Un passo alla volta.


 

Un passo alla volta.

Ogni tanto (una volta all’anno) quando svuoto la cucina per imbiancare, sgrassare e fare la consueta manutenzione, do volentieri uno sguardo ai vecchi attrezzi (schiumarole, mestoli, mattarelli, ecc) che mi hanno iniziato a questa professione.  Scopro di avere ancora utensili che non ricordavo più di possedere, le cose con cui ho affrontato tante sfide, tante difficoltà e raggiunto anche tanti traguardi inaspettati.  Molte soddisfazioni, arrivate non aspettandosi niente.  Questo e’ il segreto.  Bisogna davvero vivere un giorno alla volta, senza aspettarsi nulla.  Se si sbaglia (a me e’ capitato tante volte) si ricomincia tentando di ricostruire quello che di buono si era creato fino ad allora, senza preoccuparsi troppo del domani che e’ troppo lontano e troppo difficile da prevedere.  Che bella la cucina con le sue conquiste ed i suoi “normali” insuccessi; e’ una grande metafora della vita…così come le corse di endurance….io ne faccio alcune, ogni anno, solo con me stesso e lo zaino in spalla: quando parte una gara penso sempre che non ce la faro’ mai, le crisi sono tante ma alla fine arrivo, arrivo sempre, un passo alla volta, un respiro alla volta e arrivo in fondo…e mi sento vivo!
Nel mio peregrinare per le cucine di tanti posti diversi per cultura e tradizioni ho imparato che il mondo e’ davvero grande e pieno di occasioni: bisogna muoversi e coglierne qualcuna.  Spesso lo dico alle mie figlie e spesso loro mi chiedono: “ma come si fa a riconoscere un’occasione?”
Non si può.   Ogni cosa e’ un’occasione.  L’importante e’ saper far vedere sempre che cosa si e’ capaci di fare.  Solo così si arriva a scoprire che mestiere facciamo e lo scopriamo da soli.
Non sempre i vari percorsi professionali sono divertenti ed io ho incontrato molti colleghi che non avevano per niente l’aria di divertirsi ma e’ inutile abbattersi per aver intrapreso magari una rotta  sbagliata: bisogna rialzare la testa e andare avanti!
Parlavo prima del Trail Running (corsa in montagna) perché la pratica di questa disciplina sportiva mi ha insegnato molto, mi ha migliorato come individuo e di conseguenza anche come cuoco.  La salita mi ha aiutato a conoscere la fatica, la cima di una montagna a pormi un obiettivo.  Il sentiero stretto mi ha insegnato a cedere il passo a chi cammina più veloce di me e la bellezza della natura che mi circonda nei miei percorsi mi ha insegnato il rispetto per le cose così come sono ed il rispetto per gli altri esseri umani.
In fondo a questo mio breve pensiero mi viene da dire che cucinare e’ un po’ come correre: cucini perché lo fai tu, perché ti va anche se fossi l’unica persona sul pianeta a farlo; allo stesso modo io corro perché mi piace farmi accarezzare il volto dal vento e per sentire la “voce” della natura che mi parla.
Quello che ognuno di noi fa e’ li da sempre bisogna soltanto imparare a riconoscerlo, interpretarlo e….semplicemente diventare quello che già siamo!
Chef Massimo Martina

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Categorie:By Massimo Martina

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