Italia una regione d’Europa…..


Italia una regione d’Europa…..

Signori e signore è arrivata prima di quanto si potesse immaginare…

Cosa aspettarsi da questa recessione:

stipendi abbassati, taglio al food cost, posti di lavoro ridotti…

ho visto recentemente molti commenti e discussioni a riguardo, del tipo stipendi troppo bassi, executive chefs non qualificati e titolari non troppo seri…

signori il panorama non cambierà di molto con la crisi alle porte!!!

Come abbiamo visto nel 2008 ci saranno tagli e in molte parti del mondo molti expats si troveranno a rischio come prima parte di un cost containment sui salari, il problema qual’è?

Italia a rischio di fallimento! Ci abbiamo mai pensato prima? Cosa porterà alle pensioni dei nostri cari o ai prodotti italiani?

 

Qui sotto un articolo interessante a riguardo di come si possa diventare non piu’ uno stato a sè….e va da sè—tutta la retorica…. bella Italia, siamo Italiani e come noi non c’è nessuno, siamo i migliori e tutte le cazzate simili…..

Leggete e meditate…gente…meditate…Stiamo finendo come cultura e come Economia…non c’è piu succo da spremere…….tutto avidamente bevuto….

Il liberale francofono Didier Reynders è ministro del governo belga  per gli affari correnti. Secondo lui la crisi finanziaria può essere l’occasione per andare verso una indispensabile integrazione economica.

La crisi della borsa prosegue. Quali i rimedi che gli europei possono considerare? La tensione sui debiti degli Stati data nei fatti da parecchi mesi, se non diversi anni. Lo stesso presidente Obama aveva in qualche modo anticipato una catastrofe possibile evocando un default nei pagamenti del suo paese….

Oggi tutti gli stati devono intanto porre in atto le decisioni e gli impegni che si sono assunti. Gli europei per la loro parte devono rispettare i loro impegni e dar seguito alle misure adottate nel summit di Bruxelles il 21 Luglio  scorso.  Queste misure rafforzano la stabilità della zona euro.

Per tutti, la prima delle priorità è la riduzione dell’indebitamento.  E’ quanto noi in Europa stiamo facendo da tempo anche se la crisi bancaria e finanziaria ha dato un colpo di freni a questo processo. La difficoltà sta sicuramente, al momento attuale: diminuire il debito continuando a crescere….

Come giudica il ruolo delle agenzie di rating? Si può discutere della validità di alcune loro analisi ma .. rompere il termometro non ridurrà la febbre.

L’Europa mette in mostra ogni giorno le differenze, le divergenze e soffre di una carenza di leadership. Come porvi rimedio?   Tutto ciò che si coglie fa vedere soprattutto la mancanza di integrazione dell’economia. Si può criticare la banca centrale europea (BCE), ma almeno lei parla con una sola voce.  Si possono evocare certe carenze sulla politica estera europea ma almeno qui è in corso un processo di unificazione. Io sostengo l’istituzione quindi, come  Jean-Claude Trichet, di un ministro delle finanze della zona euro in grado di pronunciarsi in nome  di questa sulle questioni economiche, così come la BCE fa riguardo alla moneta unica. Se ogni competenza economica rimane al livello di ciascuno degli stati, la cacofonia rimarrà la regola del sistema.

Certi “grandi” potranno accettare ciò che ai loro occhi è una perdita di sovranità? Capisco le resistenze e le reticenze del mio collega tedesco, il cui paese sarà in ultima analisi il finanziatore di questa evoluzione.  Reclama prima di tutti che sia rafforzata l’autonomia dei conti e che le regole del suo paese siano da tutti applicate e rispettate. Perché la inazione, di alcuni stati può ricadere su tutta la zona euro.

E’ richiesta una perdita di sovranità dunque?  Si; ma è la unica soluzione…

Se il piano europeo del 21 luglio si rivelasse insufficiente, cosa si rende necessario? Nella fase attuale mi sembra ancora adeguato, sufficiente. Non possiamo tuttavia ormai escludere altri “accidenti” e non solo nella zona euro. Noi ci siamo impegnati quando è scoppiata la crisi finanziaria e bancaria a non lasciar fallire nessuna cassa di risparmio, nessuna banca ma abbiamo reticenze a sostenere questo nei confronti dei singoli stati.

Una risposta adeguata sarebbe la creazione di  euro obbligazioni accoppiata e indirizzata con la integrazione economica di bilancio. Tutti ammettono che il sistema di una moneta unica nel contesto di una indipendenza dei bilanci degli stati, legati semplicemente da un accordo che non è in grado di evitare deragliamenti non potrà durare in eterno.  Oggi si chiede ai più forti, ai più “ortodossi” di prendersi i rischio anche per gli altri.

Dove mai è in Europa la volontà politica di camminare verso ciò che sarebbe un reale stato federale europeo? Riconosco che oggi soffriamo di una spinta insufficiente. Molti sono gli stati in una situazione politica difficile, condizionati anche da questioni elettorali. Questo però non impedisce che alcuni progressi possano trovare compimento.

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Categorie:by Andrea Conte

2 replies

  1. Ma il parere di questo personaggio belga non vale niente… Il belgio non ha un governo vero da quasi due anni!

    • Walter, il parere di questo signore di sicuro non ha valore ma penso che dia una chiara idea della realta’ europea…alla quale nn possiamo fare finta di nn dare attenzione….

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