L’idromele


 

 

 

L’idromele

 

 

 

Salve ragazzi,

 

oggi vi voglio parlare dell’idromele: nella Storia viene spesso citato questo liquore conosciuto da popoli diversi e distanti nel tempo e nella cultura dove oggi come allora si accomunano attraverso il cibo o come in questo caso attraverso una bevanda.

 

Il motivo, forse, riguarda la sua semplicita’ nel produrlo e/o il suo semplice gusto che pure offre una gradazione alcoolica del tutto simile al vino, tra i 10 e 14 gradi, anche se con alcuni accorgimenti possiamo avere una oscillazione dai 7 ai 22 gradi.

 

Vi sono molte varianti dell’idromele ed in effetti si possono effettuare molte modifiche per avere un gusto del tutto unico e caratteristico soltanto aggiungendo dei frutti, delle bacche,delle spezie, dei succhi degli stessi o anche frumento durante il processo di riscaldamento o in una seconda fermentazione.I motivi delle speziature era dovuto, probabilmente, al fatto che la fermantazione spontanea portava insieme all’alcool anche sentori non troppo esaltanti dovuti a lieviti selvaggi e batteri poco compatibili alla produzione di esteri nobili.

 

Ecco alcune delle varianti:

 

  1. Cyser: con succo di mele aggiunto
  2. Ippocrasso: con succo d’uva e spezie
  3. Metheglin: con chiodi garofano, cannella ed altre spezie
  4. Melomel: succhi di frutta e spezie
  5. Braggot: miele e malto
  6. Pyment: con succo d’uva

 

Come possiamo fare l’idromele? Eccovi una ricetta semplice semplice:

 

2 kg di miele, 3 litri di acqua e livito secco safale nell’ordine di 1 grammo per litro di prodotto, nel nostro caso 5 grammi saranni sufficienti.

 

Mettiamo a bollire l’acqua, evitando di usare quella del rubinetto che risulta alle volte troppo dura, appena bolle spegniamo il fuoco ed aggiungiamo il miele poi lo portiamo a 80-90 gradi per 10 minuti Aspettiamo che si porti a temparatura ambiente ed aggiungiamo il lievitomescolando bene, versiamo il tutto in una damigiana di vetro e chiudiamo con un gorgogliatore che evitera’ che i batteri anaerobici entrino in contatto con l’ossigeno e facendo in modo di sfogare la grande produzione di anidride carbonica che il nostro liquido produrra’. La fermentazione dura in luogo fresco e buio per circa 4 settimane, dopodiche bisognera’ versale il contenuto in bottiglie di vetro da 750ml senza agitare il fondo della damigiana, al fine di avere un prodotto che non abbia imputirta’, sarebbe il caso di avere delle bottiglie con il tappo che si avvita, in quanto durante la maturazione del nostro idromele potrebbe continuare la formazione di gas ed onde evitare che la bottiglia esploda, sfiatarla almeno una volta la settimana, durante questo periodo i nostri batteri anaerobici hanno gia compiuto il loro dovere e non sono piu’ essenziali. Per avere un buon prodotto finale si consiglia di farlo maturare al fresco e al riparo da luce per almeno 6 mesi.

 

Una piccola curiosita’:

 

Era tradizione che le coppie appena sposate bevessero idromele durante il periodo di una luna dopo il matrimonio per ottenere un figlio maschio.Da li sembra provenire la tradizione della “Luna di miele”.

 

 

 

Ciao a tutti

 

 

 

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Categorie:"Lo sapevate che...." by Daniel Evangelista

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