Il radicchio rosso di Treviso


 

Il radicchio rosso di Treviso

 

Anche chi non e’ mai stato a Venezia sicuramente avrete visto il radicchio rosso di Treviso, ormai questa pianta appartenete alla famiglia della cicoria viene spedita fresco anche negli Stati Uniti d’America e addirittura viene anche coltivata.

Il radicchio rosso con le foglie cremisi e le grosse costele bianche, quando va in germogliazione non lascia intuire il suo futuro.

Il colore straordinario di questa pianta, la forma allungata a fiamma e la radice tozza sono caratteristiche selezionate e perferzionate dall’uomo, gia’ cosi come si mostra non e solo apprezzato per la sue forma estetica ma anche per la dolcezza delle foglie abbinata con l’amarognolo delle coste bianche creando un sapore unico ed insolito.

Le foglie sono tenere e delicate mentre la parte Bianca si presenta carnosae croccante.

Secondo alcuni cenni storici si dice che questa pianta e’ stata creata dal britannico  belga, Frank Van Den Borre nel lontano 1860 a Preganzoil nei pressi di Treviso, di cui era famoso grazie alle tecniche agricole per modificare le piante, l’insalata belga e’ un esempio conosciuto, cosi lo spinse a sperimentare su questa pianta  dei metodi per modificare lo sviluppo delle foglie interne.

Nella zona di Treviso  questa pianta viene seminata nella prima luna piena di luglio, in passato invece I semi venivano coperti con il letame , oggi invece vengono impiegati fertilizzanti chimici per produrre radici forti.

Quando arrivano I primi geli invernali non ci sono molte cose da fare cosi iniziano I contadini nella fase di trattamento intensivo quindi le piante vengono raccolte in mazzi dove una volta venivono di nuovo coltivati nel letame fresco per una settimana e stavano al caldo, con umidita’ e al riparo della luce.

Durante questo periodo le foglie esterne appassivano e venivano eliminate, invece quelle all’interno della pianta assumevano un colore rosso intense e di sapore amarognolo.

I mazzi di radicchio venivano immerse nell’acqua tiepida che la facevano scorrere in vasche di cemento e collocate al buio, in modo da velocizzare la coltivazione.

Per molti da quando e’ stato eliminato il sistema di coltivazione con il letame il radicchio non e’ piu lo stesso di una volta.

Il radicchio si puo definire una pianta o tardiva o precoce cio lo distingue la forma delle foglie, la varieta di radicchio precoce si trova da settembre fino a novembre qui le foglie si presentano piu’ larghe ed aperte e viene considerate meno pregiato del tardivo, che compare da fine novembre e dura fino alla fine di marzo.

Il tardivo viene anche chiamato spadone  per la forma a lancia e dale foglie di un rosso piu scuro e la costola piu’ grossa, tra tutte le verdure di insalata questa e’ la piu pregiata.

L’ultimo sabato prima della festa di natale a Treviso si svolge la fiera annual del radicchio di Treviso dove si premia il radicchio piu bello, qui i coltivatori presentano le ceste di radicchio nella piazza dei Signori difronte al palazzo dei Treccento e vengono assegnati I vari premi come : colore, bellezza delle foglie, proporzione e la grandezza delle radici.

Altre varieta di radicchio troviamo quello di Castelfranco, di Chioggia, di Verona ma hanno forme tondeggianti, colori diversi chiari o scuri sapore diverso e radici differenti dal radicchio di Treviso.

In cucina esistono varie preparazioni e gli chef ne creano ancora oggi di infinita’ questa pianta si puo’ anche cucinare alla griglia, preparare risotti e fare delle ottime insalate

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Categorie:By Giovanni Fortugno

10 replies

  1. lingua italiana non merita di essere sottovalutata soprattutto se abbinata alla tradizione culinaria-che,a volte,è anche innovazione,sperimentazione e scoperta di potenzialità inimmaginabili-.È sufficente un po’ di attenzione alla punteggiatura,all’uso dei verbi e delle subordinate.Tutto qua,poi gli ingredienti faranno la loro parte indisturbati. Buon lavoro!

    p.s.:la invito a visitare e commentare la rubrica Cucina Intelligente del sito http://www.larivistaintelligente.it (dal menu Costume della barra in alto).

