Racket del pesce: le frodi continuano


Pangasio

Il racket del pesce fa affari d’oro.

Comprano pesci a meno di 2 Euro al kg e li rivendono con nome diverso otto, dieci volte di più: un business colossale fatto di commercianti senza scrupoli. Aumenta così il numero di pesci “finti” che vengono proposti nelle mense aziendali o scolastiche e dai tanto moderni centri pasto collettivi. La frode d’onore spetta sempre al “pangasio”, allevato nel delta del fiume Mekong e spacciato come sogliola, platessa, coda di rospo o filetto di cernia anche nelle mense dei nostri bambini. Se messo a contatto con alghe rosse cinesi, in una notte il pangasio diventa anche branzino! Altra frode è quella del pesce persico nostrano sostituito furbescamente con il “persico africano” (detto persico del Nilo) pescato nel lago Vittoria in condizioni ambientali ed igienico sanitarie disastrose. Il merluzzo fresco viene invece sostituito illegalmente dal pollak dell’Alaska. Il tanto pregiato e ambito pesce spada (che costa mediamente 20 euro al kg) viene sostituito dallo squalo smeriglio e altri squaliformi (che costano dieci volte di meno), pescato nei mari cinesi e introdotto in Europa attraverso la Turchia. La fila dei falsi è lunghissima: il dentice rosa spesso sostituito da banale “pesce pagro”, il palombo sostituito dal pesce “spinarolo” e non si risparmia neanche il famoso baccalà che viene confuso dal più economico filetto di brosme (una specie di baccalà pescato nei mari del nord) e il polipo fresco spesso arriva congelato dal Vietnam insieme a cappe spacciate per vongole nostrane. Ultima vergogna nel pesce lowcost: la tilapia, pesce di acqua dolce, prodotto di punta della piscicoltura cinese che costa pochissimo perché allevata con carogne di polli e resti di animali morti e a volte colorata con monossido di carbonio. E’ nella lista nera degli ambientalisti, un alimento da evitare, ma è presente sulle tavole di mezzo mondo e il suo consumo aumenta perché costa poco: la catena americana WalMart ne importa 200 container al mese e abbiamo cominciato ad importarla anche in Italia. Insomma diffidate del pesce che costa troppo poco e non consumate mai pesce all’interno di mense e ristorazioni collettive che propongono pasti e piatti a prezzi esageratamente “lowcost”.Racket del pesce: le frodi continuano

By “Degusta”
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Categorie:by Marco Medaglia

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