belle camminate al sole con gli amici e quando mangia
un po’ più del solito aumenta l’attività.
C’è da dire che Giorgio fa un unico pasto al giorno!

Angelo, età 50 anni, diabetico da 12.
Faceva 80 unità al giorno di insulina, aveva un diabete di Tipo 2 ma
con i sintomi del Tipo 1.
Vegetariano da oltre 27 anni, mangiava però malissimo: abbondava di
formaggi, cereali raffinati e dolci (errori che molti vegetariani
commettono), e un giorno infatti si è trovato il diabete.

Ha iniziato con il crudismo (verdure, frutta, noci e semi, avocadi) e
fin dal primo giorno ha dimezzato insulina.
La glicemia soprattutto i primi due giorni si alzava a 250-300. Al
terzo giorno la glicemia si è abbassata moltissimo arrivando a 60 e
per paura di andare ancor più sotto ha tolto l’insulina completamente.
La glicemia allora ha iniziato ad alzarsi a 300-350. Ma lui continuava
imperterrito e fiducioso.
Dopo una sola settimana è scesa e si è stabilizzata sui 120-130, e lì
è iniziato il vero miracolo.
Il giorno che senza insulina si è alzato alla mattina e ha trovato 130
gli è venuto da piangere.

Sono due anni e mezzo che non usa più insulina e sta benissimo, non si
ammala più, ed è ringiovanito di molti anni. Ha molta più energia di
prima, molta più tranquillità e concentrazione.
Per tre mesi ha mangiato solo alimenti crudi e poi ha iniziato
lentamente a inserire patate, spinaci e verdura cotta in generale,
fagioli e dopo qualche mese cereali integrali come il riso.
Oggi si permette anche una pizza e la sua vita è tornata normalissima.

In conclusione, parlando della mia regione, il Veneto, un anno fa
circa, conoscevo una sola persona guarita completamente dal diabete:
Angelo.
Oggi sono ben quattro!
Vista l’importanza sociale, visto l’enorme interesse suscitato e il
numero di persone, bambini inclusi, toccate dal problema, stiamo
organizzando per ottobre 2012 un secondo importante Congresso sul
diabete.
Vi posso assicurare che numerose nuove testimonianze lasceranno a bocca aperta…

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Categorie:"Lo sapevate che...." by Daniel Evangelista

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