I grandi Tarocchi “Bucatini alla Amatriciana”


Bucatini all’amatriciana

Bucatini all’amatriciana

Continuiamo nel nostro viaggio nei piatti piu taroccati della nostra cucina

oggi e il turno dei Bucatini alla Amatriciana

vino  consigliato  Aprilia Sangiovese

Ingredienti

320 g di bucatini (o anche spaghetti e spaghettoni)
80 g di guanciale
4 pomodori rossi
1/2 cipolla
1 peperoncino
pecorino grattugiato
olio
sale

Procedimento

In una padella scaldate tre cucchiai d’olio, insaporitevi la cipolla tagliata a fettine molto sottili e, quando comincia a colorire, aggiungete il peperoncino sminuzzato e il guanciale tagliato a dadini, fatelo dorare e poi toglietelo dal recipiente e tenetelo da parte al caldo. Mettete nella padella i pomodori spellati, privati dei semi e tagliati a filetti, cuocete per circa 5 minuti. Lessate i bucatini in acqua salata, sgocciolateli, cospargeteli con i pezzetti di guanciale, quindi conditeli con la salsa di pomodoro e infine spolverizzateli con abbondante pecorino. Mescolate bene e servite.

Per saperne di più

Note Diretta antenata della “amatriciana” sembra essere la pasta alla “gricia” o “griscia” di Grisciano, borgo di cinquecento anime a pochi chilometri da Amatrice. La gricia, nata dall’inventiva delle donne del paese, che mescolavano gli ingredienti dei pascoli montani e degli allevamenti suini del fondovalle, non conosceva infatti il pomodoro che, dall’America, sarebbe arrivato in Europa solo alla fine del 1700. Poi, con il passare del tempo, inevitabile fu l’aggiunta del rosso vegetale al guanciale e al pecorino della pasta, gli altri due importanti ingredienti di questo famoso piatto.

Curiosità I pomodori dovrebbero essere quelli del tipo “casalini” coltivati nella campagna romana e ai quali spetta il merito del particolare sapore agrodolce che caratterizza la salsa, Pare che si debba a uno chef della capitale, originario di Amatrice, questa versione “in rosso” dell’amatriciana, nata invece “bianca” come raccontiamo nella nota qui sotto.

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Categorie:I grandi Tarocchi d'Italia

3 replies

  1. Cari Amici avete ragione, prima “alla gricia” senza cipolla e aggiunta di pepe nero, e a sequire diventa ” all´Amatriciana” come la ricetta publicata.
    Per l´abbinamento con l´Amatriciana la mia proposta è un Cesanese del Piglio o Affile DOCG veramente buoni e ottima relazione prezzo/qualitá.
    PS. Carbonara, Arrabiata, all´Amatriciana ecc. sono i piú MASSACRATI ,MA PERCHÉ SI DEVONO PROPORRE COMBINAZIONI INDEGNE CON IL NOME DI PIATTI DELLA TRADIZIONE?
    TUTTI SONO LIBERI DI CREARE NUOVE RICETTE, MA CREATE ANCHE UN NOME CHE LE DEFINISCA!!!!!!!!!!!!!
    Io che risiedo all´estero non metteró mai questi piatti in carta perché non sopporto confronti con i TARROCATI.

  2. Ciao caro
    tutte le opinioni sono rispettabilissime

    se hai seguito in precedenza la nostra rubrica
    prendiamo le ricette dal Cucchiaio d’argento come fonte piu vicina alla realta

    poi ovviamte vista la regionalita della nostra cucina ovviamete tutto e opinionabile

    grazie del tuo commento

    un caro saluto

  3. non si puo parlare di falso nella salsa amatrice di cui ne esistono dozzine di “s”versioni e per cortesia un po di rispetto non chiamatela amatriciana!

    il pomodoro… vade retro satana!!! (aglio, olio e scompiglio… che vergogna!)

    il vino consigliato… preso su google ?
    avrei accettato un montepulciano farnene montevecchio, chiuso gli occhi e imprecato sotto voce per un per un chianti riserva fontodi o felsina le cui uve sangiovese al 85% avrebbero dato pregio al piatto, ma un aprilia sangiovese… suvvia meritiamo di meglio, magari un odore di Ciro’ … con la benidizione di monsigno bagnasco.

    una amatrice che abbia rispetto di chi “ama” la “trice”… deve avere una cipolla bianca “sudata” 40/45 minuti con un appena di erbette e 3 punte di semi di finocchietto, un guanciale di “maialino” (ecco perche i guanciali iberici al momento del tempo presente son i migliori), affettato a lama di coltello che aggiunto verso la fine stufa insieme alla cippola fino a diventar appena croccante.. e poi l’arte del mastro della “cocina” che alza la fiamma all’ultimo e sfuma il tutto con un vino bianco che ha incominciato a passire… e se no un buon marsala secco da la sua santa benidizione….
    poi un cucchiao di brodo di ‘magro di carne suina’ per glassare l’unguento o acqua in cui si son cotti gli spaghettoni rigorosamente fatti a mano o al torchio con la semola vera.. saltati in padella insieme al’unguento detto salsa…. , una decente macinata di pepe nero…. mezza rama all’ultimo di quel ramerino che cresce selvatico lungo le sponde…. cacio di quello buono grattato sul piatto…. et voila madamoiselle et monsieur .. c’est la vie …
    e se siamo un sito di chef pizzico meno di amenita.. ci darebbero piu lustro…. o se no mettiamoci a leggere i tarocchi ….. che l’imppicato sotto la torre che non vede una stella, e il mago se la fa con la ruota della fortuna…. e nelle ns cucina facciamo il fashion show con i bunga bunga… che tanto arrivera’sempre lo sfigato padano del momento a dirci che il pomodoro e duro e verde mentre ci parla di secessione.. quando invece l’italia e’ una sola e anche i cuochi all’estero sono un gruppo solo ma che grazie ai tempi che furon e il berlusca che fu “lario” della cucina son divisi in due gruppi…. ma parlan la stessa lingua e amano gli stessi bucatini!

    baci, abbraccci e na tazzulina di caffe…. senza macchia per cortesia!

    SIDRAGESUM

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