Grandi marchi in svendita: il “made in Italy” ci scappa di mano!


Grandi marchi in svendita: il “made in Italy” ci scappa di mano!

Tutto cominciò con la Barilla, che fu comprata dagli americani nel 1970, se ne parlò molto e fu uno dei primi grandi marchi italiani ad esser comprati dagli stranieri (ma anche uno dei primi a ritornare, soltanto 10 anni dopo, di nuovo italiano, poiché la famiglia Barilla ricomprò tutto!) La Nestlè negl’anni 80 fece campagna acquisti e si portò via Buitoni, Motta e Perugina. Nel 1985 la Kraft si comprò l’Invernizzi. Nel 1993 ecco ricomparire nuovamente la Nestlé che si porta via Antica gelateria del corso, Sanpellegrino e Locatelli. Nel 1995 la Heinz si compra le Fattorie Scaldasole e nello stesso anno un fondo azionario americano si compra la triestina Stock. Nel 2003 una company sudafricana si compra la Birra Peroni. I grandi marchi italiani vengono pian piano cannibalizzati da multinazionali che si conquistano a suon di milioni una posizione nel “made in Italy”. Nel 2011 la francese Lactalis si è portata a casa il 29% di Parmalat, i russi si sono acquistati 2 terzi della famosissima Gancia, la AR pelati, leader mondiale nel confezionamento di pomodori pelati è stata acquistata per il 51% dalla Mitsubishi. E adesso anche il Pastificio Annoni non è più italiano, acquisito da un colosso, produttore di pasta del Nord America. Tra coloro che fanno molta attenzione ad accaparrarsi i marchi italiani c’è sicuramente il gruppo Unilever, che si è portato a casa i gelati Algida, l’olio d’oliva Bertolli (poi ceduto alla spagnola Sos Cuetara), le confetture Santa Rosa e anche il riso Flora. La Sos Cuetara è una società spagnola che guarda all’Italia con molta avidità: ha effettuato diverse acquisizioni tra cui la Minerva Oli (proprietaria del marchio Sasso), la Carapelli e, rilevandole dall’Unilever, la Bertolli e l’olio Dante (quest’ultimo è stato poi ricomprato dall’italiana Mataluni nel 2009, un caso più unico che raro che sicuramente andrebbe premiato!). Se si esce poi dall’alimentare se ne vedono delle belle e dopo Gucci e Valentino, anche il marchio Bulgari è stato venduto all’estero. Poche settimane fa, la casa automobilistica tedesca Audi, che in passato si era già comprata la Lamborghini, si è portata a casa un fetta di un famoso marchio storico del mondo delle motociclette: la Ducati motor, incontrastato mito tricolore delle due ruote. Oggi la coldiretti critica le scelte del gruppo triestino “Stock spirits group” il quale strozzato da tasse e gabelle scappa in Boemia. Ormai in Italia è diventato impossibile fare impresa: chi può svende e chiude, chi non riesce a farlo apre in altri Paesi; chi se la sente di criticare le scelte di questi imprenditori, forse costretti a fare scelte che mai avrebbero voluto fare?

 

By “http://www.degusta.it

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Categorie:by Marco Medaglia

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