Apprendistato o schivitu’ legalizzata?


Apprendistato o schivitu’ legalizzata?

Se questo è il futuro dell’Italia allora meglio prepararsi alla fuga, ritengo che sia una vergogna, e hanno fatto bene sia la Confesercenti che la FIPE a non firmare questo testo, perché non solo non da una mano ai giovani ma li rende schiavi a vita.
In un mio precedente articolo avevo già affrontato l’argomento dell’apprendistato.
In primis bisogna stabilire un tempo dal momento che inizia e quando termina, si può stabilire solo con l’effettivo lavoro e studio con la partecipazione della scuola.
La mia idea è quella che il ragazzo una volta che inizia gli studi professionali avrà anche l’obbligo di fare 30 ore mensili in una struttura, dove non verrà retribuito poiché rientrerà nel metodo di studio scolastico, alla fine dell’anno, la struttura oltre ad informare periodicamente la scuola dei progressi e delle presenze avrà l’obbligo di assumere l’apprendista-studente per tutto l’arco estivo,retribuito secondo le leggi vigenti e cin contatto a tempo determinato.
Questo sistema durerà per tutto il triennio scolastico, ovvio che la struttura può richiedere il cambio in caso di voti teorici e pratici bassi, al termine dei tre anni di qualifica lo studente come avviene oggi può decidere se continuare gli studi o no, o farsi assumere dalla stessa struttura come contratto di apprendistato da professionista.

con questo sistema non solo lo studente non perde anni di studio ma non perde nemmeno anni di lavoro, poiche’ finito la scuola e’ pronto ad inserirsi nel mondo del lavoro avendo acquisito un esperienza seppur minima ma che gli puo’ garantire una professionalita’ futura.

Il testo cosi presentato mostra delle lacune in termini di diritti del lavoratore, come si fa a pensare che un lavoratore a 29 anni si considera un apprendista?

E’ evidente che il testo privilegia il datore di lavoro e non garantisce nessun futuro al lavoratore, la mia idea e’ in un certo qual mondo riprendere quello che una volta si chiamava la scuola di arte e mestieri che oggi praticamente non esiste piu’ poiche’ e’ stata assorbita dagli Istituti Professionali che cosi come sono non possono andare, poiche’ ti danno le nozioni teoriche ma non tecniche, per questo io credo che l’apprendistato dovrebbe esercitarsi durante gli anni scolastici e non dopo, anche perche’ si rischia di fare di questo contratto una formula per raggirare la legge in materia contrattuale in particolare in certe categorie come il settore turistico, contratto che di fatto non esiste.

Voglio sperare che sia la Confesercenti che la FIPE daranno battaglia fino in fondo affinche’ questo testo venga modificato non solo nella parte della durata ma nella sua forma.

http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/apprendistato/Relazione.pdf

Emanuele Esposito

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Categorie:By Emanuele Esposito

1 reply

  1. Buonasera a tutti,

    Siamo di fronte all’ennesima riforma scolastico/formativa degli IPSSAR e si intravede l’ennesima situazione di chi va a riformare un settore che ha avuto ed ha tanti problemi.
    Perchè non si chiede alla “Ristorazione” quali figure professionali, con quali competenze ed abilità, sono necessarie oggi e nel prossimo futuro nel mondo del lavoro? Perchè continuano a chiedere informazioni solo a personaggi chiamati consulenti, pagati fior di quattrini, spesso al di fuori del mondo reale, come impostare l’istruzione e la formazione professionale?
    Quali competenze e capacità operative deve avere un “Qualificato” o un “Diplomato” dell’IPSSAR? Cosa deve sapere e saper fare a 18 anni compiuti?
    Lo stipendio e i comodi turni di lavoro che egli chiede (non mi hanno mai chiesto cosa devo fare e saper fare o so che il ristorante ha lunch e dinner … ma solo quanto pagate e quando sono libero? … , chi deve guadagnarli per lui visto che neanche lontanamente immagina la differenza tra teoria e pratica? Il tempo che noi spendiamo per completare la sua formazione di base (o spesso fare da capo) per dargli l’ABC della capacità organizzativa ed operativa di cucina come la giustifichiamo in termini economici ai nostri superiori? Poi, dopo aver appreso qualcosa da noi, volano via, non tanto per nuove esperienze, ma quanto per guadagnare di più … che tristezza.
    Credo sarebbe ora di farci sentire un po’ , non so come, ma proviamoci!
    Buona Cucina a tutti!
    Nicola D’Alonzo

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