Il verme del pesce crudo… meditate gente…. meditate….meglio il pesce CONGELATO? SI!!!!


Mangiare il pesce crudo riserva dei rischi da non sottovalutare. L’allarme viene lanciato dal professor Giacomo Gidaro, direttore della prima clinica chirurgica di Pescara. La sua équipe ha realizzato un documento eccezionale che oggi il Centro.it è in grado di mettere a disposizione di tutti gli utenti: l’anisakis, ovvero il verme del pesce crudo, ripreso durante la sua asportazione chirugica dall’intestino di una paziente.

Il fenomeno è tutt’altro che nuovo, spiega il professor Gidaro, perché l’anisakis è sempre esistito. Oggi però, con la proliferazione e il successo che nella gastronomia sta ottenendo il consumo di pesce crudo, è opportuno essere avvertiti dei possibili rischi. Negli articoli che pubblichiamo parlano sia il medico sia la paziente operata, e si spiegano dettagliatamente sintomi e casi clinici. Il documento filmato, breve ma significativo, mostra il chirurgo alle prese con larva nel momento in cui viene asportata dall’intestino operato.

Sotto i ferri del chirurgo per una larva nell’intestino

«Stavo morendo per l’anisakis»

Parla la donna pescarese salvata dall’équipe di Gidaro dopo un pranzo con alici marinate

Anche perché è lei la “proprietaria” del pezzo di intestino che rischia di diventare il più famoso del mondo. Un caso di studio. Il professor Giacomo Gidaro ha concesso il filmato in cui per la prima volta viene ripreso il passaggio di una larva di pesce crudo in un intestino umano. Ma lei ha avuto il coraggio di vedere l’anisakis che entra nel suo stomaco? «Sì, l’ho visto. Scioccante. E penso che lo sarebbe per chiunque: vedere in un video quali potrebbero essere le conseguenze di un pranzo a base di pesce crudo. Esperienza terribile». E’ per questo che vuole parlarne? «Sì, ritengo importante dare un contributo alla conoscenza. C’è tanta gente inconsapevole, come lo ero io fino a qualche tempo fa». Ce la racconti questa esperienza. «Semplice. Avevo mangiato alici marinate in un ristorante a Riccione: dopo 4-5 giorni ne ho subìto gli effetti. Devastanti». Cosa è accaduto? «Dolori lancinanti allo stomaco, pancia gonfia. Stavo talmente male che ho dovuto ricoverarmi d’urgenza». Salvata dai chirurghi? «Non c’è dubbio. Dopo l’ecografia hanno visto che avevo del liquido nell’intestino, mi stavo avvelenando. E qui, devo dire, nella sfortuna sono stata molto fortunata». Si spieghi meglio. «Prima dell’intervento mi hanno chiesto se avevo mangiato pesce, l’équipe di Gidaro, che aveva già avuto in passato casi simili, ha pensato che potessi essere intossicata da anisakis». Un vantaggio in termini chirurgici? «Sicuramente. Sono una donna giovane e non sarebbe stato bello ritrovarsi segnata da un enorme squarcio sulla pancia. E’ bastata una laparoscopia, che ha ridotto al minimo l’effetto invasivo del bisturi. Sono grata ai medici che mi hanno operata, Fiorello Tarone e Stefano Gidaro, se oggi ho solo una piccola cicatrice. Poi penso pure che avrei potuto evitare tanti guai, se soltanto fossi stata informata».

