Riflessioni e confessioni…..


Riflessioni e confessioni…..

Leggendo i vari posting sul sito CIM a tarda notte, dopo una giornata di lavoro e di ( negli ultimi 2 mesi posso ammettere con gioia) soddisfazioni mi sono ritrovata a pensare……a come sono fortunata! E ho deciso per una volta (giuro vi annoio solo questa volta) ad uscire dal solito tema del mio blog………

Lasciatemi spiegare, praticamente cresciuta nei ristoranti,  ho visto di bello e di brutto, ho vissuto grandi soddifazioni  accompagnate da fiaschi finanziari e poche soddisfazioni (o orgoglio del prodotto servito) accompagnate da buoni  risultati finaziari……errori di valutazione, sia del mercato che del cliente, che dei proprietari o gestori del locale del caso, ho visto e partecipato in spese eccessive o spese insufficienti, in assunzioni indovinate o totalmente sbagliate, insomma potrei continuare la lista ad infinitum, e poi nei 5 stelle, corporativi e lenti come elefanti obesi nel cambiare, con F&B intelligenti e meno, con GM che sono convinti di avere il gusto del mondo in bocca, manager di ristoranti italiani egiziani che ti vogliono correggere lo spelling di scaloppini sul menu e via dicendo, ma……c’e’ sempre un ma’….ho realizzato che ho imparato ! Alleluja e finalmente come direbbe chi mi conosce!

Ho imparato a conscermi ed accettarmi, ad accettare quello che facevo per il bello e per il brutto. Insomma ho imparato ad essere onesta con me stessa e da li’ e’ stato facile esserlo con tutti quelli che mi circondano!

Noi, come esseri umani, siamo bravissimi a fare 2 cose in particolare, passare le responsabilita’ della nostra vita (e carriera) su altri o altro e a spararci sui piedi! Mi ci sono voluti anni per realizzarlo anzi, per accettarlo! Come cuoca e essere umano ho sempre saputo dentro di me cosa era giusto fare ma per comodita’ o  convenienza del momento ho, a volte, sviato o accettato “imposizioni” . In realta’ nessuno mi ha mai puntato la pistola  alla gola e mi ha detto fai cosi’ o ti sparo….. dunque come dicevo sopra, ho passato la responsabilita’ di quello che facevo alle “ragioni”  o alle persone del momento.

E brontola tu che brontolo io…….. depressioni e tragedie……

Mi rendo conto che ora suono “leggermente” utopica, ma con il senno del poi, o una vision piu’ chiara dovuta all’eta’ o esperienza se volete, so cosa avrei dovuto o anche potuto fare. Vado piu’ in dettaglio ora, quello che intendo dire e’ che la vita a volte ti porta davanti a svolte che non dovresti prendere  ma per una ragione o quell’altra a volte devi prendere; e qui si arriva alla parte” spararci sui piedi”  !

Quando dobbiamo o siamo obbligati a prendere queste svolte, magari perche’ abbiamo responsabilita’, tipo una famigia da crescere, nessun’altro lavoro a portata di mano, obbligazioni  tipo un mutuo da pagare ecc. ecc. invece di brontolare , inveire, accusare il mondo intero per la nostra sfortuna, dovremmo guardare prima di tutto al lato positivo e ringraziare il cielo che abbiamo la possibilita’ di mantenere la famiglia, di pagare il mutuo e cosi’ via e smetterla di lagnarsi o flagellarci moralmente….. e poi non cedere, continuare a provare  a fare la cosa giusta e continuare a guardarci intorno per vedere se nulla di meglio puo’ essere all’orizzonte e continuare a migliorarci perche’ solo cosi’ si trova “di meglio”

Insomma come dice il titolo di un libro di Richard Brenson  (Virgin CEO) e il suo motto favorito:

 “SCREW IT, LET’S DO IT”

E facciamolo con un sorriso di ringraziamento sulla faccia perche’ vi garantisco che tempi migliori arriveranno, tempi quando potremo essere forti abbastanza, o liberi (e’ il mio caso) di fare veramente quello che sognamo!  Eta’? non importa solo scuse (non mi assumono perche’ per “loro” sono vecchio) alla tenera eta’ di 56 anni posso dire che non ci assumono se non siamo chi vogliono o quello/a di cui hanno bisogno! L’eta’ cari miei e’ un’atteggiamento non un numero!!

Se potessi passare una “lezione di vita” a tutti giovani o no, insomma a quelli che magari si prenderanno il tempo per leggere questo  mio logorroico sfogo, e’ quella che e’ superfacile trovare scuse per non fare quello che si vuole fare veramente o a volte per darsi una smossa, ma se si crede fermamente a qualcosa  bisogna lavorarci duro e insistere! Difficile rinunciare alle cose che ci danno soddisfazioni immediate, rinunciare ad uscire con gli amici per studiare una lingua o leggere o lavorare extra ore, o lasciare il paesello ma dopo paga… eccome!

