Vogliamo salvare il pianeta? Mangiamo insetti!!!


Vogliamo salvare il pianeta? Mangiamo insetti!!!

 

Oggi vi voglio provocare con una serie di articoli raccolti nel ristressimo tempo libero che ho avuto a disposizione, per urtare uno dei massimi tabu della societa’ “occidentale” che é insito nel nostro campione comportamentale: l’alimentarsi con insetti.

İl solo affermare una coşa del genere suscita in noi un senso di disagio , altresi un senso di ribrezzo, un brivido leggero o meno che ci scorre giu’ per la spina dorsale pur sostenendo ad alta voce che non avremmo difficolta a provare o a doverlo fare se costretti dalle circostanze, baldanza di un superio a rovescio che resta misero e fine a se stesso per una sorta di programmazione ricevuta sin dall’infanzia e sugellata poi in adolescenza guardando pellicole come Aracno fobia, le formiche assassine, etc .

Sarebbe ingiusto iniziare questo articolo senza una piccola introduzione ed un solo consiglio: immaginate di entrare al LunaPark e di salire sulla carrozza delle montagne russe…la barra di sicurezza si abbassa…e la catena motrice comincia farvi salire in cima al primo pendio…avete appena terminato la salita e le prime carrozze stanno gia scendendo in picchiata trascinandoti di sotto…ora siete pronti!!!

Introdurre formiche, cavallette, farfalle e grilli nell’alimentazione contribuirebbe seriamente a ridurre la fame nel mondo e pure i gas serra derivanti dall’allevamento di bestiame.

A ribadire il potenziale nutrizionale e ambientale derivante dall’allevamento di insetti a scopi alimentari in modo da far fronte al crescente aumento della popolazione, è ancora la FAO che torna a discutere di questa ipotesi al congresso della Royal Entomological Society inglese che si è svolta nei giorni scorsi.

La dieta a base di insetti era stata già oggetto di un seminario organizzato dall’agenzia ONU un paio di anni fa in Thailandia, ma oggi torna prepotentemente a farsi strada anche alla luce degli ultimi studi sugli allevamenti di bestiame che non solo occupano i due terzi dei terreni agricoli mondiali, ma come abbiamo visto più volte, generano almeno il 20% di tutti i gas serra del pianeta.

“C’é una crisi della carne – afferma Arnold Van Huis, entomologista all’università di Wageningen in Belgio e autore del paper delle nazioni unite -. La popolazione mondiale crescerà da 6 a 9 miliardi entro il 2050 e sappiamo anche che il consumo di carne è aumentato drasticamente: 20 anni fa la media era 20 kg ora è di 50 e sarà 80 nei prossimi 2 anni. Se continuerà davvero in questo modo, avremo bisogno di un altro pianeta”.

Con 1400 specie commestibili che vengono già consumate in tutto il mondo, gli insetti offrirebbero, dunque, grandi possibilità sia dal punto di vista nutrizionale che da quello commerciale.

Così se l’idea di mangiare insetti vi possa apparire strana o addirittura disgustosa, sappiate che il loro consumo, già diffuso in maniera capillare in molte parti del pianeta ( in Africa vengono mangiate almeno 527 specie diverse, come pure in 29 paesi asiatici ed in 23 paesi nelle Americhe) rappresenterebbe in realtà una valida alternativa alimentare, essendo gli insetti molto nutrienti, ricchi di proteine e sali minerali. Rispetto alla carne o al pesce crudo, ad esempio, se assunti in forma essiccata, la maggior parte delle specie contengono una quantità doppia di proteine. Alcuni insetti, soprattutto allo stato larvale, sono, inoltre ricchi anche di lipidi e contengono importanti vitamine.

Allevare insetti, inoltre, produce meno gas serra rispetto al bestiame: è stato stimato, ad esempio che l’allevamento di locuste, grilli e vermi, emetterebbe “10 volte meno metano rispetto al bestiame ed anche 300 volte meno di protossido di azoto e meno ammoniaca (inquinante prodotto da maiali e pollame)”.

