I grandi Tarocchi :Il Tiramisu


Ecco un altra puntata di una delle ricette più maltrattate della nostra splendida Cucina

Tiramisù

La videoricetta del più rinomato e goloso tra i dolci della tradizione gastronomica italiana.Tiramisù

INGREDIENTI

per 4 persone

  • 4 tuorli d’uovo
  • 2 albumi d’uovo
  • 160 g di zucchero
  • 500 g di mascarpone
  • 16 savoiardi o pavesini
  • 25 cl di caffè
  • 2 cucchiai di cacao in polvere

PREPARAZIONE

20 minuti per la preparazione

Per la video Ricetta Cliccare qui  Video Ricetta

Separate i tuorli dagli albumi rompendo le uova una per volta e versando il bianco dell’uovo in un bicchiere mentre fate scivolare il rosso da un guscio all’altro.

Battete i tuorli con lo zucchero per un paio di minuti con una frusta o con un mixer, fino ad ottenere un composto gonfio e schiumoso, al quale aggiungerete il mascarpone, mescolando per bene fino ad ottenere una crema morbida e omogenea.

Montate quindi, con una frusta elettrica o a mano, 2 degli albumi a neve ferma e, una volta che saranno ben gonfi, versateli nel composto di mascarpone e uova preparato in precedenza.
Amalgamate il tutto mescolandolo con molta delicatezza con un movimento del cucchiaio che proceda dal basso verso l’alto.

Una volta pronta la crema al mascarpone, potete passare a preparare il vostro tiramisù.

Il tiramisù può essere presentato in diversi modi preparandolo o in uno stampo unico o in monoporzioni.

Nel primo caso, munitevi di una teglia o una tortiera non troppo grande e adagiate uno per volta i savoiardi sul fondo, dopo averli immersi nel caffé per non più di un secondo. Una volta che avrete ricoperto l’intera superficie della tortiera con i savoiardi, ricopriteli con metà della crema al mascarpone, livellandola per bene con una spatola e spolverizzate il tutto con il cacao in polvere. Quindi disponete sopra la crema un nuovo strato di savoiardi immersi come prima nel caffé e, una volta occupato tutto lo spazio disponibile, ricopriteli con la restante crema, che dovrete nuovamente livellare, e spolverate abbondantemente con polvere di cacao.

Ponete quindi a riposare in frigo per almeno 3 ore e servite freddo.

Se invece volete servire il tiramisù già porzionato, potete utilizzare delle coppette o dei bicchieri da martini.
In questo caso utilizzate 4 savoiardi per ogni porzione, immergendoli ad uno ad uno per un secondo nel caffè e adagiandoli verticalmente nella coppa con una delle estremità che tocca il fondo del bicchiere e l’altra che ne esce.
Riempite quindi la coppa con qualche cucchiaiata di crema al mascarpone facendola distribuire per bene in tutta la coppa dando qualche colpetto sulla base del bicchiere con il palmo della mano.

Spolverate quindi la coppa con abbondante polvere di cacao e fate rassodare in frigo per 2-3 ore prima di servire.

STORIE NEL PIATTO

Il tiramisù è senza alcun dubbio il dolce al cucchiaio più amato dagli italiani e probabilmente proprio per questo motivo sono molte le regioni che se ne contendono la paternità, ognuna con una leggenda diversa riguardo l’invenzione di questo cremoso e golosissimo dolce.
Sebbene sia in realtà probabile che questo dolce sia stato il frutto di alcune ricette tipiche modificate nel tempo, una delle leggende più diffuse e verosimili, narra che una versione primitiva di questo dolce nacque sul finire del XVII secolo a Siena quando l’allora Granduca di Toscana, Cosimo II de’ Medici, soggiornò per qualche giorno nella cittadina oggi famosa per lo storico Palio.
Proprio per rendere omaggio alla sua visita, infatti, sembra che la corporazione dei pasticceri senesi decise di inventare un nuovo dolce dagli ingredienti pregiati in onore del granduca che ai tempi era famoso come golosissimo buongustaio. Il dolce, che in onore di Cosimo II venne chiamata la zuppa del duca, piacque così tanto al nobile fiorentino che questi decise di introdurla alla sua corte da dove, grazie al grande viavai di intellettuali ed artisti, si diffuse nel resto d’Italia, giungendo anche a Venezia. E, secondo la leggenda, fu proprio nella città di Giacomo Casanova che questo dolce, considerato dai cortigiani un potente afrodisiaco, si guadagnò il nome di Tiramisù.