PESCARA. «Pescatori e ristoratori non se la prendano, ma il problema esiste ed è bene che la gente lo conosca». Il professor Giacomo Gidaro (nella foto) non si stanca di ripeterlo: «Mangiare pesce crudo può essere pericoloso, così come fumare è pericoloso. Basta saperlo e valutarne i rischi. Poi bisogna chiarire altre cose». Lo faccia professore. «Ovvio che non tutti coloro che mangiano pesce crudo incorrono nei problemi capitati a tanti nostri pazienti (32 i casi rilevati tra Chieti e Pescara ndr negli ultimi tre anni). Con questo voglio dire che non tutti sono costretti a operarsi d’urgenza però sono molto frequenti altre conseguenze, che spesso rimangono silenti. E’ il caso delle allergie al pesce o gli shock anafilattici che queste allergie sono in grado di provocare». E’ per questo che a Pescara si è costituita la Sisan, una società che si occuperà del problema dell’anisakis cercando di rilevarne l’incidenza con uno studio epidemiologico, e tentando di avviare una rigorosa campagna di prevenzione. «Qui bisogna subito sgomberare il campo da un equivoco», prosegue Gidaro, «l’anisakis nel pesce c’è sempre stata, dunque non è un problema di inquinamento del mare. La differenza è che, diversamente dal passato, siamo più consapevoli dei danni che possiamo causare alla nostra salute quando mangiano pesce crudo senza prendere precauzioni». Quali precauzioni? «Semplice: basta congelare il pesce a meno 20 gradi per almeno 24 ore, così le larve muoiono e non provocano più effetti dannosi».

Pesce crudo solo se congelato

I CONSIGLI DEL MEDICO

PESCARA. L’anisakidosi umana è caratterizzata da dolori epigastrici con sintomi come vomito e nausea che si manifestano già alcune ore dopo l’ingestione di pesce crudo. Il primo caso di anisakidosi fu osservato in Olanda nel 1955: si trattava di un soggetto mangiatore di aringhe affumicate “verdi”. Successivamente, furono segnalati numerosi casi in Giappone, dove è pratica dietetica usuale mangiare pesce crudo; altri casi negli Usa, in Corea, in Nuova Zelanda e in Cile, mentre in Europa sono stati descritti in Francia, Belgio, Gran Bretagna, Danimarca, Spagna e Olanda. In Italia, escludendo la situazione abruzzese, a tutt’oggi, sono stati descritti 15 casi, la maggior parte in Puglia e Sicilia. L’interessamento intestinale si realizza entro 7 giorni dall’ingerimento di cibi marini ed è caratterizzato da dolori addominali, diarrea e febbre. Le larve possono anche penetrare nella parete gastrica o intestinale con formazione di lesioni ascessuali o più frequentemente granulomatose (forme croniche di anisakidosi), con emorragia, necrosi che possono condurre all’occlusione intestinale, sino alla perforazione dell’organo con peritonite.

Causa vomito

e forti dolori

CHE COS’E’

PROVOCA ALLERGIE. In tutti gli altri casi, la malattia si manifesta in forma silente ma non per questo meno preoccupante. E’ stata infatti sottolineata la capacità dell’anisakis di provocare allergie. «Sono stati segnalati casi di orticaria, di angioedema, di shock anafilattico», annota Fazii. «Nei soggetti sensibilizzati sono stati anche riscontrati episodi di asma allergico, congiuntivite e dermatite da contatto. Potrebbero così trovare spiegazione manifestazioni allergiche, alcune assai diffuse tra la popolazione».

Si trova nel pesce crudo, 32 casi sospetti tra Pescara e Chieti

Larva-killer, ecco l’immagine

L’équipe del professore Gidaro riesce a filmare per la prima volta il parassita. Allo Spirito Santo operati dodici malati

By Rossella Bortoluzzi

fonte  Cucina Doc Italiana il giorno sabato 30 aprile 2011 di Luca Mora

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Categorie:By Chef Italiani nel mondo

3 replies

  1. io sono sempre stato considerato un pazzo da tanti miei colleghi perche’ appena mi arriva il pesce fresco lo sfiletto e lo abbatto da anni…… alla fine i pazzi sono quelli che non lo fanno!!!! e sono in tanti ciao dalla siberia dove non e’ necessario abbattere il pesce…….Francesco Torelli

  2. io vorrei sapere se anche le sardine salate contengono questa larva .

  3. Buono a saperlo !!!!!! A me’ piaceva molto il pesce crudo(alici marinate) ma d’ora in poi non ne mangero’ piu? GRAZIE!!!!!! Dell’informazione

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