Il Granchio


Oggi Rileggendo un vecchio articolo sul vecchio Sito del CIM

ho trovato questo articolo molto interessante e allora lo voglio riproporre e condividerlo con voi

Nome Comune:
Granchio
Nome Inglese:
Crab
Speci Presenti:
piu’ di 5000,   (Il BELLO?: se ne stanno scoprendo ancora!!!)
Ordine:
Decapodi (Decapoda)
Infraordine:
Brachiuri (Brachiura)
Classe:
Malacostraci (Malacostraca)

Famiglia?:

Insomma i granchi appartengono al tipo dei crostacei e come tutti gli animali del loro tipo hanno una corazza rigida detta esoscheletro che ricopre tutto il corpo. Le zampe sono articolate e mobilissime, molto efficienti.
I decapodi hanno, come dice il nome, 5 paia principali di arti, di cui 4 usati per la deambulazione e uno, di solito il primo, trasformato in chele utili per afferrare, tagliare, rompere.
La corazza esterna (o esoscheletro) durante l’accrescimento deve essere cambiata periodicamente, processo noto come muta.
I granchi si riconoscono per il fatto di avere un addome piccolo e ripiegato sotto il corpo dai gamberi (addome corazzato e che termina in una coda) e dai paguri (addome non corazzato).
Tra gli anomuri (paguri) i gruppi delle galatee e dei granchi porcellana non portano l’addome dentro una conchiglia vuota, e sono facili da confondere con i granchi.
Si riconoscono di solito per la forma allungata, per le antenne allungate e per le chele portate distese in avanti.
La posizione delle antenne e antennule anteriore agli occhi distingue i granchi dagli anomuri..I crostacei sono il primo gruppo animale (in termini evolutivi) ad avere dei veri arti, molto efficienti per camminare, per difendersi e per manipolare il cibo.
Questo spiega il loro successo evolutivo.
La posizione dei muscoli, interni rispetto allo scheletro, segue una logica opposta ai vertebrati ma non per questo meno efficiente.

Com’e’ fatto Il Granchio?:

Come i Gamberi anche i granchi hanno il corpo suddiviso in due regioni:
un capo e torace cefalotorace, coperto da un carapace rigido, da cui partono le 5 paia di arti principali, di cui il primo è sempre modificato in chele

addome di dimensioni ridotte e ripiegato sotto il cefalotorace.
A causa della posizione delle zampe, per molti granchi l’andatura migliore è una camminata laterale, in qualsiasi direzione (anzi, alcune specie tipicamente ruotano di 180° ogni tanto, per alternare le zampe, che spingono e quelle che tirano, (un 4×4 misto 😉 ).
Nel capo vi sono moltissimi organi di senso: occhi composti, sferici e montati su peduncoli e mobilissimi, cosi’ che riescono a vedere tutto attorno a sé, e antenne con terminazioni sensoriali (tattili, olfattive).

Le spine sul bordo del carapace sono caratteri utili per l’identificazione; cosi’ come l’addome del maschio ha di solito una forma triangolare; nella femmina risulta più largo e leggermente arrotondato. 
Nonostante ciò molto spesso passano inosservati al subacqueo, o perché sono molto piccoli, o con colorazioni particolari, o perché vivono in associazione stretta con altre specie animali, sulle quali si mimetizzano perfettamente.

(PS: solo per le donne 😉 ) Le uova vengono poste in incubazione tra l’addome e il cefalotorace, e sono visibili dall’esterno

Ma Come Cresce, Se il Guscio e’ Rigido?:

Lo scheletro esterno presenta un vistoso svantaggio: essendo rigido impedisce all’animale di accrescersi. L’accrescimento sarà possibile solo abbandonando il vecchio esoscheletro e sostituendolo con uno nuovo, col processo chiamato muta.
Il crostaceo esce dalla vecchia corazza con la nuova già addosso, appena formata, ancora tenera e estensibile.
Poi si rigonfia assorbendo acqua, in modo da dilatare la nuova corazza. Nei primi tempi porterà un abito abbondante, che gradualmente riempirà.

Quant’e’ Grande?:

Il diametro del carapace di questa specie di granchio è di 7-9 cm .
E’ opportuno ricordare che tra i Brachiuri le dimensioni variano notevolmente: dai pochi centimetri sino ai tre metri del più grande crostaceo conosciuto, ossia il Macrocheira kaempferi, che vive in Giappone.