Nella maggior parte delle regioni in cui si mangiano insetti, questi non solo rappresentano una componente fissa della dieta, ma sono considerati delle vere e proprie prelibatezze. In Tailandia, ad esempio, e chi ha avuto la fortuna di visitarla può confermare, si consumano quasi 200 diverse specie di insetti, molti dei quali sono molto ricercati come snacks o come delicatezze.

Tra le specie di insetti più consumati troviamo i coleotteri, seguiti da formiche, api, vespe e poi cavallette, grilli e infine falene e farfalle.

La Fao: “Ci vorrà del tempo, è solo una questione di abitudine”.

Gli scienziati dell’università del Messico hanno catalogato 1700 specie di insetti, scoprendo che gli scarafaggi vengono “scartati” dalle cucine di 113 Paesi. In 90 Paesi, invece, si consumano 1400 specie di insetti e vermi: si trovano in prevalenza in Africa, America Latina e Asia.

Nei ristoranti messicani, tanto per fare un esempio, un piatto di larve di una farfalla gigante, viene venduto a circa 15 euro. Ed è anche considerato una prelibatezza. In Papua Nuova Guinea, invece, vanno molto i vermi che vivono nel sago (un albero che rappresenta la loro principale forma di sostentamento). Le formiche sono popolari in Colombia, mentre in Giappone l’imperatore Hirohito era un appassionato di vespe, consumate con il riso.

E ancora. Quando in Thailandia i pesticidi non riuscivano più a contenere l’espansione delle locuste, il governo si rivolse ufficialmente ai cittadini: “Mangiatele”. Per aiutarli, distribuì una guida su come cucinarle e consumarle nel migliore dei modi possibili. La scelta si rivelò fortunata: l’invasione di questi insetti venne frenata. Adesso, nello stesso Paese i contadini sono arrivati a piantare grano al fine di attirare le locuste, catturarle e rivenderle nei mercati. Un’opzione, sempre in Tailandia, è offerta dal baco della seta o dalle cimici giganti d’acqua, bollite o fritte: anche queste trovano il consenso dei palati locali. Altri piatti: fagottino di termiti (Africa), bruchi fritti (preparati secondo una ricetta boscimane), farfalle del Madagascar in pastella, tartina di cimici (ricetta mediorientale).

 

NdA: Spero di avervi stuzzicato l’appetito, forse non proprio. Comunque rimane interessante sapere che sicuramente il sentimento che avevamo prima d’intraprendere questo giro sulle montagne russe fosse cosi’ diverso da ora che la carozza é tornata al suo punto di origine.

Buona giornata o serata che sia e arrivederci al prossimo appuntamento.

Daniel Evangelista


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Categorie:"Lo sapevate che...." by Daniel Evangelista

1 reply

  1. Bellissimo articolo, penso che in molti di noi potrà suscitare ribrezzo l’idea di cibarsi di insetti ma è solo una questione di cultura.
    Ogni popolo ha i suoi tabu’ radicati sin da tempi remoti, basti pensare anche solo all’interpretazione inculcata fin dall’infanzia per motivi religiosi che spesso vietano il consumo della carne di maiale o bovina.
    Spesso alcuni paragoni possono far riflettere.
    Un grosso granchio è forse cosi’ diverso nella forma da una tarantola?
    Una rana fritta da una cavalletta si differenzia forse solo per gli ossicini croccanti?
    Un goloso millepiedi avrà forse solo la testa piu’ piccola rispetto ad un gamberetto, quindi più resa economica?
    E per quale motivo non troviamo repellenti le lumache?
    Di recente ho degustato una zuppa di serpente in Cambogia, e devo dire che il sapore era davvero simile all’anguilla.
    Certo che per superare completamente alcune nostre chiusure mentali dovrebbe trascorrere qualche secolo, o qualche decisa carestia…

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