  2. scusate per gli errori di ortografia dovuti allo stato di battitura….veloce ciao e buona giornata

  3. gli articoli di questo blog sono sempre molto interessanti, peccato per il pessimo italiano in cui sono scritti.

    • Egregio Penna Bianca, davvero dispiace, ha ragione, ma non tutti, siamo iscritti alla Accademia della Crusca, pertanto, perdoni gli errori macroscopici, cercheremo di studiare così da non irritarla. Resta comunque importante, anche più della perfezione della lingua, che ci sia una informazione così precisa e interessante. La saluto cordialmente e ancora perdoni.

      • Non intendevo recare alcuna offesa,solo puntualizzare un difetto.Non è necessario frequentare gli accademici della crusca per usare un buon italiano scritto.Del resto,non sono pochi gli chef che hanno fatto della letteratura un buon veicolo per la loro arte culinaria.Pensi a Fabio Picchi,fine scrittore quanto pregevole cuoco e conoscitore dell’alchimia della preparazione del cibo come piacere per la mente e il fisico.Apprezzo molto,mi creda,questo sito tanto da seguirlo anche su facebook,ma la nostra bella

    • Caro/a “Penna Bianca ” e bene e un mea culpa se ci sono errori ortografici nel Blog
      ma a parziale scusante ce il fatto che nessuno di noi “editrori del Blog ” e un professionista della penna ma piuttosto tutti Professionisti della padella
      che fanno questo per passione e divertimeto

      ovviamente nei ritagli di tempo ( che in genere sono pochi),quindi non ce ne volere
      e un modo per divertirci e ci scusiamo se avvolte l’italiano viene un po maltrattato

  4. no non e’ la stessa qualita’…..ecco altre notizie sul radicchio di treviso

    RADICCHIO ROSSO TARDIVO… HA UNA STAGIONALITA’ CHE VA DA NOVEMBRE AD APRILE, PUNTA DI DIAMANTE DELLA CULTURA GASTRONOMICA TREVIGIANA ASSIEME AL PEPERONE-AL RADICCHIO DI CASTELFRANCO ED AD ALTRE PRELIBATEZZE CHE LA TERRA OFFRE.. CONOSCIUTO IN TUTTO IL MONDO, PER IL SUO GUSTO INEBRIANTE SI USA IN MOLTEPLICI MODI, MOLTO PREGIATO E PUO’ ARRIVARE AI 12 EURO AL KG..
    IL PRELIBATO FRUTTO SI OTTIENE RACCOGLIENDOLO DAI CAMPI E PONENDOLO IN GROSSE VASCHE, CON ACQUA DI FALDA PROVENIENTE DIRETTAMENTE DAL SILE, PER SOTTOPORLO ALLO SBIANCAMENTO, ANTICICHISSIMA TRADIZIONE DELLA MARCA..
    E PENSARE CHE NELL’ANTICHITA’ QUESTA “CICORIA”ERA IL CIBO DELLA POVERA GENTE ORA DIVENTATO IL TOP PER ECCELLENZA DI RISTORATORI E COLTIVATORI… MA SI DEVE ATTENDERE FINO AL 1862 PER AVERE LE PRIME NOTIZIE CERTE SUL RADICCHIO ROSSO, INFATTI L’UNICO LIBRICINO CHE POTRTA TALE ARTICOLO E’ “L’AGRICOLO ALMANACCO 1862”.. MA FU PRESENTATO DAI TREVIGIANI AD OPERA DELL’AGRONOMO DI ORIGINE LOMBARDA GIUSEPPE BENZI NEL 1900, E DIEDE VITA ALLE PRESENTAZIONI E MOSTRE DELLA NOSTRA DELIZIOSA ROSSA CICORIA.. COMUNQUE SI RACCONTA CHE LA PRESTIGIOSA PIANTA CRESCESSE LUNGO I FOSSI, E AI BORDI DEGLI ORTI SPONTANEA AFFINCHE’ NON SI SCOPRI LA POSSIBILITA’ DI TRASFORMARLA NEL CROCCANTE RADICCHIO PER MEZZO DELL’IMBIANCHIMENTO..

  5. Ho assistito in un programma TV un altra varietà di radicchio denominato radicchio rosa, che ha la forma di una rosa sbocciata, e che viene coltivato, nella zona di Gorizia. La qualità è la stessa di quella di Treviso??

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