Per tornare a me, ho avuto la fortuna estrema (perche’ e’ stato un colpo di fortuna) di trovare un proprietario che ha creduto nel progetto e  ci si e’ buttato a cuore aperto, che mi ha dato l’opportunita’ di fare come credevo fosse giusto, che ha accettato la sfida di portare una cucina senza bastardizzazzioni in un paese dove un ristorante non vive (dicevano) senza la dannata pasta all’Alfredo del menu’  o le penne all’arrabbiata o la carbonara con la panna e cosi’ via….. che ha creduto all’onesta’ dei piatti, degli ingredienti  e perche’ no, alla mia!  Perche’ ha creduto che potesse essere fatto, che se anche altri erano contro l’idea, avremmo provato e continuato a provare finche’ il nostro goal sarebbe stato raggiunto! Perche’ e’ convinto sopratutto che il successo arriva se si ama quello che si fa’ e lo si fa con onesta’ e dedicazione…….. incondizionatamente!

E siamo pieni e dico pieni, sera dopo sera nonostante la situazione insomma, un po’ traballante del Bahrain…….. e ho avuto (incluso stasera) 3 e dico 3 persone sole che mi hanno chiesto l’Alfredo o le penne all’arrabbiata J e ovviamente ho risposto NO, ma con un bel sorriso e tanta gentilezza li ho invitati a visitare il “ristorante italiano” vicino che le ha nel menu!

Insomma   ragazzi e ragazze ……“SCREW IT, LET’S DO IT”

 

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Categorie:by Susy Massetti

4 replies

  1. Cara Susy,
    mi trovi in perfetta sintonia con il tuo pensiero, forse perchè abbiamo la stessa età? Forse perchè abbiamo avuto percorsi simili? Forse perchè siamo donne?……non so, ma quello che so per certo è che sono arrivata alle tue stesse conclusioni. Buon lavoro e buon anno nuovo!!!!!!!!

  2. Grazie Ragazzi! apprezzo veramente i vostri commenti! tanta buona cucina a tutti e ad un fantastico 2012!!

  3. D’ accordissimo con te Susy. Fra l’altro, assolutamente per niente logorroica ma interessante e saggia. In questi valori e principi morali che non hai paura di trasmettere mi fai sentire meno solo.
    Certe volte penso che e’una virtu’ in piu’saper cucinare all’estero. Perche’ riuscire a creare e consegnare un prodotto in tal caso un piatto alla clientela con prodotti differenti con esecutori non italiani a clientela non italiana senza prendere troppe scorciatoie o per quanto meno e’possibile non e’assolutamente facile.
    E’facile usare del buon parmigiano su un risottino ma e’da maestri consegnare un risotto ne’troppo al dente ne’ a mo’ di pappina ma comprensibile al morso con la giusta quantita’di sale e dolcezza ed acidita’ usando un formaggio simile per “varie ragioni” come se il parmigiano vero fosse presente.
    Ho girato tanto anche io e dopo molti calci nel culo a me ed alla mia anima forse ho trovato la situazione giusta e soddisfacente sia dal punto professionale ed umano.
    Non ti auguro di far meglio perche’sei una grande e non ne hai bisogno ma ti faccio i miei complimenti per essere riuscita ad arrivare alla pace e serenita’ personale e professionale rispettando lártista che e’in te.Il che significa essere Chef lontano da narcisismi e scoregge varie.
    Spacca spacca e spacca. Brava. Il tuo ristorante e’solo agli inizi.
    Adoro gli spiriti guerrieri.

  4. Cara Susy, anch’io ho spesso lavorato in paesi islamici dove determinati prodotti proprio non arrivano. In Turchia ho avuto il meglio di tutto tranne pancetta…quindi ho dovuto provvedere con qualcosa che garantisse un gusto il più possibile vicino a quello tradizionale e grazie all’italiaca arte di arrangiarsi l’esperimento ha dato buoni risultati. Ovviamente ho dovuto più volte intervenire in sala spiegando agli stupiti avventori russi la differenza fra cucina italiana e italiota districandomi con traduzioni russo/turco/italiano non sempre affidabili. Il nostro lavoro non è solo cucinare,come molti credono, ma se hai la passione il lavoro non ti pesa. Leggo spessosul portale del CIM annose quanto inutili polemiche dove colleghi scrivono solo per parlarsi addosso e gloriarsi di inutili risultati personali.provassero a lavorare in un altro paese dove non hai fornitori affidabili o che capiscano le tue esigenze, poi vienimi a spiegare come fai ad attenerti a rigidi canoni produttivi.
    buon lavoro e speriamo che l’anno prossimo il ristorante sia sempre tutto esaurito….
    ciao
    Paolo

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