Dove Vive?:

Vive in acque poco profonde nei fiumi, negli stagni e nei canali, dove, sulle rive ed argini scava la propria tana; e’ un animale notturno e si nutre principalmente di alghe, bivalvi, larve di insetti, vermi e di piccoli pesci intrappolati nelle reti.
In estate,verso la metà di luglio, gruppi numerosi di individui adulti cominciano a spostarsi verso la foce del fiume, percorrendo circa 8-12 km in 24 ore.

Ma Come Si Riproducono?:

La riproduzione avviene con un’accoppiamento e una fecondazione interna; infatti talvolta nei granchi l’accopiamento è possibile solo al momento della muta di solito tra settembre e ottobre. Infatti il maschio, quando individua (dall’odore) una femmina prossima alla muta, l’abbraccia con le chele e la tiene con sé nell’attesa del momento propizio.
La femmina porta con sé le uova, attaccate alle appendici dell’addome, fino alla schiusa.
Dalle uova fuoriescono larve, che solo dopo diverse metamorfosi diventeranno piccoli granchi.
A seconda delle dimensioni della femmina sono deposte 300000-900000 uova e le portano con se fino alla schiusa, durante la quale le femmine muoiono (e le donne qui dicono, sempre noi soffriamo!!!, scherzo ovviamente).
Inizialmente i piccoli granchi sono delle larve che silasciano trasportare dalla corrente e, attraverso diverse fasi di sviluppo, a circa 9 mesi d’età misurano 3 mm.

Ma Cosa Mangiano?:

I crostacei in genere esibiscono quasi tutte le variazioni possibili in tema di alimentazione. Esistono specie onnivore, erbivore, carnivore, specie che raccolgono il plancton e mangiatori di detrito

Orario Pranzo & Cena 🙂 ?:

Esclusivamente di notte, infatti molti dei loro predatori più temibili (essenzialmente pesci) dormono, quindi per il momento è favorevole per cercare il cibo e accoppiarsi.

Valori Nutrizionali:

Carboidrati:   1
grassi:   2
acqua:   79
proteine:   16,2
calorie:   87
Parte edibile:  35
calorie al lordo:   30

Curiosità:

In Cina: Ma i granchi maturano in autunno?
A Bacheng, una località della provincia del Jiangsu, ogni pietanza della gastronomia locale deriva dai prodotti del lago Yangcheng; pesci di ogni specie, gamberi, crostacei e lumache.
Per la gente del luogo la pesca autunnale ha un particolare fascino, con le luci dei pescherecci baluginanti nella brezza leggera della stagione, tra la luce della luna e il velo della nebbia, accompagnati da un vero e proprio culto dell’acqua da parte degli abitanti. La natura qui coincide con la stagione autunnale, il fascino del suo paesaggio e i prodotti del lago, che in questa stagione – a sentire chi abita qui – sono particolarmente ricchi: dice infatti la gente che i “granchi maturano in autunno”.
Il loro habitat naturale sono le acque profonde del lago, ma seguendo una luce, attratti da un bagliore, possono farsi più vicini alla costa, fino ad arrivare sulla riva, dove si rendono visbili avanzando sulle gracili chele e lasciando dietro di sé una scia di bava schiumosa.
C’è una leggenda secondo la quale migliaia di anni fa il paese era costantemente soggetto alle inondazioni e allora il coraggioso Da Yu si mise alla guida di un progetto di controllo delle acque. Lavorando giorno e notte alla costruzione degli argini, la gente vedeva arrivare a riva migliaia di granchi attratti dai fuochi del bivacco.
I granchi alla fine erano diventati così numerosi da cacciar via gli uomini, ma Ba Xie, uno dei funzionari che controllava i lavori, ebbe un’idea: scavò un cunicolo intorno alle tende e vi versò acqua bollente. La notte successiva, al primo tentativo di attacco, i granchi finirono nel cunicolo, bolliti a puntino e un delizioso profumo si sparse tutt’intorno.
Ba Xie ne tirò su uno e lo assaggiò: da allora i granchi bolliti sono diventati la specialità di Bacheng.
L’allevamento dei granchi oggi è per i pescatori locali una vera ricchezza. La pesca di notte è ormai una tradizione, l’autunno la stagione migliore: alcuni calano le lanterne a pelo d’acqua; attratti dalla luce, i granchi si arrampicano lungo la pertica, per finire diritti nelle mani dei pescatori.
I granchi vengono serviti con aceto e zenzero e accompagnati da un bicchiere di vino di Shaoxing. La gente del luogo insegna che vanno mangiati cominciando dalle uova o dalla parte grassa e finendo con le zampe e spolpando le chele: devono essere lavati, tagliati a metà, ricoperti di uno strato di pastella di burro e fritti.
Il piatto è noto internazionalmente col nome di fried crabs in butter, ma, se si deve fare una scelta, c’è l’imbarazzo tra granchi fritti e granchi affogati, un piatto di granchi già triturati in pezzetti minuti e lasciati marinare da tre a sette giorni nel vino locale.
Una portata di granchi semplicemente bolliti è però già sufficiente a giustificare qualche giorno d’autunno speso sul lago a Bacheng.
Il Granchio cinese soprattutto i maschi, con una folta peluria sulle chele è anche conosciuto come “granchio guantato”.