LO CHEF CONSIGLIA

Per ottenere degli albumi montati alla perfezione potete aggiungere un pizzico di sale prima di montarli. Fate inoltre attenzione che non sia presente alcuna traccia del tuorlo nè di grasso sugli strumenti.

By    http://www.academiabarilla.it

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Categorie:I grandi Tarocchi d'Italia

1 reply

  1. La ricetta del tiramisu non è presente nei libri di cucina precedenti agli anni sessanta. Ciò consente di supporre che il tiramisù come lo si conosce ora sia una recente invenzione.[1][2][3]Elemento ulteriore è la mancata identificazione del dolce nelle enciclopedie e dizionari degli anni Settanta e Ottanta dello scorso secolo.[4][5][6]Il dizionario della lingua italiana Sabatini Coletti fa risalire la prima menzione del nome al 1980.[7]

    Tra i dolci della tradizione pasticcera italiana il tiramisù non ha evidenti corrispondenti salvo che con la Bavarese Lombarda con la quale presenta affinità per la preparazione e la presenza di alcuni ingredienti come i savoiardi ed i tuorli d’uovo (assodati e non crudi in quest’ultima). Nella bavarese vengono utilizzati anche il burro ed il rosolio (o alkermes) ma non il mascarpone e il caffè.[8]

    Giuseppe Maffioli (1925-1985) esperto enogastronomo nel 1981 nella rivista “Vin Veneto: rivista trimestrale di vino, grappa, gastronomia e varia umanita del Veneto” storicizza la creazione del dolce verso la fine degli anni 60 “poco più di due lustri or sono” localizzandolo presso il ristorante “Alle Beccherie” di Treviso gestito dalla famiglia Campeol ad opera di un cuoco pasticciere che aveva lavorato in Germania, Roberto “Loly” Linguanotto[9][10]. Il nome del dolce in veneto “tiramesù” poi italianizzato in “tiramisù”, sarebbe stato adottato per le sue capacità nutrizionali e ristoratrici anche se altri affermano maliziosamente che il nome sia dovuto a presunti effetti afrodisiaci. Il Maffioli identificava il tiramisù tra i dolci al cucchiaio di stampo asburgico anche se, sostanzialmente, lo definiva come una variante della zuppa inglese. La sua diffusione è stata rapida sia nel Veneto che in tutta Italia. [11][12][13]

    Il Linguanotto in una intervista[14] afferma che la prima ricetta deriverebbe dallo “sbatudin” un composto di tuorlo d’uovo sbattuto con lo zucchero utilizzato comunemente dalle famiglie contadine come “ricostituente” a cui venne semplicemente aggiunto del mascarpone. Una ricetta del tiramisù si può trovare nel libro “I dolci del Veneto” di Giovanni Capnist del 1983 anche se il dolce non è indicato con il suo famoso nome.[15]

    Ulteriori conferme alla storicità e localizzazione del dolce possono essere ritrovate anche in testi più recenti come “Cucina e tradizioni del Veneto” (testo per istituti alberghieri), anch’esso localizza la creazione del dolce presso il ristorante “Beccherie” di Treviso da parte di un cuoco con precedenti esperienze mitteleuropee, il testo presenta maggiori incertezze per il collocamento temporale “dell’invenzione” individuato “nell’immediato dopoguerra”, nel libro “L’Italia dei dolci” edito dal Touring Club Italiano nella sezione relativa alla regione Veneto il tiramisù viene definito “dolce moderno per eccellenza” ed oramai diffuso in tutto il mondo. [16][3] L’origine veneta del dolce viene più genericamente affermata anche da enciclopedie e vocabolari.[17][18]

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