Gavi o Cortese di Gavi


La seconda “tappa” del nostro viaggio tra le DOCG ci porta in Piemonte, la mia terra di origine, patria di grandi vini rossi dove anche i bianchi riescono ad esprimersi ad alti livelli. Accanto ai cosiddetti vitigni internazionali ci sono anche una serie di vitigni autoctoni, più o meno conosciuti, che ben si adattano al clima e al territorio della regione; uno di questi è il Cortese, vitigno a bacca bianca che è sicuramente conosciuto in tutto il mondo sotto il nome della Denominazione: Gavi o Cortese di Gavi che nel 1998 ha avuto il meritato riconoscimento della DOCG.

Il Cortese ha origini antichissime, il primo documento che ne testimonia l’esistenza è del 1072 ed è conservato nell’Archivio di Stato di Genova; in esso si documenta la cessione in affitto di vigne e castagneti a due cittadini di Gavi da parte del vescovo di Genova. Gli archivi conservano documenti che testimoniano come questo vino avesse un ottimo mercato gia in epoca medievale.

Alla fine del ‘700 il conte Nuvolone, vicedirettore della Società Agraria di Torino, redige la stesura della prima ampelografia dei vitigni coltivati sul territorio piemontese e cita il Cortese nella forma dialettale Corteis dicendo che: “ha grappoli alquanto lunghetti, acini piuttosto grossi, quando è matura diviene gialla ed è buona da mangiare, fa buon vino, è abbondante e si conserva“.

L’inizio dell’era moderna del Gavi è datata 1876 quando il marchese Cambiaso crea i primi impianti specializzati a Cortese di grandi dimensioni e il suo esempio viene seguito in breve tempo da altri possidenti terrieri della zona.

L’enologo francese Luigi Oudard, curatore delle cantine del conte di Cavour a Grinzane fu il primo che utilizzò il Cortese per la produzione dei suoi spumanti.

L’avvento della filossera segnò una importante crescita della produzione di Cortese; molti viticoltori del Basso Piemonte infatti, costretti al rinnovamento pressoché totale dei vigneti, destinarono a questo vitigno uno spazio sempre maggiore.

Nel 1974 il “Gavi o Cortese di Gavi” si fregia della DOC e, come si è detto, della DOCG dal 1998.

Il Disciplinare di produzione delimita il territorio a poco più di 1000 ettari compresi tra 11 comuni:

Bosio, Capriata d’Orba, Carrosio, Francavilla Bisio, Gavi, Novi Ligure, Parodi Ligure, Pasturana, San Cristoforo, Serravalle Scrivia, e Tassarolo. Questa singolare analogia numerica con i paesi del Barolo, fa si che il Gavi sia considerato il suo omologo tra i bianchi.

Il Consorzio di Tutela del Gavi nasce nel 1993 e conta circa 200 produttori associati; è stato il primo in Italia ad aver compiuto la  revisione dell’albo dei vigneti (2004) sia tramite visite di ispettori in loco che tramite foto aeree.

Gavi è situata in provincia di Alessandria a ridosso delle montagne dell’Appennino Ligure, praticamente al confine con la Liguria, quindi rientra nelle cosiddette “regioni pedemontane”, caratterizzate da un clima piuttosto rigido d’inverno e caldo d’estate; si producono vini bianchi di gradazione alcolica non troppo elevata caratterizzati da profumi complessi.

Il Gavi è un vino che ha una freschezza molto pronunciata e dei profumi delicati di frutta fresca; attualmente le aziende producono anche vini di buona struttura ed equilibrio che denotano una buona longevità, infatti si possono degustare dei Gavi di cinque o dieci anni perfettamente conservati e che dopo il lungo affinamento sviluppano  profumi terziari e minerali di grande eleganza. Il Cortese è un vitigno che ci rivela diverse sfaccettature infatti può essere vinificato sia fermo che spumante, bevuto sia giovane che maturo, affinato in legno o in acciaio…
Il classico colore del Gavi è giallo paglierino più o meno tenue con riflessi verdognoli, limpido.

Il profumo è delicato, con sentori di frutta fresca.

Il sapore è asciutto, pieno, gradevole di gusto fresco e armonico.

In cucina gli abbinamenti ideali sono: antipasti magri, zuppe, primi piatti di pasta, pesce (insalate di mare, alici marinate, trota, merluzzo, orata), fritti di verdure, frittate, torte di verdura, carni bianche e nelle tipologie più strutturate anche con formaggi caprini o erborinati.

Le specialità gastronomiche di Gavi risentono dell’influsso ligure ma si intrecciano con le tradizioni culinarie piemontesi; i piatti vengono insaporiti dall’utilizzo di erbe domestiche e selvatiche che si trovano nei campi come la borraggine, il rosmarino, la maggiorana, il timo, la salvia ed il basilico. I piatti tipici sono i “rabaton” di Alessandria, una sorta di gnocchi di erbe passati al forno, il risotto al Cortese e i ravioli di Gavi al profumo di maggiorana. Il “nostro” vino si abbina bene anche con gli Amaretti di Gavi dalla classica forma pizzicata “a tre dita”, dall’aroma delicato e  dal sapore di mandorle, dolci e amare.

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Categorie:"Vino e dintorni" By Andrea De Agostini

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