CARCINUS MEDITERRANEUS     LE MOLECHE

I granchi, come abbiamo detto nell’e-mail precedente, sono crostacei ossia sono rivestiti di una dura corazza, l’esoscheletro.

Questo è composto di proteine, chitina e sali minerali quali carbonato e fosfato di calcio.

Se da una parte uno scheletro esterno offre vantaggi di protezione e sostegno, e agevola la locomozione dell’animale, dall’altra non consente il suo accrescimento.

Per tale motivo, per aumentare di dimensioni, gli animali devono liberarsene e rivestirsi di una nuova corazza.

Appena l’animale si è liberato del vecchio esoscheletro, il suo corpo si presenta molle: da questo deriva il termine veneto moleca.

Il fenomeno detto muta, è un complesso processo fisiologico legato anumerosi fattori ambientali e comune a tutti i crostacei.

Il granchio di cui stiamo parlando è il Carcinus Mediterraneus comunemente chiamato granchio verde o granchio ripario.

Il Carcinus Mediterraneus è una specie caratteristica del Mediterraneo.

Abita le acque salate e salmastre prediligendo le zone litoranee con acque basse e le lagune, e di questi ambienti popola preferenzialmente le aree dei fondali ricoperte da Zostera.

È, infatti, una specie tipicamente eurialina ed euriterma, cioè tollera bene ampie variazioni di salinità e temperatura.

È onnivoro e si ciba prevalentemente di notte e con l’alta marea.
Il Carcinus Mediterraneus è un animale tipicamente stanziale anche se è in grado di percorrere diversi chilometri al giorno nel caso in cui le condizioni ambientali ottimali venissero a mancare.

La specie presenta uno spiccato dimorfismo sessuale che consiste nella forma dell’addome ripiegato sul ventre e nella forma, numero e funzione di particolari appendici trasformate dette pleopodi collocate sotto l’addome.

Le femmine hanno l’addome largo e arrotondato ed i pleopodi servono per trasportare le uova; i maschi presentano l’addome più stretto e appuntito e hanno soltanto i pleopodi anteriori usati come organi copulatori.

Il Carcinus Mediterraneus si riproduce da maggio a novembre, periodo in cui le femmine mutano: infatti perché avvenga la fecondazione è necessario che la femmina sia prossima alla muta e il maschio abbia l’esoscheletro duro.

Le femmine migrano poi in mare a deporre le uova.

Dall’uovo si schiude una prima larva, da questo momento, si susseguono più mute nell’arco di un anno fino al raggiungimento dello stadio di granchio adulto.

Da adulti i granchi maschi mutano in primavera e in autunno.

Il Ciclo Della Muta

La muta o ecdisi non è un evento improvviso ma il culmine di una serie di processi preparatory; ma:
La pre-muta:
è la fase preparatoria in cui il granchio smette di nutrirsi e rimuove dal vecchio esoscheletro il calcio, determinando un aumento della sua concentrazione ematica e depositandolo in particolari strutture dette gastroliti. In questo stadio lo strado di cellule posto sotto l’esoscheletro si stacca dal medesimo e comincia a produrre il nuovo involucro. Il segno premonitore della fine delle pre-muta è la fessurazione del carapace in direzione postero-anteriore. 
I granchi in questo stadio sono detti spiantani.

La muta o ecdisi:
stadio di breve durata in cui il granchio rigonfia il proprio corpo mediante l’assorbimento di acqua attraverso le branchie e sguscia fuori dal vecchio esoscheletro aiutato da particolari movimenti degli arti posteriori. 
Il granchio ora è rivestito della nuova cuticola molle perché non ancora chitinizzata e calcificata. 
In questa fase il granchio è delicatissimo, infatti i “molecanti” lo maneggiano con estrema cautela onde evitargli lesioni agli organi interni e causarne la morte. 
Le moleche se tolte dal contatto con l’acqua non continuano il processo della post-muta e si mantengono tali; coperte con un panno umido possono sopravvivere 2-3 giorni, tempo sufficiente per la vendita e la esportazione.

La post-muta: 
il granchio completa la distensione dell’esoscheletro e ne avvia la mineralizzazione prelevando il calcio dai depositi precedentemente costituiti.
Terminato il processo, l’assorbimento dell’acqua viene sostituito dalla sintesi della nuova massa dei tessuti mediante un alto turn-over di proteine e DNA. 
Il granchio riprende ad alimentarsi.

L’inter-muta: 
il granchio ritorna attivo e continua ad alimentarsi accumulando materiale di riserva.
La durata dell’inter-muta è variabile e dipende dall’età del granchio e dai fattori meteorologici e fisico-chimici dell’ambiente.
Questi stadi della muta avvengono con processi fisiologici regolati da interazioni ormonali. 
I granchi hanno particolari organi che producono due ormoni:l’ormone della muta o ecdisone (MH) e l’ormone inibente la muta(MIH). 
Quest’ultimo nel periodo tra una muta e l’altra inibisce la secrezione dell’ecdisone in forma e quantità tali da impedirne l’azione.
Nel momento in cui viene a mancare il controllo dell’ormone inibente la muta, l’ecdisone è rilasciato in circolo in grande quantità e va ad agire, in forma attiva, sullo strato di cellule al di sotto dell’esoscheletro e sull’epatopancreas stimolando così la produzione della nuova cuticola e il riassorbimento della vecchia.
Il ciclo delle muta è legato inoltre a fattori ambientali che agirebbero come stimoli.

La Produzione Delle “Moleche” Nella Laguna Veneta

I periodi dell’anno in cui è concentrata la produzione delle moleche vanno da fine gennaio a tutto aprile-maggio e da fine settembre a fine novembre.

I granchi vengono pescati con reti fisse, le trezze, terminanti con trappole cilindriche, i cogoli, collocate nei bassi fondali e lungo i canali naturali della laguna di Venezia.

Una volta raccolti i granchi, viene fatta la cernita osservando in particolare la diversa colorazione del ventre. Questa operazione è svolta su una particolare tavola detta gorna.
Vengono così separati i granchi boni che diventeranno moleche in breve tempo, gli spiantani che faranno la muta entro due giorni, i granchi matti che per questa stagione non muteranno più o che hanno appena mutato (moleche dure) e le masanete, le femmine, raccolte solo in autunno.

I granchi boni e gli spiantani vengono posti in vieri diversi: i primi vengono controllati ogni 3-4 giorni, per togliere i granchi diventati spiantani, i secondi 2 volte al giorno, perché se la moleca non viene tolta dall’acqua ricalcifica l’esoscheletro e non è più vendibile; inoltre ridiventa aggressiva e può uccidere gli spiantani indifesi.

Le femmine non vengono mai messe nei vieri con i maschi perché, se prossimi alla muta li indurrebbero a regredire a “matti” per accoppiarsi ed inoltre perché esse diventerebbero aggressive nei confronti dei maschi indeboliti dalla muta e li divorerebbero.

Ricerche E Prospettive…….
Dalla Camera di Commercio di Venezia!!!!

In tutto il territorio del Veneziano e nelle città dell’entroterra veneto le moleche sono considerate da sempre una prelibatezza alla quale, anche se costosa, è difficile rinunciare.

La molechicoltura è una attività strettamente locale che si tramanda di padre in figlio da generazioni e non ci sono altri sistemi per poterla apprendere.

È una attività che tuttavia sta scomparendo in quanto faticosa ad apprendersi, a praticarsi ed insicura in quanto dipendente dai fattori ambientali.

L’ASAP (Azienda Speciale della Camera di Commercio di Venezia per lo Sviluppo della Pesca e dell’Acquacoltura) sta portando avanti un progetto per la standardizzazione di nuovi metodi produttivi che possono agevolare i “molecanti” nella loro attività e promuoverne di nuove all’interno di un settore che consente ancora buoni redditi.

Tra le parti del progetto portate a termine c’è l’invenzione e la sperimentazione di una lampada che rende più evidenti le differenze esistenti tra granchi prossimi alla muta e non, che normalmente richiede l’occhio espertissimo del molecante.

Gli altri studi applicati in corso di svolgimento riguardano:
– il mantenimento dei granchi in vasche lontano dal loro ambiente naturale;
la produzione di moleche in ogni periodo dell’anno riproducendo e accelerando l’insieme di quei fattori naturali che regolano il meccanismo della muta e quindi la trasformazione del granchio matto” in “bono”.

Annunci


Categorie:By Chef Italiani nel mondo

Tag:, ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: