Le Erbe Aromatiche


LE ERBE AROMATICHE

 

Aneto

 L’aneto è una pianta erbacea che può superare il metro di altezza. Le foglie sono molto frastagliate, di colore azzurro tendente al verde i fiori, invece, sono di colore giallo.
L’aneto è originario dell’Asia, era noto agli ebrei, ai greci e ai romani che lo utilizzavano molto in cucina.

Dell’aneto si utilizzano le foglie, i frutti e i semi. Viene usato per insaporire minestre, salse e preparazioni a base di pesce. Molto usato anche come condimento delle insalate in abbinamento a yogurt e panna acida.

I frutti dell’aneto si raccolgono alla fine dell’estate, le foglie ad agosto, prima della fioritura.

 

AGLIO

Secondo alcuni studi scientifici, l’aglio consumato crudo, aiuta a prevenire i sintomi da raffreddamento, grazie ad alcune sostanze solforose contenute in esso, e, responsabili dell’odore pungente e caratteristico. L’aglio fa parte della famiglia delle cipolle e, nelle diverse specie non va mai conservato in frigorifero.

 

ALLORO

Introdotta in Europa dall’Asia Minore, questa bella pianta ebbe in Grecia la sua leggenda, dedicata ad Apollo; con i suoi rami si incoronavano gli eroi, i personaggi illustri delle arti e della vita sportiva. Dal Peloponneso, le piante di alloro si sono diffuse in tutta Europa in particolare nei giardini, raggiungendo le coste della Manica e dell’Atlantico. E’ pianta usata in cucina, per profumare intingoli e aromatizzare selvaggina; è bene fare attenzione e non confondere le sue fogli con quelle del lauroceraso o dell’oleandro che sono tossiche. Con l’ aglio, il prezzemolo, il timo, e altre, fa parte delle piante aromatiche, note ed usate nelle ricette tipiche dei Paesi mediterranei. L’alloro è dotato di ben altre virtù meno note di quelle di stimolare le papille gustative. Infatti è uno stimolante ed un antisettico; un infuso delle sue foglie aiuta la digestione. L’olio ricavato dalle drupe è prodigioso per curare i dolori articolari, contusioni ed emorroidi. Alcune gocce dell’olio essenziale di alloro aggiunte all’acqua del bagno, hanno azione deodorante e rilassante.

 CAPPERO

Indigeno delle coste mediterranee, il cappero cresce addossato ai muri o alle rocce, che orna delle sue belle foglie lucide e dei caratteristici fiori bianchi. Fu coltivato, nei luoghi d’origine, fin dall’antichità; i greci e i latini apprezzavano le virtù gastronomiche dei boccioli fiorali giovani, i capperi. Un tempo i medici impiegavano la scorsa delle radici, ritenendola diuretica; la prescrivevano contro le malattie del fegato e della milza. Usato esternamente, il decotto della radice serviva a lavare piaghe e ulcere. I capperi freschi, non conservati sott’aceto, contengono in misura abbastanza elevata un flavone restauratore delle pareti dei vasi capillari.

ERBA CIPOLLINA

L’erba cipollina, europea o Allium Schoenoprasum, è l’ unica cipolla che cresce spontanea sia nel vecchio che nel nuovo mondo. E’più gracile e bassa della cipolla d’inverno, presenta, alla fioritura, delle graziose ombrelle globose di fiori rosa o porporini. Le sue foglie aghiformi ricrescono dopo il taglio. Ha uno stelo sottile e cavo e viene molto usata per aromatizzare e per decorare i nostri piatti.

 

 

MAGGIORANA

La maggiorana è originaria del Medio Oriente e fin dai tempi più antichi era coltivata per i fiori. Nei paesi caldi è perenne e si può usare sia fresca che essiccata; il suo aroma assomiglia a quello del timo, ma di questo è più dolce e odorosa. La maggiorana è molto importante in cucina in quanto trova numerosi impieghi in tutte le gastronomie europee. Poiché il suo profumo è molto delicato e si perde facilmente. Non è indicata nella preparazione di pietanze afrodisiache, inquanto ha proprietà rilassanti.

 

 

ROSMARINO

La parola deriva dal latino “rosmarinus” rugiada di mare. E’ un cespuglio che cresce spontaneo su terreni rocciosi e calcarei lungo le coste del Mediterraneo e il suo profumo ricorda quello delle pinete nelle giornate calde. E’ tra le erbe aromatiche più comuni, specie per gli arrosti, e viene usato sia nella cucina italiana che in quella francese, spagnola e greca. Se dosato opportunamente è ottimo non solo con la carne alla griglia ed arrosto, ma anche con il pesce e con tutti i piatti di carne aromatizzati con aglio, vino e aceto. Generalmente è usato a rametti, ma anche le sole foglie tritate finemente.

Si racconta che nel XVI sec. la regina d’Ungheria che aveva 72 anni, conquistò e sposò il re di Polonia grazie ad un distillato a base di rosmarino, lavanda e maggiorana. Il rosmarino è un ottimo stimolante della circolazione e un tonico del sistema nervoso; viene infatti uilizzato nella cura delle nevralgie e dei reumatismi.

 

TIMO

Il timo possiede tutte le proprietà terapeutiche del serpillo, con azione più efficace; l’elenco delle sue virtù è lungo. La difficoltà d’uso non consiste nel sapere in quali casi si può adoperare, ma nel saper controllare le dosi e la durata della cura. Il timo è una pianta originaria del mediterraneo occidentale; è presente sulle colline aride molto soleggiate delle nostre regioni marine, dove i suoi ciuffi legnosi spandono nell’aria il loro aroma penetrante. Un’infuso di timo è un salutare e gradevole succedaneo del tè o del caffè; le sue foglioline sono usate in cucina per aromatizzare il pesce e le verdure delle ricette delle regioni mediterranee.

 

 PREZZEMOLO

Dall’epoca romana non vi è orto in Europa, escludendo l’estremo Nord, dove non sia coltivata questa eccellente pianta aromatica, che verosimilmente è originaria del mediterraneo orientale. Pare che, stranamente, nel medioevo si coltivasse esclusivamente per uso medicinale. Le foglie fresche contengono ferro, calcio, fosforo ed un tasso elevato di vitamina A e C. Il prezzemolo è un fattore importante di equilibrio nutritivo: infatti, 5g di prezzemolo forniscono la quantità quotidiana necessaria di vitamina A e 30g quella di vitamina C. Il prezzemolo non si cucina, si utilizza alla fine della preparazione della pietanza, inquanto può rilasciare una sostanza tossica durante la cottura.

BASILICO

Di origini africane e indiane, il basilico si è acclimatato in Europa da secoli; in greco significa regale e si merita l’appellativo: è un ottimo rimedio contro l’ansia, la depressione, la perdita di fiducia e lo scoramento. Tonifica il sistema digerente, facilitando la digestione. È antispasmodico, quindi ottimo contro gonfiore, aerofagia, dispepsia. Antisettico e depurativo dell’intestino. Scioglie i dolori reumatici nell’acqua del bagno. L’olio essenziale di basilico oltre a combattere insonnia e nervosismo, stimola la memoria e la concentrazione.

 

 

PEPERONCINO

Il peperoncino fu scoperto, dagli europei nell’ America centrale, alla fine del XV secolo; era la sola spezia usata, da lunghissimo tempo, dagli indiani del Cile e del Messico. Introdotta in Europa dagli spagnoli, si diffuse rapidamente in tutte le regioni meridionali, oltre che in Africa e in Asia. Attualmente, occupa un posto importante nell’alimentazione di tutti i popoli dei paesi mediterranei e tropicali

 

 

ORIGANO

L’origano, allo stato spontaneo, è pianta di montagna da cui il nome scientifico dal greco oros, montagna, e da ganos, splendore. E’ ben noto nella storia dei semplicisti; nei vecchi testi di medicina, si parlava di una specie di origano a fiori bianchi, mentre l’Origanum vulgare ha i fiori rosa-porporina; inoltre, è spesso confuso con la maggiorana, che si è sporadicamente naturalizzata in Italia e viene coltivata in Liguria. L’origano ha proprietà medicinali indiscutibili, contenute nelle sommità fiorite, che i fitoterapisti usano in quanto svolgono un’azione efficace e stimolante sul sistema nervoso; inoltre, ha proprietà altalgica. Si può guarire rapidamente un torcicollo riscaldando dei fiori appena colti. Le sommità fanno parte della composizione dell’infuso detto acqua archibugiata; se ne può ottenere anche una bevanda dolce, aperitiva, digestiva. L’origano è usato per aromatizzare la pizza alla napoletana e per insaporire piatti regionali

 

SALVIA

La Salvia è stata tenuta in grande considerazione fin dai tempi più antichi; la sua efficacia era ritenuta estremamente valida dalla Scuola Medica di Salerno, che denominava questa pianta Salvia salvatrix. Tutte le specie di Salvia sono estremamente aromatiche e la officinalis è importante anche dal punto di vista culinario. L’origine del nome Salvia deriva dal latino salus, salute, con riferimento alle riconosciute proprietà curative e medicamentose di questa Labiata. La Salvia ha mantenuto, con lo scorrere del tempo, inalterata la sua reputazione: infatti, ancora oggi, si usa per aromatizzare le vivande, per proteggere indumenti e tessuti dalle tarme negli armadi, come cura di bellezza e per vincere i malesseri. E’ efficace, si dice, per curare stati di malinconia e calmare le crisi di asma. Il suo profumo intenso e il suo gusto sono invitanti, però non bisogna abusarne, perché la Salvia contiene le stesse sostanze tossiche dell’assenzio, ed è perciò controindicata ai temperamenti sanguigni e ipertesi

MENTA

Il nome Mentha, secondo la mitologia Greca, deriva da quello di una ninfa: Minte, amata da Ade, che Proserpina, sua moglie, per gelosia, tramutò in pianta. La menta era conosciuta in tempi remoti per le sue proprietà medicinali.
I greci e i romani univano la menta al latte finchè inacidisse per poi utilizzarla come digestivo. Plinio raccomandava di appendere rametti di menta nelle stanze degli ammalati, cosicchè rianimasse il loro spirito. Anche gli indiani d’America la utilizzavano per curare tossi e polmoniti. La menta, grazie ai suoi olii essenziali ha proprietà analgesiche e disinfettanti.
I Cinesi, anticamente, ne vantavano le proprietà calmanti e le sue virtù antispasmodiche. Ippocrate considerava la menta un afrodisiaco, mentre Plinio ne vantava l’azione analgesica. Oggigiorno, la menta si usa, insieme con verbena e tiglio, per preparare una tisana molto digestiva. Tutte le specie di menta hanno praticamente le stesse proprietà medicinali, dovute, principalmente, a un alcool estratto dall’essenza di menta, il mentolo, che sembra sia stato scoperto nei Paesi Bassi alla fine del XVIII secolo. Il mentolo si è rivelato un ottimo stimolante per lo stomaco, un antisettico e un analgesico, non senza pericoli per il sistema nervoso,perché, se usato a forti dosi, può provocare la morte agendo sul bulbo rachideo.

CORIANDOLO

Numerosissimi gli impieghi culinari del coriandolo. Entra nella preparazione di alcuni salumi, insaporisce verdure carne e pesce. I semi vengono utilizzati come spezia. Questi sono meno piccanti delle foglie, sono dolci con un lieve sapore di limone. Macinati i semi di coriandolo costituiscono l’ingrediente principale del curry e del garam masala. Le foglie, in Oriente, sono utilizzate al posto del prezzemolo.

 

DRAGONCELLO

Detto anche estragone, cresce nell’Europa Meridionale, ma anche in Siberia. Le sue foglie sono sottili, appuntite e molto fragranti e hanno un gusto simile a quello dell’anice. Si presta alla preparazione di minestre, salse, piatti freddi e caldi, marinate, aceto speziato e mostarda. A Siena, dove é molto comune, viene passato nella pastella, fritto e servito come contorno con piatti di fritto.

BORRAGINE

La borragine è un’erba con un sapore simile a quello del cetriolo. Infatti le foglie fresche sono usate nelle insalate per sostituire i cetrioli (chef avventurosi usano le foglie, appena scottate in acqua bollente, nelle insalate come sostituto per gli spinaci freschi), nelle minestre e zuppe a cui aggiunge un sapore caratteristico, e per insaporire il té freddo e bevande di frutta. I fiori sono usati nelle torte e altre preparazioni dolciarie come guarnizione delicata e mantengono il colore dopo la cottura al forno.

 

 CERFOGLIO

Questa specie di Anthriscus cresce spontaneamente nel Sud-Est europeo. Già apprezzato dagli antichi Romani, nel medioevo fu eccessivamente stimato in rapporto alle reali proprietà terapeutiche. Per uso aromatico o medicinale si adopera il cerfoglio fresco, perché il calore ne valorizzerebbe l’ aroma e i principi attivi. La pianta contiene vitamina C, a un tasso elevato, un principio amaro e il medesimo glucoside flavonico del prezzemolo. Il sapore stimola l’appetito; è digestivo. E’ molto importante saper distinguere il cerfoglio da alcune ombrellifere dello stesso genere, alcune di queste infatti possono essere tossiche; però nessuna ha il gradevole profumo del cerfoglio.

 

CRESCIONE

Il caratteristico aroma leggermente piccante e gradevole lo rende insuperabile nelle insalate e in tutte le preparazione crude come tartine ed antipasti. Usate per guarnire pietanze, preparare salse o come aroma per il pesce, con il crescione d’acqua si prepara anche un’ottima minestra.

 

FINOCCHIO SELVATICO

erba spontanea del bacino del mediterraneo,dalle caratteristiche foglie piumose, viene molto utilizzato nel sud italia per insaporire pesci alla griglia e porchetta.

In provenza viene usato nella bouillabaisse. A volte i rametti vengono bruciati insieme al carbone per aromatizzare pesci cotti alla griglia.

Annunci


Categorie:By Giovanni Fortugno

1 reply

  1. Amo usare il finocchio selvatico specialmente a una bella porchetta.
    http://casa-giardino.blogspot.com/2011/01/porchetta.html

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: